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giovedì 13 dicembre 2018 ..:: Yamaha AX 496 - Trends Audio TA ::..   Login
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 Breve recensione semiseria: Yamaha AX 496 Versus Trends Audio TA Riduci

AX 496.jpg

Yamaha AX 496

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Trends Audio TA 10

 

Il "nemico" mi arriva verso le ore 15 del 16 ottobre. Apro l'imballo ed esclamo: com'è piccolo, sembra un giocattolino, ancor più nanerottolo del T Amp e del super T Amp, gli invento subito un irriverente soprannome: "Il supernanerottolo", si presenta molto meno, anzi per niente plasticoso rispetto al vecchio ammazzagiganti: un bel cabinet di alluminio pressofuso, un bel potenziometro (e buono), una lucina blù sul frontale, così intrigante e ad effetto "tech" quando si ascolta al buio...Il livello costruttivo e la componentistica sembrano ottimi, ma anche il mio Yamaha non sfigura: noto con piacere all'interno un buon ordine di cablaggio e condensatori ELNA che fanno occhiolino! Improponibile direte questo confronto, ma il fatto che nessuno forse lo abbia ideato seppur con povertà di mezzi come ho fatto io, compensata dalla passione quasi maniacale che mi riconosco mi eccita molto sino a provocarmi quasi un'estasi audiofila. Mamma ho fatto uno scoop! Ma...rammentate che di recensione semiseria trattasi (molto semi). Purtroppo sono handicappato dal fatto di conoscere pochissimo il T Amp e per nulla il Super T Amp per cui non posso fornirvi una genealogia sonica precisa: l'avevo detto che era una recensione "povera", conosco invece bene il mio Yamaha AX 496 nel mio setup, nel mio ambiente d'ascolto da due annetti a questa parte. Ma mi fermo un attimo a riflettere: cosa c'entrano T Amp e Super T Amp? Il Match è tra lo Yamaha AX 496 ed il Trends Audio TA 10...ed allora match sia!!!

PRESSIONE SONORA IN AMBIENTE
Parto da questa per chiarire alcune cosette. Le mie torri snelle hanno una sensibilità di 89 dB, non molti per 6 soli watts, ma rimango piacevolmente sorpreso nel constatare come quei 6 watts producano una pressione sonora che va al di là di quello che mi aspettavo. Certamente l'AX è più dinamico e non va mai in crisi nei pieni orchestrali o nelle terribili mazzate di una band di Hard Rock e non potrebbe essere diversamente: troppa la differenza di potenza:
103 + 103 watts contro 6 + 6. Mi accorgo però che anche in un'ambiente come il mio, grandicello, ma piuttosto riflettente, il Trends sa farsi rispettare e fornisce livelli di pressione sonora sufficenti per un ascolto tranquillo. D'altronde quando uso lo Yamaha non vado mai oltre le due tacche con il digitale e tre (con il vinile)...quando la moglie è in casa. Tra le dimensioni contenutissime e la bassa potenza il WAF và alle stelle!!!

SOUNSTAGE
Il soundstage... oh! Il soundstage, mi permettete di passare oltre? (ditemi di si vi prego!) No! No! Mi tocca. Nello Yamaha strumenti e voci pur se di proporzioni corrette mancano di nero infrastrumentale, sono affastellati uno accanto all'altro non dico alla rinfusa, ma senza una prospettiva spaziale lucida. Sono tutti appicicati lì immobili, per carità quello che è al centro lo sento al centro, quello che è a destra o sinistra lo sento a destra o sinistra, ma manca del tutto la sensazione di aria tra le voci, le sfumature, i mezzi campi, l'altezza, la geometria è fortemente approssimativa.
Tutto è purtroppo come messo nel minipimer e poi spiattellato a destra, centro, sinistra e...stop! Per me questo è il parametro dove lo Yamaha soccombe nettamente. Il TA 10 è meravigliosamente lucido, prospettico come un dipinto del Caravaggio. Guardo con tenerezza il mio fido AX 496 quasi lo accarezzo sussurandogli: hai perso!

ANALITICITA' - SELETTIVITA'
Con il pianoforte il mio giapponesone si difende bene esibendo un suono generoso e naturale, molto ben controllato e luminoso, non sfigura troppo insomma rispetto al Trends. Le cose cambiano nettamente quando da un pattern semplice di uno o due strumenti si passa a ensemble strumentali e vocali più complessi. Il TA 10 non perde mai quella meravigliosa capacità di non perdere la bussola, di discernere nella complessità dando la possibilità all'ascoltatore di poter seguire ogni linea melodica e strumentale nella sua individualità senza mai impastare. Lo Yamaha in questi frangenti non dico che getta la spugna, esibisce un comportamento onesto, dignitoso, con un buon livello di dettaglio, ma lontano dai vertici del TA 10. Non soccombe rimanendo sempre piacevole, ma il confronto è a favore del Trends. Tali differenze risaltano in tutta la loro evidenza in un raffronto diretto o molto ravvicinato perdendo il loro valore, grazie alla scarsa memoria acustica che ogni uomo possiede (tranne me :-))) in uno a distanza. Chi però sposa un Trends TA 10 molto difficilmente cederà alle lusinghe di un'eventuale amante anche di alto bordo.

SENSO DEL RITMO - VELOCITA' - RICCHEZZA ARMONICA
Uhm...quà si fa dura. Ho pensato ed ascoltato molto concentrandomi su questi parametri perchè non mi sentivo affatto sicuro soprattutto sul famoso senso del ritmo. Mi sono letto qualcosa di storico sulla scuola inglese di Naim e Linn, la "flat-earth" (Pace Riddim an Timin'), ma una cosa è leggere ed un'altra e ascoltare. Attacchi e rilasci del TA 10 sono perfetti, netti, un po' "categorici". Nello Yamaha c'è si velocità e controllo, ma il suono è più approssimativo, meno in "tune", la ricchezza tonale ed armonica c'è eccome in questo chip TA 2024 semmai è l'AX a sembrare tendente al freddino, non metallico come qualche detrattore afferma, ma un po' algido e con un mediobasso ed un acuto si precisi, ma un po' indietro. La sensazione di matericità non mi soddisfa nell'AX e, a dirla tutta, non mi ha mai soddisfatto, ma la resa sulle percussioni di questo è coinvolgente e travolgente, grazie probabilmente alla potenza, velocità edalla dinamica estremamente generosa. La coerenza ed il bilanciamento tonale sono buone in entrambi, un po' più secco lo Yamaha su certe incisioni. Mi azzardo a dare un ex aequo proprio nel campo della bellezza timbrica e della raffinatezza generale ai due amplificatori, ma mi rendo conto che anche quì è una valutazione un po' forzata. Vince anche se non di molto il Trends.

MICRODINAMICA - MACRODINAMICA
Anche quì resto un po' perplesso. Il TA 10 esibisce un buon comportamento nella micro, ma ho l'impressione che la prestazione sia un po' condizionata dal volume d'ascolto in quanto a quello basso sento il suono un po' "trattenuto", leggermente imbrigliato, aprendo invece la manetta tutto diventa più chiaro e più intellegibile. Ho l'impressione che il progettista abbia tarato il Trends affinchè questo possa funzionare al meglio con una certa erogazione di potenza, non piccola, forse perchè, data la scarsa quantità di watts ha pensato che l'utilizzatore preferisse tenere la manopola del volume mediamente più in avanti del consueto. Nella macrodinamica, nei limiti della potenza modesta e sempre tenendo conto che l'efficenza delle mie LE 109 non è pari a quella delle Klipschorn :-) direi che non ci sono assolutamente pecche evidenti: il suono impressivo, materico. Lo Yamaha (ricordo 103 + 103 watts) è nettamente superiore nella macro e non potrebbe essere diversamente, ma questa prova per onestà và incentrata esclusivamente sulla QUALITA' SONICA, tutta a favore del Trends. La fisica è fisica. Quindi perdonate e tralasciate lemie considerazioni sul mero dato di potenza...ma io le faccio lo stesso :-))). Diverso il comportamento dell'AX 496 nella micro e nella macro, il carattere del suono è esattamente uguale sia a basso che ad alto volume, la differenza è appunto nel volume e stop! Molto lineare la progressione ed estremamente omogenea, senza buchi o reazioni strane, pur essendo un entry level è di alto lignaggio e non posso tacere certi
particolari che ho notato. Messo però alla corda il giapponese diventa isterico, spigoloso...uhm...meglio abbassare il volume :-(mentre il cinesino perde molto meno il suo aplomb).

VERSATILITA'
Yamaha AX 496: 5 ingressi linea (AUX, MD, TAPE, CD, DVD) ed uno PHONO (MM). Due commutatori di Bypass: uno PURE DIRECT che agisce su tutti gli ingressi bypassando i controlli di Bass, Treble, Balance e Loudness. Nell'altro, il CD/DVD Direct Amp, i segnali di ingresso provenienti dal lettore CD o DVD vengono inviati direttamente ad un amplificatore speciale incorporato bypassando il selettore Input ed i comandi Bass, Treble, Balance e Loudness. Vi assicuro che l'intervento di questi commutatori si sente eccome! Inoltre esiste un selettore Rec Out che consente di selezionare la sorgente da inviare ad un Recorder, sia esso a nastro, MD o digitale. E' possibile utilizzare due coppie di diffusori, regolare il carico di questi con un selettore a due posizioni e c'è, per concludere, l'uscita per la cuffia. Il Ta 10 cos'ha? Un potenziometro di volume, Un ingresso linea (RCA) e le terminazioni per una coppia di diffusori(banane, forcelle o cavo spellato). E' vero che lo Yamaha costa praticamente il doppio del TA 10, ma una cosa proprio non la capisco: perchè alla Trends Audio non hanno voluto fare uno sforzino in più per renderlo maggiormente versatile? Sarebbe costato di più, ma a mio modestissimo parere ne sarebbe valsa la pena.

CONCLUSIONE
L'AX 496 risulta tutto sommato molto godibile e con caratteristiche soniche poco consumer, non ci sono bassi bum bum o "Hi Fi" che dir si voglia, tutto è controllato e lineare senza particolari enfasi ne' ringonfiamenti in alcuna parte dello spettro. Dal punto di vista della versatilità, della potenza e della dotazione c'è un vero abisso, ma il suono del Trends è superiore. Il TA 10 è nettamente più performante nel soundstage, analiticità, trasparenza, dettaglio, mentre nella coerenza tonale, velocità e coinvolgimento emotivo, nella piacevolezza timbrica pur ravvisando la superiorità del Trends trovo lo Yamaha molto valido. Facendo riferimento al carattere di "match" che ho voluto impostare l'AX perde quasi in tutto pur conservando un suono raffinato e godibile, molto poco consumer e con una dinamica eccellente. Il TA 10 avvicina di più alla musica con una maggiore presenza, ogni velo scompare, le voci, specie le femminili hanno una limpidezza stratosferica, ma la presenza è a volte eccessiva facendomi pensare ad un bilanciamento tonale un tantino spostato verso le medie-medioalte, rispetto allo Yamaha e nel miosetup naturalmente. Mi sorge il dubbio se magari è lo Yamaha ad essere un po' indietro su queste gamme. Mi duole dirlo ma l'AX 496 priva la musica di una parte della sua vitalità, tutto è più lontano, lievemente approssimativo ed anche un po' impastatuccio. Transitando da un programma musicale a pattern semplice (strumento singolo) ad un ensemble di diversi strumenti questa sensazione di impastamento è evidente, impietosa. Il TA 10 se ne frega, incredibile come non getti la spugna e rimanga sempre lucido, selettivo sia se ascoltiamo il pianoforte solo di Kempff in Beethoven sia i mille esecutori dell'ottava sinfonia di Mahler. Lo guardo con infinita tenerezza! Quante ore di bella musica mi
ha regalato ed ancora mi regalerà, sfioro delicatamente con i polpastrelli il frontale, lui mi guarda...sembra quasi che sorrida. Onore e gloria al Trends Audio TA 10 e morte al pregiudizio audiofilo, mi concedo solamente una piccolo moto di nostalgia verso un integrato comunque grande nel suo piccolo...la classe non è
acqua!

SETUP
Giradischi Pioneer PL 300 X
Fonorivelatore Sumiko Black Pearl
Lettore CD Rotel RCD 1070
Diffusori Canton LE 109
Cavo di segnale CDP-Amplificatori Kimber Hero
Cavi di potenza Supra Ply 3.4 S (con calza a massa)
Sala d'ascolto. 6 X 4 metri

Dischi in vinile:
Weather Report: Night Passage
Fleetwood Mac: Tusk
Led Zepelin. Presence
Miles Davis: Kind of blue
Ludwig Van Beethoven: Klaviersonaten N°31 e N° 32. Pianista Wilhelm Kempff
Franz Schubert: Wanderer Fantasie D. 760. Piano Wilhelm Kempff
Sergei Prokofiev: Alexander Nevsky. London Symphony Orchestra. Direttore Claudio Abbado

CDA
Dave Brubeck: Time out
Jethro Tull: Acqualung (Remastered)
Frank Zappa: Sleep dirt
Jan Garbareck: Twelve Moons
Gustav Mahler: Sinfonia N° 8. Berliner Philharmoniker. Direttore Claudio Abbado
Icone in musica: vari brani. Etichetta Signoricci CD
Johann Sebastian Bach: English Suite (clavicembalo). Interprete Blandine Verlet

Alfredo Di Pietro

Luglio 2008


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