Cerca English (United States)  Italiano (Italia) Deutsch (Deutschland)  Español (España) Čeština (Česká Republika)
lunedì 14 ottobre 2019 ..:: Technics SU-G700 - Misure ::..   Login
Navigazione Sito

 Technics SU-G700 - Misure Riduci

PREAMPLIFICATORE

Guadagno alla sensibilità nominale (200 mV): 15,041 dB


Una differenza molto piccola si riscontra all'estremo alto tra canale destro e sinistro. Una forchetta che inizia a circa 20-25 kHz per poi allargarsi e toccare un massimo tra 50 e 60 kHz (quindi inudibile) del valore di 0,17 dB e a favore del canale destro. Per quanto riguarda il naturale roll-off che si riscontra gli estremi, i 20,5 Hz sono attenuati di 0,28 dB rispetto al centro banda (1000 Hz), di 0,09 dB i 20.000 Hz, riferiti al canale destro. Ampio e regolare appare l'intervento dei controlli di tono su bassi, medi e alti, per mezzo dei quali si possono correggere efficacemente eventuali manchevolezze di timbrica ambientale e diffusori. Apprezzabile l'aggiunta, oltre ai soliti bassi e alti, anche delle frequenze medie, cioè quella parte della banda audio in cui l'orecchio umano è più sensibile. Per la THD/THD+N, secondo il mio solito modo di procedere ho individuato tre tensioni test alle quali fare le misure (0,547 - 1,130 - 2 Volt). Molto confortanti i risultati ottenuti, in particolare per quanto attiene alla pulizia spettrale. La sezione preamplificatrice dell'SU-G 700 è estremamente silenziosa, del tutto assente la "ronza" di rete che comunemente si riscontra sui 50 Hz, ben analizzabile nel grafico a progressione logaritmica. Il tappeto di rumore si posiziona nel grafico a -120 dBFS. Parimenti contenuti sono i tassi riscontrati sia di THD che di THD+N, dello 0,0039%/0,033%, 0,0047%/0,017% e 0,005%/0,01% alle rispettive tre tensioni test. Seguono a ruota le distorsioni d'intermodulazione, eseguite con i doppi toni 13/14 kHz, 19/20 kHz e 250/8000 Hz.

In queste si nota un tasso di ordini pari (DFD2) sensibilmente inferiore ai dispari (DFD3). Nel "pool" di misure effettuate non poteva mancare la THD/Seconda e terza armonica, mostrate in dB e percentuale, dove si apprezza un andamento dei tassi crescente man mano che sale la frequenza. Più precisamente si nota, come già visto alle THD/THD+N, che la maggior parte del contributo è dato dalla terza armonica, direi quasi esclusivamente visto che la seconda si presenta sempre straordinariamente bassa e non subisce incrementi al salire degli Hz, se non molto modesti e comunque confinati oltre i 10.000 Hz. Sintomatici di questa situazione sono i tassi trovati a tutti e tre i livelli di tensione. Alla frequenza test di 1,130 Volt, per esempio, a 1000 Hz si riscontra una seconda armonica dello 0,001%, a fronte di una terza armonica dello 0,0033%. La discrepanza aumenta man mano che si procede verso le alte: a 10.101 Hz si passa, rispettivamente, allo 0,0016% e 0,024%. Nel pannello di misure ho incluso anche la THD Vs Ampiezza; solitamente non si fa sui preamplificatori ma sugli amplificatori. Il comportamento è tipicamente da stato solido, con tassi molto contenuti fino a un certo valore di tensione e poi l'improvvisa impennata, che qui vediamo affacciarsi oltre i 2,18 Volt.


PREAMPLIFICATORE PHONO

Guadagno alla sensibilità nominale (2,5 mV): 51,641 dB

Limite di utilizzo: 6,2 mV (-51.063 dBFS)


La sezione Phono del Technics SU-G700 è davvero ottima, sia alle misure che al suono, una delle più silenziose in assoluto in cui mi sia capitato d'imbattermi. È esclusivamente MM, ma sarebbe un peccato non sfruttarla anche per qualche pregiata MC, con l'ausilio magari di un buon Step-Up a trasformatori. La sua sensibilità nominale è di 2,5 mV, ma accetta anche testine dall'uscita robusta, visto che i primi fenomeni di saturazione si verificano se somministriamo più di 6,2 mV all'ingresso. La risposta in frequenza è stata rilevata "nuda e cruda", con l'equalizzazione RIAA sul segnale proveniente dalla testina, mentre una seconda è stata fatta controequalizzando la RIAA mediante un filtro digitale, giusto per valutare la linearità della risposta finale. Nella seconda notiamo una buona linearità, con la forchetta (qui davvero appena accennata) nell'emissione tra canale destro e sinistro, già per'altro vista nella sezione preamplificatrice linea. Una piccola "gobbetta" si evidenzia a 40 Hz, del valore di 0,7 dB rispetto al centro banda. Proseguendo oltre i 1000 Hz si verifica una lieve molto progressiva attenuazione verso le alte frequenze, la quale porta i 5146 Hz a essere sottoslivellati di 0,39 dB. A -0,46 dB si trovano i 10 kHz e a -0,63 dB i 20.585 Hz. Un terzo grafico mostra l'intervento del filtro subsonico, che attenua drasticamente le frequenze al di sotto dei 50 Hz: i 30 Hz sono sotto il centro banda di mezzo decibel (0,49 dB per la precisione), mentre i 20 Hz sono a -4,20 dB. Ma le parte più interessante tocca alle analisi di spettro; queste sono state condotte alla sensibilità nominale di 2,5 mV, che diventano 0,955 Volt in uscita. Anche qui del tutto assente il classico disturbo di rete a 50 Hz, con tutto il suo corteo di armonici e a circa -85 dBFS si attesta il "noise floor". Ben contenuti i tassi distorsivi: la THD/THD+N è pari allo 0,073%/1,04%. Esemplarmente intonse anche le distorsioni d'intermodulazione, con una IMD 13/14 kHz dello 0,098%, IMD 19/20 kHz ancor più bassa: 0,079% e la difficile SMPTE 250/8000 Hz che si attesta sullo 0,44%. Anche in queste misure si apprezzano delle armoniche di ordine pari sensibilmente più contenute delle dispari.


FINALE DI POTENZA

Potenza nominale: 70 Watt per canale su 8 Ohm - 128,822 Watt per canale su 4 Ohm
Guadagno alla potenza nominale: 26,420 dB
Clipping: 89,646 Watt su 8 Ohm


La risposta in frequenza ci dice chiaramente di essere in presenza di un'amplificazione in Classe D. Il filtro passa basso antiportante in uscita, in combinazione con il valore resistivo del carico, porta a delle tipiche modificazioni della stessa. A 8 Ohm, "more solito", si verifica una risonanza, in questo caso davvero innocua per l'ascolto poiché di lieve entità (0,39 dB) e spostata a 50 kHz. Dal lato basse, i 20 Hz si trovano di 0,22 dB sotto il livello del centro banda (1000 Hz), mentre all'estremo opposto la F3 (-3 dB) è collocata intorno agli 85-86 kHz (-3,63 dB a 89.222 Hz, in base alla intervallatura concessa dal grafico). A limite dell'udibilità umana, cioè 20.000 Hz, davvero irrisoria è l'"esaltazione", di appena 0,07 dB, c'è quindi da stare tranquilli. Ben diversa la situazione su carico di 4 Ohm: immutate le basse frequenze, si assiste invece a un progressivo "roll-off" a partire da circa 5000 Hz. I 10.526 Hz si trovano a -0,28 dB, a -0,56 dB i 15.772 Hz e a -0,89 dB i 21.052 kHz. Non si tratta in verità di attenuazioni drammatiche, che vengono tuttavia alleviate dall'uso del provvidenziale LAPC; vedremo come nei commenti a questo dedicati. Questione LAPC: mi sono già espresso sull'avvertibilità del suo intervento con i miei diffusori e con le Pylon Audio Ruby 25 MKII; le misure confermano la sua validità anche se utilizzato sul mio carico fittizio, che è esclusivamente resistivo. I suoi benefici si apprezzano non tanto su carico di 8 Ohm (le rilevazioni "con e "senza" sono pressoché uguali), quanto su quello da 4 Ohm, che beneficia di un discreto rialzo della risposta sulle alte.

Usandolo, i 10.526 Hz passano da -0,28 dB a -0,13 dB, i 15.772 Hz da -0,56 a -0,25 dB e i 21.052 Hz da -0,89 dB a -0,41 dB. Non male... Tuttavia, come sappiamo, il carico rappresentato dal diffusore è ben diverso da uno puramente resistivo, ecco allora che ho prodotto un ulteriore grafico collegando i morsetti per l'analisi ai Binding Post delle mie Canton LE 109. Il risultato? La risposta in frequenza rialza moderatamente la testa tra 100 e 500 Hz, ma i cambiamenti maggiori si manifestano sulle alte alle quali, oltre al guadagno la risposta si regolarizza. In particolare, scompare la piccola depressione sui 2500 Hz, altrettanto avviene con l'esaltazione centrata a 4000 Hz e, dopo i 6000 Hz, il divario tra "con" e "senza" si allarga sempre più. A 10.292 Hz ci sono 0,6 dB di differenza, che diventano 1,15 dB a 20.585 Hz. A questo punto la domanda è: perché trascurarlo? Passiamo alle spettrali della correntosa sezione finale di potenza, adeguata per pilotare efficacemente la stragrande maggioranza dei diffusori d'impostazione domestica. Tre i livelli di potenza individuati per il test, il canonico Watt, metà potenza (35 Watt) e la nominale (70 Watt). Registriamo quindi una THD/THD+N dello 0,012%/0,078%, 0,027%/0,03% e dello 0,14%/0,14% ai tre rispettivi livelli di potenza. Particolarmente interessante è il comportamento alla distorsione d'intermodulazione sui doppi toni alti, davvero contenuta. Alla potenza nominale di 70 Watt su 8 Ohm raggiunge appena lo 0,075% e 0,081% (13/14 e 19/20 kHz), con una leggera prevalenza delle armoniche di ordine pari sulle dispari a 1 Watt.

Lo squadramento della sinusoide, come sappiamo sintomatico del clipping, avviene alla potenza di 89,646 Watt su 8 Ohm. Estremamente regolari si presentano i grafici di Distorsione Vs Frequenza su tutto l'ambito della banda audio, nessun incremento si vede al salire della frequenza. Non sono in grado di dimostrare il collegamento ma, questo dato, insieme all'intermodulazione molto contenuta, suppongo sia responsabile della nobile stoffa timbrica esibita all'ascolto sulle frequenze medio-alte. Il dato di THD alla potenza nominale da me misurato (0,14%) risulta tra l'altro inferiore al dichiarato, che è lo 0,5%. L'ampia carrellata delle misure termina con i grafici della Distorsione Vs Ampiezza, questi confermano in pieno la prestanza di questa sezione finale in Classe D.


USCITA CUFFIA

Guadagno alla sensibilità nominale Ingresso Linea: 26,424 dB


Estesa e regolare è pure la risposta in frequenza dell'uscita cuffia, con un'attenuazione agli estremi decisamente progressiva. I 20 Hz sono sottoslivellati di 0,18 dB rispetto al centro banda, mentre il punto a -3 dB sulle alte si trova a circa 90 kHz. Ma ancor più di queste buone evidenze è il comportamento alle tre impedenze test a essere appagante. Misurata la funzione di trasferimento su carico di 32, 300 e 600 Ohm, questa si è rivelata particolarmente stabile in ogni situazione, ulteriore dimostrazione che la Technics è ditta di sostanza vera, dove la tecnologia viene sbandierata non a fini di marketing ma perché ha delle evidenti ricadute sulla qualità delle prestazioni e del suono. Irrisorie sono quindi le differenze tra il carico a 32 e 300/600 Ohm, appena 0,19 dB, tra l'altro in una regione ampiamente superiore all'udibile (66.841 Hz). Se la frequenza target si abbassa a 20 kHz, la differenza diventa un irrisorio 0,01 dB, praticamente ai limiti del mio setup di misura. Sovrapponibile è invece la risposta in frequenza su carico di 300 e 600 Ohm. I grafici di analisi spettrale sono stati condotti a una sola tensione: 2 Volt, che rendono 0,125 - 0,013 - 0,006 Watt sui rispettivi carichi di 32, 300 e 600 Ohm. La scelta di questi valori vuole evidentemente emulare le condizioni delle tre principali tipologie di cuffie disponibili sul mercato, vale a dire a bassa, media e alta impedenza. Naturalmente, al valore ohmico più basso, laddove l'erogazione di potenza diventa più sostanziosa, le distorsioni sono percentualmente più alte; si abbassano invece a 300 e 600 Ohm, valori sui quali l'erogazione si riduce notevolmente.

Nelle rilevazioni della Distorsione armonica Vs Frequenza si nota il medesimo trend riscontrato nel preamplificatore, con un certo incremento a salire verso le alte frequenze. Per quanto riguarda il rapporto tra la seconda e terza armonica, il comportamento varia in base all'impedenza di carico: a 32 Ohm la terza prevale sulla seconda, a differenza dei 300/600 Ohm, in cui la seconda è più alta sino a 3000 Hz (4000 Hz a 600 Ohm), limite oltre il quale si vede superata dalla terza sino all'estremo dei 20 kHz. Interessanti anche i grafici relativi alle Distorsioni Vs Ampiezza, che vi propongo in overlay.


DIGITALE USB - S/PDIF



Terminiamo con le misure volte a conoscere la risposta in frequenza nelle due tipologie di USB e S/PDIF e il Jitter. Qui i commenti sono brevi e tutti rivolti al Jitter Test, che appare davvero ammirevole per la pulizia spettrale e la sostanziale assenza di qualsiasi banda laterale visibile, segno che l'illustre casa giapponese ha colto nel segno con la sua tecnologia JENO (Jitter Elimination and Noise-shaping Optimization).


 Stampa   
Copyright (c) 2000-2006   Condizioni d'Uso  Dichiarazione per la Privacy
DotNetNuke® is copyright 2002-2019 by DotNetNuke Corporation