Un pomeriggio "liquido" Un pomeriggio "liquido"
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 Un pomeriggio "liquido" Riduci

LA MUSICA LIQUIDA

Musica liquida, H2O Music. Per definizione sono quei file musicali digitali scaricati dal web tramite i negozi virtuali oppure le reti di "Peer To Peer" mediante le quali viene praticato il file sharing, illegale certamente, ma altrettanto innegabilmente di larghissima diffusione in tutto il mondo. Delle lunghissime stringhe di zeri ed uni che scorrono veloci attraverso i nostri doppini telefonici oppure nell'etere tramite le connessioni wireless. Il termine liquido presuppone l'assenza di un supporto fisico di qualsiasi tipo, ma lo sgorgare di un software che entra nei nostri PC o Music Server come un ruscello che scende dalla montagna. Pierre Bolduc, direttore di Audiophile Sound, ha dedicato a questo argomento i suoi ultimi seminari ai recenti audioshow parlandone come di una seconda rivoluzione digitale; se infatti la prima si è affacciata nell'ormai lontano 1979 con la nascita del Compact Disc ad opera di Sony e Philips, la seconda sarà l'assenza del CD o per meglio dire lo è già.
Nel 2005 per la prima volta il mercato mondiale della musica digitale è stato inserito nei dati annuali dell’IFPI (Federazione Internazionale dell’Industria Discografica) con la motivazione che quest'ultima ha fatto registrare una crescita importante a livello mondiale, sia attraverso l’utilizzo di Internet sia attraverso il download sui telefonini.
I segnali del mercato sono purtroppo da tempo infausti per la musica su supporto fisico se è vero che la vendita dei dischi (CD - LP) è in costante calo nonostante si sia verificata la rinascita del vinile decretata da quello zoccolo duro di audiofili analogici che credono fermamente (e non a torto) nella meravigliosa qualità dei loro padelloni neri. Si tratta però di un fenomeno di nicchia. I numeri d'altronde parlano chiaro, basta guardarsi lo "Year-End Report" della RIIA risalente al 2007
http://76.74.24.142/81128FFD-028F-282E-1CE5-FDBF16A46388.pdf per rendersi conto di come la vendita di musica su supporto fisico sia scesa dall' 83,9 % del 2006 al 77 % del 2007 mentre i dati su quella liquida (Digital) sono passati dal 16,1 % del 2006 al 23,0 % confermando un chiarissimo trend mondiale verso questo tipo di fruizione. Sono nel frattempo apparsi sul mercato Hi Fi i cosiddetti "Music Servers", apparecchi che accolgono nel loro interno dei capienti Hard Disk in cui immagazzinare file musicali e non solo, dotati di preclare qualità sonore. Nomi di altissima caratura come Mc Intosh, Linn, Naim, Cambridge Audio si sono impeganti a produrli attestando l'importanza che questo tipo di oggetti ha oramai raggiunto anche nel campo della riproduzione audio High -End. Nascono i "Virtual Store" iTunes, Microsoft Music o, in Europa, realtà come Od2 e Buongiorno Vitaminic, a questo punto si parla correntemente di "negozi" online.
Aumenta quindi il download legale di file musicali e l'utilizzo di musica online mentre parallelamente cresce in giro l'entusiasmo per un mercato nuovo in forte espansione che si stà consolidando più velocemente di quanto non ci si immaginasse nonostante si sia ancora agli inizi. Spiegava Enzo Mazza, presidente dell'associazione delle società discografiche italiane (FIMI), in un'intervista del 2007 che in Italia il numero di file scaricati aveva ormai quadruplicato il numero dei CD venduti, l'online valeva tra il 4 ed il 5% del mercato, le stime per il 2008 vedevano una salita al 15 %, secondo altre stime ci si aspetta che il consumo di musica liquida diventi preponderante intorno al 2012, anno in cui la seconda rivoluzione digitale avrà colto pienamente i suoi frutti. Considerando il panorama nostrano le piattaforme digitali offrono più di cinque milioni di titoli con una grande quantità di download non solo di singoli, ma anche di album. Sul versante della qualità sonora che la musica liquida è in grado di offrire ci troviamo di fronte ad un autentico universo che più variegato di così non potrebbe essere: si và dagli Mp3 a basso bitrate sino ad arrivare alla stupefacente resa dei file master ad alta risoluzione passando attraverso un panorama di grigi intermedi particolarmente vasto da cui la difficoltà per il profano di compiere la giusta scelta. Se vogliamo assurgere ai ranghi dell'Hi Fi e considerarci dei buoni audiofili dobbiamo escludere d’emblée i formati lossy, quelli cioè compressi con perdita di informazione e, di conseguenza, scadimento di qualità più o meno evidente a seconda del bitrate e del sistema di encoding. I formati invece lossless tipo i FLAC o APE, sono si compressi, ma senza perdita di informazioni e promettono una qualità pressochè pari a quella dell'originale, è da questi che bisogna partire per degli ascolti che siano davvero di qualità.
Afferma ancora Mazza che il CD è avviato verso un triste viale del tramonto, destinato a mutare in un prodotto sempre più di nicchia rivolto ad un cliente più sofisticato, tipicamente un audiofilo, un po' quello che successe al vinile con l'avvento del CD. Sarebbe il caso di rispolverare i "Corsi e ricorsi" storici di vichiana memoria nella consapevolezza che i supporti fisici continueranno a vivere nel cuore e nelle case degli appassionati,  e chissa che un domani, quando un'ulteriore nuova tecnologia prenderà piede, la musica liquida seguirà le stesse logiche andando ad affiancarsi nelle collezioni degli appassionati ai CD ed LP. Una cosa è certa: in questi mutamenti generazionali un elemento che rimarrà sempre fermo sarà il grande amore che la gente nutre per la più grande forse delle arti, sicuramente la più immediata, capace di immergerci istantaneamente in atmosfere dolenti o gioiose, meditabonde o leggere, energiche o eteree, con la suprema efficacia che la contraddistingue. Ludwig Van Beethoven scrisse nel manoscritto della Missa Solemnis, a destra dopo il titolo, una frase che ci fa riflettere: “Dal cuore possa andare ai cuori”.
E questo è quello che veramente conta insieme al rispetto per quella qualità audio che può avvicinare l'appassionato all'emozione, irragiungibile, che ci dà l'evento reale.
 


IL SETUP

Confesso di non aver mai ascoltato un file master in alta risoluzione riprodotto da un impianto che vede come sorgente principale un PC, ecco perchè cogliendo al volo l'occasione di un gentile invito fattomi in precedenza dall'amico Riccardo mi sono presentato a casa sua un pomeriggio assolato all'inizio della terza decade di Marzo per una sessione di ascolti. Riccardo è stato anche onorato della visita di Paolo Corciulo, direttore di Suono, da cui è scaturito un interessante articolo pubblicato sull'audiorivista (N° 416 del Maggio 2008). Riccardo è un vero esperto di musica digitale, formato che predilige sugli altri, lo si capisce anche da un inequivocabile segno: un giradischi analogico tenuto sotto il tavolino portaelettroniche praticamente per terra e ricoperto di polvere, mentre le sue "creature" digitali godono di ben altro trattamento, tenute perfettamente pulite e disposte ai piani alti in bella vista...un altro segno dei tempi? La sala d'ascolto non è particolarmente ampia (circa 4 x 3 metri), ma una grande cura è stata posta nell'ottimizzazione dell'acustica ambientale, sono presenti infatti tra Tube Traps e DAAD ben 35 elementi. Sul soffitto della camera sono disposti 4 Tube Traps semicilindrici disposti a croce, sulla parete posteriore, alle spalle dell'ascoltatore, ci sono 10 Tube Traps: quattro semicilindrici agli angoli impilati in due coppie (il più grande sotto) e sei centrali sempre impilati in coppie di due (dei semicilindrici sotto e dei cilindrici più piccoli sopra). Lateralmente su entrambe le pareti sono presenti due coppie di DAAD impilati di cui, prossimalmente all'ascoltatore un D3 sovrapposto ad un D4 e, poco più distante, un D2 sovrapposto ad un D3. Frontalmente, dietro i diffusori, sono presenti da ciascun lato due DAAD D3 sovrapposti e poggiati su un Tube Traps cilindrico basso che funge praticamente da piedistallo mentre centralmente ci sono due coppie di D2 sovrapposte. Un'altro DAAD D2 singolo vicino ad un Tube Traps alto più o meno quanto il subwoofer sono accanto al termosifone. E' indubbiamente uno degli ambienti d'ascolto più curati acusticamente in cui mi sia capitato di imbattermi, l'imponente dispiegamento di elementi dava i suoi frutti principalmente nell'espressione di un accurato bilanciamento tonale unito ad un formidabile grado di articolazione del suono, durante la prova d'ascolto tutto era perfettamente intellegibile, non c'erano enfasi ne depressioni che avrebbero vanificato l'equilibrio generale, almeno ad orecchio, il basso si esprimeva pulito, preciso, esente da rimbombi. Ma veniamo alla parte elettronica. La sorgente è un PC debitamente insonorizzato con scheda madre Asus p5p800se, una RAM di 2 Gigabyte, 2 Hard Disk da 200 Gb. La CPU è un procesore Pentium 4 da 3,2 GigaHz, scheda digitale multicanale Rme Audio HDSP-AES32, Il tutto gira su sistema operativo Windows XP Professional SP2. Il software per il trattamento dei file che utilizza Riccardo è il sofisticato Wave Lab, uno dei più versatili e completi presenti sul mercato, chi avesse qualche prurito di copia ad "ufo" è meglio che se lo faccia passare subito perchè la Steinberg, produttrice del software, fornisce all'acquirente una USB Pen senza la quale il programma è inutilizzabile... non c'è che dire un perfetto sistema per scoraggiare la pirateria! Affiancato al Wavelab lavora il plug-in Sonnox Sony EQ (equalizzazione digitale) utilizzato in tempo reale e settato previa analisi strumentale della risposta in frequenza nel punto di ascolto.
I file musicali quindi vengono letti tramite il player del Wavelab poi transitano attraverso la scheda audio Rme Audio HDSP-AES32 per poi essere inviati ad un convertitore D/A Weiss Medea tramite un cavo Cannon XLR. Purtroppo il Medea non dispone di connessione firewire, ma solamente di ingressi digitali ed uscite analogiche RCA e XLR con una Toslink digitale in ingresso per cui non è possibile il collegamento diretto al PC tramite firewire. Il segnale analogico in uscita viene inviato al preamplificatore passivo Weiss Absyrtos (Serial Number 1) che il nostro amico ho fatto fare da Daniel Weiss in persona (Ah le amicizie!) primo esemplare di una serie che probabilmente sarà messa in vendita in futuro. Tratta in ingresso un segnale analogico sia sbilanciato che bilanciato, le uscite sono anch'esse sbilanciate e bilanciate, utilizza al suo interno un commutatore della ELNA a 24 posizioni con resistenze che hanno una tolleranza del 0,1 percento, è un oggetto ottimizzato per essere collegato al convertitore digitale analogico Medea, giusto per rimanere in casa. Nella ricca dotazione è presente anche un generatore di clock esterno ad alta precisione, lo Smart Clock della Mutec. Disponibile in due versioni, la base e la AV, fornisce un'accuratezza "AES Grade 1" il che significa che è conforme a specifiche di altissimo livello (accuratezza di +/- 1 ppm sample rate) con una conseguente irrisoria quantità di jitter, 20 Ps (RMS), il quale come ogni buon audiofilo digitalista sa è il nemico giurato da sconfiggere per raggiungere una buona qualita del segnale digitale. E' in grado di operare in un range di frequenza che va da 32 a 192 Khz, sul pannello posteriore sono presenti sei BNC in uscita che possono essere configurate in tre paia, una Toslink ed una coassiale S/PDIF in uscita oltre ad una AES-EBU sempre in uscita; la S/PDIF e la AES-EBU sono limitate ad una frequenza massima di 96 Khz. I cavi utilizzati dal sistema sono il digitale "a frusta" della Digidesign, digitale ed analogico della Klotz dotati di connettori XLR della Neutrik. Riccardo è un audiofilo che non lascia nulla al caso ed anche la parte elettrica è particolarmente curata avvalendosi di uno stabilizzatore di rete monofase Voltronic 4 della Aros, il quale realizza la regolazione mediante un sistema di commutazione statica con controllo a microprocessore. Il distributore di corrente è un Cabre Dr-220 costituito da due parti: una sezione logica di controllo che gestisce il pilotaggio dei relais di potenza attraverso i pulsanti frontali con il monitoraggio della tensione di rete visibile nel voltmetro a tre display ed una doppia sezione di potenza in cui una coppia di integrati garantisce l'alimentazione delle apparecchiature. Completano il quadro il filtro di rete Black Noise Extreme, Black Noise 500, Black Noise 1000 della System and Magic. La parte elettroacustica viene svolta da un sistema davvero poderoso che di certo non sfigurerebbe nei migliori studi di registrazione, si tratta di una coppia di diffusori monitor Genelec 1032 A che lavorano in accoppiata con il subwoofer Genelec 7070A. In questa sezione riguardante la descrizione del setup che vi confesso mi ha impegnato non poco data la sua complessità, sarei quasi tentato di saltare a piè pari ogni altra considerazione e passare subito a raccontarvi le sensazioni che il trittico mi ha suscitato tanto sono state impressive per le mie orecchie, ma è una tentazione alla quale non cederò prima di avervi descritto questi eccellenti oggetti. Le 1032 A sono dei monitor attivi a due vie, woofer da 10'' e tweeter in materiale metallico da 1'' tagliati a 1,8 Khz, viene fornita dal costruttore la possibilità di avere i magneti dei drivers schermati per l'utilizzo anche in prossimità di schermi televisivi, sono dotate di due amplificatori indipendenti per le alte e basse frequenze (180 watt sui bassi e 120 watt sugli acuti) con circuito di protezione la cui attivazione è segnalata da un Led frontale. L'ingresso del segnale avviene tramite un connettore XLR femmina, la sensibilità d'ingresso può essere variata da -6 dBu a +6 dBu, il driver delle alte frequenze è caricato con un sistema proprietario a guida d'onda ( Directivity Control Waveguide) che assicura un'ottima immagine stereo ed un accurato bilanciamento tonale nell'ambito di un sistema concepito per essere usato come "near field monitor" ad alta potenza. Sul retro del diffusore sono presenti una serie di controlli che agiscono sul crossover consentendo un preciso interfacciamento del diffusore alle più svariate condizioni acustiche, osservando più da vicino i vari controlli notiamo innanzitutto che sono escludibili e di due tipi: il primo agisce sulla pendenza (Tilt) in un range che per gli acuti va da -4 a +2 dB (4 Khz - 20 Khz) e per i bassi da -6 a 0 dB (20 Hz - 600 Hz) mentre il secondo è il "Bass Roll-Off", in pratica consente l'attenuazione delle basse frequenze (20 Hz - 100 Hz) in un range di -8/0 dB. Molto professionale non c'è che dire, non a caso questi eccellenti sistemi sono tra i compagni di viaggio ideali dei sound engineers negli studi di registrazione, ricordo infatti che quando resi visita a Marco Lincetto nei suoi studi Magister, sul grande mixer Soundcraft 3200 in sala regia, accanto alle Yamaha NS 10 c'erano proprio due Genelec (le 1031) oltre alle mastodontiche 1025 A inwall. Il subwoofer Genelec 7070 A è anch'essa un'unità attiva capace di scendere sino a 19 Hz con una notevole SPL, l'amplificatore integrato nel cabinet da 250 watt contiene un filtro crossover attivo con circuito di protezione dal sovraccarico di potenza, è equipaggiato inoltre con un filtro passa basso in ingresso selezionabile ad 85 o 120 Hz. Il sistema proprietario "Genelec Laminar Spiral Enclosure™" è un esclusivo sistema di cabinet con progetto a spirale che rende estremamente rigida la struttura dal mobile esterno sino al condotto reflex con il risultato di una straordinaria accuratezza e prontezza delle basse frequenze con ridottissima distorsione sia di seconda che di terza armonica. Monta un driver da 12''.
E questo è tutto!
 

Il setup

Il Personal Computer usato come sorgente

Preamplificatore passivo Weiss Absyrtos (Serial Number 1)

Convertitore D/A Weiss Medea

Mutec Smart Clock

Tascam DV-RA 1000. E' un registratore digitale master presente nella dotazione di apparecchi, ma non utilizzato nella prova d'ascolto

Tascam CD-01U. Anch'esso non utilizzato durante gli ascolti

I monitor attivi Genelec 1032 A

Particolare dei controlli delle 1032 A

Subwoofer Genelec 7070 A

Stabilizzatore di rete monofase Aros Voltronic 4

Distributore di corrente Cabre Dr-220

Tube Traps e DAAD per l'ottimizzazione acustica ambientale 


UN ASCOLTO "LIQUIDO"

Riccardo è un appassionato dalla grande pazienza e cortesia, mi ha riservato un'accoglienza davvero imbarazzante onorandomi di sedere al posto d'onore, cioè una comoda poltrona perfettamente posizionata al vertice del triangolo audiofilo ideale che lui utilizza durante i suoi ascolti, si è dato anche la pena di prepararmi una ricca scaletta di brani di vario genere musicale, rippati da CD tutti rigorosamente sovracampionati a 24 bit/192 Khz con il programma SaRaCon della Weiss (Release 1.6.14), l'oversampling ricordiamo che pur senza nulla aggiungere e nulla togliere alle informazioni contenute nel file originale aiuta il convertitore D/A a lavorare meglio consentendo l'adozione di filtri digitali meno ripidi. Gli ascolti sono avvenuti in "flat" senza cioè l'intervento dell'equalizzatore digitale Sonnox Sony EQ che comunque è rimasto sempre inserito .
 
Eccovi la scaletta:
Kari Bremes: Coastal ship
Pamagiera: Schusselwalzer
Larry Conklin: Close to home
Ray Brown e Laurindo Almeida: Moonlight serenade
The stimulators: New year's eve on the waterfront
Copland: Fanfare for the common man
Thompson: We fight not for glory
Respighi: Pini della via Appia
Dire Straits: Private investigations
Van Morrison: The healing game
Norah Jones: Feelin' the same way
Ella Fitzgerald e Louis Armstrong: Cheek to cheek
Alice Pelle: Giorno notte (da master stereo 24 bit e 96 kHz)
Buena vista social club: Chan chan
David Gilmour: Wish you were here (da dvd video)
Deep Purple: The mule (drum solo) (da made in japan)
Ennio Morricone: Lost boys calling
Eva Cassidy: Fields of gold
Fiorella Mannoia: Mio fratello che guardi il mondo
James Taylor: That lonesome road
Keith Jarrett: When i fall in love
Ligabue: Il giorno di dolore che uno ha
Nicola Arigliano: Permettete signorina
Pink Floyd: Speak to me
Pink Floyd: Time
The Corrs: Toss the feathers
The Hilliard ensemble - Jan Garbareck: Parce mihi domine
Dotter sion, frojda dig (da Cantate Domino)
Julsang (da Cantate Domino)

L'ascolto è iniziato dopo una lunga chiacchierata tra me e Riccardo in cui lui mi ha svelato i segreti del setup, come sia nata la sua passione per il digitale e di come al giorno d'oggi si possa creare un eccellente impianto usufruendo di un "semplice" PC come sorgente. Un'idea che ha concretato in quello che era dinanzi a me e delle cui potenzialità ho potuto rendermi pienamente conto. Lo ringrazio ancora una volta per la splendida accoglienza, per aver preparato l'incontro nei minimi particolari, con una lista di brani creata appositamente per l'occasione.
L'audizione inizia con il brano di Kari Bremes "Coastal ship" in cui mi accorgo subito della matericità della voce perfettamente restituita dalle Genelec, diffusori schiettamente da prima fila che nulla nascondono all'ascoltatore proiettando in avanti il palcoscenico ed in cui ogni minima sfumatura può essere colta senza sforzo nella sua evidenza. E' un'impostazione sonora tipicamente da "monitor", voluta quindi e frutto di una precisa scelta acustico-progettuale, chi ama questo tipo di schema non rimarrà di certo deluso. Seguono una serie di brani molto belli, tra cui quello di Larry Conklin "Close to home" che confermano il forte effetto presenza, ma nello stesso tempo mettono in evidenza altre qualità, scendendo nei particolari il registro medio acuto ha una notevole lucentezza, levigatezza che mi ricorda molto da vicino quel "Crystal Clear Sound" in grado di offrire alle orecchie sensazioni di una pulizia cristallina. La coerenza tra le varie gamme è parimenti ottima, non si avvertono scalini di nessun tipo ma una riproposizione coesa, omogenea certamente ottenuta con la meticolosa ricerca di un'accoppiamento ottimale tra i due drivers e tra questi ed il crossover. Fanfare for the common man di Aaron Copland è uno dei miei brani preferiti, quando invito degli amici a casa inizio la mia personale scaletta sempre con questo pezzo, è una scelta un po' ruffiana, d'effetto perchè i colpi in forte e fortissimo all'unisono di cassa sinfonica e timpani, uniti nell'orchestrazione al nitore tipico degli ottoni hanno un'effetto di sicura spettacolarità. Con il sistema di Riccardo mi ritrovo a discernere senza incertezze tra i timbri precipui di cassa e timpani cogliendone analiticamente le diverse personalità senza che sia richiesto al cervello un surplus di sforzo immaginativo, così è tutto meravigliosamente chiaro e limpido, porto all'ascoltatore con decisione e possanza. La scena tridimensionale però pur essendo molto ampia mi sembra un po' appiattita con un avvicinamento in avanti anche dei piani sonori posteriori che limita un po' l'escursione spaziale antero-posteriore: si tratta naturalmente non di un difetto, ma di una precisa scelta progettuale essendo le Genelec dei monitor a tutti gli effetti. In Private investigations dei Dire Straits viene fuori la grande grinta di questo setup sulla musica rock , la chitarra di Mark Knopfler è dotata di un impatto ed energia superiori alla media, si presenta aggressiva quanto basta per rendere altamente emozionale l'ascolto, la voce è graffiante, ricca di feeling. Nel brano "The healing game" di Van Morrison ritrovo le stesse caratteristiche del precedente pur se l'incisione mi sembra più soft, meno arrembante e la voce roca di Van Morrison ha un timbro tutto sommato piuttosto scuro. Dicevo prima che ci troviamo di fronte ad un impianto che non nasconde nulla, in effetti con il protrarsi degli ascolti questa mia impressione viene avvalorata brano dopo brano, le registrazioni non perfette vengono impietosamente smascherate senza alcun tentativo di eufonizzazione, ma quasi sottolineandone i nei, si conferma quindi come assolutamente obiettivo il forte carattere di questi diffusori, dei veri monitor di razza. Ecco come il registro acuto che in alcune occasioni appare piuttosto aggressivo, in altre è limpidissimo e morbido, così come il basso ed il medio può mutare da un po' impastato e sgranato ad analitico ed articolato a seconda di quello che gli diamo in pasto. Il pregevole assolo di batteria di Ian Paice dei Deep Purple "The mule" viene evocato con grande efficacia, il suono è compatto, impressivo regalandomi un ascolto ad alta tensione, anche la gamma dinamica è ampia, supportata dalla generosa biamplificazione interna (ricordo 120 watt sugli alti e 180 watt sui bassi) non disgiunta da un'ottima tenuta in potenza per cui non si manifestano accenni di cedimento neanche a volumi molto elevati. I brani seguenti ci riportano ad atmosfere più d'ambiente e rilassate, di grande raffinatezza. Succede così che in "Lost boys calling" di Ennio Morricone gli archi appaiono meravigliosamente setosi, dotati di una grana molto fine, il fronte sonoro anche quì è molto sviluppato in larghezza, meno in profondità, ma sempre godibilissimo e perfettamente articolato con una gamma bassa esente da sporcizia varia grazie anche ad un'accurata ottimizzazione dell'acustica ambientale. Ma il clou della seduta arriva con l'ascolto del tanto sospirato file master ad alta risoluzione nativa (24 bit/96 Khz) impersonato dalla stupenda voce di Alice Pelle in "Giorno e notte". L'apprezzamento immediato della sbalorditiva qualità sonica ha lasciato in me uno strascico emozionale che mi ha indotto a riflettere a lungo sulle magnifiche sorti e progressive dell'Hi Fi in generale. Ritengo questo tipo di file, insieme a formati fisici come SACD e DVD Audio (nato e defunto in brevissimo tempo), come la vera frontiera dell'audio no compromise, sono persuaso che sia proprio quella ricchezza di informazione contenuta in questi file che ci consente di effettuare un deciso salto in avanti verso l'avvicinamento alla realtà. Ho compreso che la strada che ci porterà sempre più vicini verso la tanto agognata (ed irragiungibile) realtà è proprio l'acquisizione di un'informazione sempre più completa e variegata laddove l'evento reale, con la sua ricchezza, ne rappresenta l'ideale massimo. Tutto in questo ascolto è apparso all'acme: l'incredibile palpabilità e realismo di voce e strumenti, la strabiliante gamma micro e macrodinamica, la precisione assoluta della scena portavano alla ricreazione di una verosimiglianza con il reale che ha quasi del portentoso. L'ascolto si conclude in un'atmosfera gioiosa con i brani Dotter sion, frojda dig e Julsang da Cantate Domino.

Ringrazio di cuore l'amico Riccardo per avermi regalato questa nuova esperienza!

Alfredo Di Pietro

Aprile 2009


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