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giovedì 28 maggio 2020 ..:: Sonus Faber Parte Seconda ::..   Login
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 Sonus Faber Parte Seconda Riduci

L E  L I N E E  P R O D U T T I V E

 

Il dottor Antonio Donà continua nella sua preziosa opera di "Cicerone" conducendomi nel vivo della fabbrica, entriamo in quell'ampio e confortevole capannone che alloggia le linee produttive dei vari modelli destinati al mercato interno e all'esportazione in tutte le parti del mondo.
Il valore della componente umana è fondamentale nella filosofia Sonus Faber e contraddistingue il profilo qualitativo di ogni progetto, questo avviene non solo durante la fase produttiva, dove la tradizione artigianale impegna in primo luogo l'abilità dell'operato manuale, ma anche nelle precedenti operazioni di ricerca progettuale, di gestione amministrativa e commerciale.

Salvo benemerite eccezioni, ben di rado mi è capitato di visitare un ambiente lavorativo talmente lindo, luminoso e accogliente, così attento alla qualità di vita di chi ci lavora: le immaginifiche fairy tales, le storie “fatate”, in questo caso sono una tangibile realtà. Sonus Faber è una grande realtà aziendale. Attualmente ha al suo attivo oltre 30 dipendenti e altrettanti collaboratori, vanta una massiccia presenza sui mercati di tutto il mondo (40 paesi in totale) tra cui una filiale ad Honk Kong destinata al mercato cinese.

 

Il nostro lavoro è, tra virgolette, per la maggior parte assemblaggio, lavoriamo con tre falegnami, uno dei quali collabora solo per noi e realizza i cabinet dei modelli di fascia più alta. Parliamo di Fenice, Stradivari, Amati, Guarneri, Minima. E' il professionista con cui abbiamo maggior esperienza poiché ci lavoriamo insieme sin dagli esordi, da più di vent'anni. Suo padre prima e lui adesso lavora esclusivamente per noi, specializzato nella costruzione di diffusori. Tanto per chiarire ulteriormente la sua posizione è per noi una risorsa preziosissima perché è la persona, punto di riferimento assoluto, con cui sviluppiamo il progetto dei mobili. Se un domani dovessimo perderlo, non sapremmo come superare la conseguente, terribile impasse.

Oltre ai falegnami e le ditte costruttrici di altoparlanti, disponiamo di tutto un tessuto di piccoli e medi fornitori che lavorano per noi, non esclusivamente, i quali ci procurano delle parti customizzate che vanno dalle etichette in ottone agli spinotti e diversi altri componenti dei sistemi di diffusione, solo la viteria è standard.
Non trascuriamo le finiture anche nei diffusori più semplici, come possono essere quelli della linea "Toy". Mettiamo particolare cura nell'operazione manuale di rivestimento, che riteniamo rilevante, forse la più importante nella realizzazione della Toy, l'unica gamma foderata completamente in pelle per un effetto estetico di rilievo.

Procediamo lungo un tracciato dove le linee produttive sono logisticamente allestite alla perfezione.
L'area dedicata al rivestimento è quella dove gli operai sono chiamati a una maggiore manualità. Sonus Faber ama definire "manufatti" i propri prodotti perché l'abilità dei suoi maestri artigiani rappresenta, da sempre, uno dei suoi principali motivi d'orgoglio. Qui da noi l'artigianalità è intesa nel suo principio etimologico di arte e lavoro, ovvero il piacere di lavorare con l'arte e per l'arte. Vengono utilizzate per i cabinet doghe di legno massello, o pannelli stratificati, interamente lavorati a mano, trattati con essenze di primissima qualità.

I vari tipi di legno sono soggetti ad accurati trattamenti di stagionatura, verniciatura, laccatura poiché la scelta di questi e la loro finitura riveste una fondamentale importanza per la timbrica delle camere acustiche. La scelta operata è quella di organizzare un ambiente di lavoro confortevole che richiami una forma simile a quella degli strumenti musicali e che, nello stesso tempo, consenta a chi opera all'interno di avere delle condizioni di lavoro piacevoli.
Il nostro motto è creare prodotti di qualità in un ambiente di qualità.

La passeggiata nella produzione ci conduce alla zona di montaggio dei driver, poi nel punto di pulizia e d'imballaggio. La procedura di controllo viene fatta per verifica e misura, comparando ogni esemplare con un diffusore di riferimento sul quale sono montati degli altoparlanti, anch'essi di riferimento, che viene misurato e caricato nel software di analisi. C'è una finestra che indica delle piccole tolleranze all'interno delle quali deve trovarsi l'esemplare per poter passare il test. C'è un reparto idoneo dove sono fatte le misure iniziali e messo a punto il campione di riferimento. Questo cassone, per quanto rudimentale sia, è una piccola camera priva di riflessioni in cui l'anecoicità è ottenuta deponendo sulle pareti interne dieci cm di materiale fonoassorbente. Ci sono tre di questi dispositivi per ogni linea di produzione. Le pareti della camera, messa a punto per le misure sui vari esemplari, inoltre non sono parallele cosicché da ridurre ulteriormente le riflessioni interne.

Cremona Subwoofer M

I filtri crossover sono sviluppati e prodotti da noi, messi a punto nella divisione ricerca e sviluppo, composta da un responsabile di reparto che si occupa, con un ingegnere elettroacustico, del suono e dell'aspetto generale dei diffusori. Abbiamo poi un professionista che lavora all'ingegnerizzazione del disegno partendo da un'idea iniziale. Nelle linee produttive c'è molto di manuale e poche attrezzature. I rivestimenti sono fatti con pelli di aspetti estetici diversi, come la pelle goffrata che è un po' la pelle storica di SF. Il rivestimento dei baffle frontali aiuta molto la tenuta pneumatica dei driver, nel momento in cui si va ad accoppiare il legno del cabinet con quello del pannello frontale la pelle favorisce il congiungimento senza che sia necessario l'inserimento di guarnizioni.

 

Una serie di "Minima". Sulla sinistra una "Toy Speaker".

Con alcuni diffusori del passato (ma sarà la stessa cosa con i diffusori attuali fra 10 - 15 anni), quando capita di dover eseguire delle riparazioni abbiamo delle grosse difficoltà a rimuovere gli altoparlanti. A proposito le Guarneri Homage sono oggetto di un aneddoto interessante: circa una decina di anni fa tre coppie di questo modello destinate al Cremlino furono spedite in Russia. Tutto quello che entra nel Cremlino deve essere sottoposto a verifica ispettiva interna per evitare la presenza di oggetti particolari, quindi va completamente smontato. Nel caso delle Guarneri però quest’intervento non fu possibile. Rimuovere gli altoparlanti è un'operazione che consigliamo sia fatta sempre da noi in quanto c'è un'adesione praticamente assoluta tra la pelle e gli altoparlanti.
Su prodotti di recente costruzione, entro qualche mese di vita, ancora ci si salva ma quando s’iniziano a superare i due anni diventa veramente difficile compiere quest'operazione, succede in particolare con le Guarneri, le Amati e le Stradivari.

Nell'economia delle linee di produzione c'è una zona dove avviene il montaggio dei crossover all'interno del mobile, insieme al posizionamento delle varie spugne di coibentazione, in questo caso materiali abbastanza semplici e veloci da assemblare. In un'altra zona vengono montati i fianchi dei cabinet, che possono essere in massello piuttosto che in MDF rivestito di pelle. L'MDF (Medium Density Fibreboard) è un materiale molto usato per i cabinet dei diffusori perché, pur non essendo un materiale molto pregiato, si presta a essere lavorato molto bene con le macchine a controllo numerico; si riescono a modellare forme ben più complesse di quelle che si ottengono con il legno massello. Inoltre, rispetto al massello, l'MDF è un materiale molto più amorfo, meglio smorzato e sordo.

All'interno del mobile della Guarneri si possono apprezzare le diverse doghe, disaccoppiate nell'intermedio, ognuna con un particolare andamento delle venature. La costruzione è complessa, ciascun elemento viene ricavato dal pieno di un massello di acero poi assemblato con gli altri. I mobili sono numerati per avere l'accoppiamento con il relativo retro, un'accortezza che ci consente di avere un abbinamento il più calzante possibile.

Nel nostro caso c'è un po' la diatriba perché ci siamo sempre ispirati agli strumenti musicali, quindi il legno. In azienda siamo ben consci che non stiamo utilizzando il materiale migliore, ma la nostra ispirazione sono gli strumenti musicali, fatti di legno e non MDF. Questo è il motivo per cui abbiamo indirizzato la nostra ricerca sulla forma del materiale e del cabinet piuttosto che sul materiale utilizzato.

 

Il personale impiegato nella Sonus Faber deve essere dotato di una buona manualità di base, dote che riteniamo indispensabile, associata alla predisposizione per un lavoro attento ai dettagli e alla qualità. Adottiamo delle severe procedure di controllo in accettazione non solo degli altoparlanti ma di tutti i materiali forniti, controlli di fondamentale importanza perché, lavorando con tantissimi fornitori, dobbiamo essere sicuri che i prodotti siano conformi a quanto chiediamo. La maggior parte di questi viene effettuata dalle stesse persone che lavorano qui nel corso delle fasi produttive, ad esempio montiamo il fianco di un diffusore soltanto se il legno che lo costituisce è conforme a precisi criteri di qualità.

In foto vediamo una "cameretta" anecoica al cui interno è alloggiato un microfono che rileva l'impulso dell'altoparlante da testare. Di ogni altoparlante abbiamo un'apposita maschera con le dimensioni esatte per poterlo alloggiare a perfetta tenuta d'aria, alcuni driver sono controllati a campione con un software precaricato, sempre in comparazione, nel momento in cui ci arrivano dai fornitori, altri modelli sono invece provati individualmente.

Questi sono degli armadi decisamente importanti poiché contengono tutti i nostri campioni di materiale attuale e anche del passato: si va dai campioni dei cabinet alle basette dei circuiti stampati, dai crossover ai condotti reflex e altoparlanti di qualsiasi genere. Un componente ragguardevole (rappresentato nella foto sotto) è il crossover delle Amati, non si tratta di un campione ma di un crossover vero e proprio i cui elementi erano montati completamente in aria, costituito da componenti passivi di pregio con cavi di alta qualità. Gli "armadi dei segreti" rappresentano un utilissimo archivio contenente la produzione attuale e passata: qualora dovessimo effettuare delle riparazioni, cosa che spesso accade, dobbiamo essere in grado di capire se alla fine dell'intervento l'elemento corrisponde alle specifiche del riferimento. La zona solitamente dedicata alla produzione della Minima e la serie Homage, ultimamente è stata messa un po' in subbuglio per l'arrivo del Fenice e dei suoi componenti.

 

 

I  M A G A Z Z I N I

Scendiamo al piano inferiore, la mia insaziabile curiosità non risparmia neanche questo "spoglio" luogo.
Nei magazzini sono stoccate grandi quantità di diffusori, pronte a essere spedite per ogni dove. Sono disposte con lo stesso sovrano ordine che regna in ogni parte dell'azienda. Anche questo contraddistingue la filosofia Sonus Faber; fosse anche "The dark side of the", il più insignificante dettaglio ripreso dalla mia ligia fotocamera Lumix, la viva impressione è di pulizia, ordine e precisione.
Sono queste le qualità che, immancabilmente, prendono "dispoticamente" la parola.
Un autentico oggetto di possesso deve rimanere bello anche quando è inscatolato e fasciato da grandi fogli di cellophane. Credevo che vedendole così avrei sentito meno il desiderio di possederne una coppia, ma.. invano. Subito al di fuori del magazzino c'è un container pronto a partire per l'America, paese grande estimatore del suono e dell'estetica Sonus Faber.

Alfredo Di Pietro

Segue alla terza parte...

Luglio 2010


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