Cerca English (United States)  Italiano (Italia) Deutsch (Deutschland)  Español (España) Čeština (Česká Republika)
lunedì 21 maggio 2012 ..:: TAV Milano 2009 - Diciassettesima Parte ::.. Registrazione  Login
Navigazione Sito
  Home

 TAV Milano 2009 - Diciassettesima Parte Riduci

EVENTI

 

Focal Utopia Grand Be e Maestro

Gérard Chrétien, amministratore delegato della JMLab (Jacques Mahul Laboratoires) ha fatto precedere l'ascolto delle Maestro e delle Utopia Grand III da un'ampia introduzione in cui ha raccontato ai presenti la storia recente dei due modelli, la loro evoluzione rispetto alla serie precedente e gli obbiettivi che alla Focal si sono prefissati di raggiungere. Semplice nell'enunciato quanto difficile nella realizzazione lo scopo di progettare e produrre un diffusore "Non plus ultra", vera punta di diamante delle realizzazioni senza compromessi a livello mondiale. Viene colta quindi la ricca occasione del TAV milanese per il lancio sul mercato delle rinnovate Utopia, giunte alla loro terza versione a quattro anni di distanza dall'esordio delle Utopia BE (Beryllium). Ascoltando questi due modelli sin dalle prime note si capisce al volo, tanto grande è l'evidenza della cifra qualitativa, che ci troviamo di fronte ad un qualcosa di veramente speciale che giustificherebbe in pieno un linguaggio ricco di iperboli da rivista. In particolar modo nella riproduzione delle grandi masse sonore come la grande orchestra sinfonica, la riproposizione dell'evento segna davvero nuovi standard di eccellenza, lo stesso avviene per i generi più energetici dove tutta la "violenza" del messaggio giunge intatta alle orecchie dell'ascoltatore. Non solo vigore e prestanza però ma anche una prodigiosa capacità analitica e l'attitudine a rivelare con la massima evidenza ogni più minuto dettaglio timbrico armonico e dinamico. Il rovescio della medaglia potrebbe essere rappresentato, nei generi più intimamente cameristici, da una sovrabbondante drammatizzazione della riproduzione e il dilatarsi degli spazi sino ad eccedere le normali dimensioni dello strumento, caratteri questi più evidenti nelle Utopia grand Be e meno nelle più "umane" Maestro. Queste almeno sono state le mie personalissime impressioni d'ascolto.

L'inteprete dal francese.

Le formidabili JMLab Focal Utopia Grande III (a sinistra) e Maestro.
Impressionanti le specifiche delle Utopia Grande Be, in cui si parla di un grande diffusore da pavimento a quattro vie/cinque altoparlanti caricato in bass reflex. I drivers sono un woofer da 40 cm dotato di elettromagnete, un midrange basso da 27 cm con magnete in multiferrite, due midrange da 16,5 cm con magnete "Power Flower" e un tweeter (ritenuto il miglior trasduttore al mondo per le alte frequenze) IAL2 a cupola invertita in Berillio puro da 27 mm. La risposta in frequenza (+/- 3dB) va dai 18Hz ai 40kHz con i 14 Hz che si trovano a - 6 dB, sensibilità 94 dB/w/m, impedenza nominale 8 ohm (minima 3 ohm). Le frequenze di taglio del filtro crossover sono 80Hz / 220Hz / 2200Hz, potenza raccomandata dell'amplificatore 50 - 1500W. Dimensioni 2012 x 654 x 880 mm (altezza, larghezza, profondità). Peso 260 Kg.

I cabinet sono separati per ogni via e altoparlante e articolati per mezzo di un sistema di leveraggi che consente di variare l'inclinazione delle singole unità per un perfetto allineamento verso il punto d'ascolto.

Particolare del tweeter in Berillio.
Molto interessante la sequenza produttiva di questo componente. Come primo passo viene realizzata una forma delle membrane stampando a freddo una lamiera in rame di qualche decimo di millimetro di spessore; nel secondo passaggio viene depositato il Berillio su questa tramite un procedimento di vaporizzazione che dura 4 ore per membrana; infine il rame viene letteralmente bruciato in forno, in modo che rimanga solo il berillio, il quale ha una temperatura di fusione estremamente più elevata. L'anello di materiale magnetico del modello precedente è stato sostituito da una serie di magnetini che riescono a creare un campo magnetico superiore ai 2.4 Tesla.

Il grande woofer delle Utopia III non usa un magnete tradizionale ma un elettromagnete a polarizzazione variabile che, tramite un alimentatore, cambia il fattore di forza e lo smorzamento del trasduttore. E' una funzione particolarmente utile per l'adattamento del diffusore in ambiente.

Particolare della morsettiera posteriore delle Grande Utopia III

La JMLab Focal Maestro Utopia.
Utilizzano i medesimo componenti delle Grande Utopia III, compreso il formidabile tweeter IAL 2 che, grazie al particolare procedimento produttivo, vanta una assoluta uniformità di spessore in ogni suo punto, senza stiramento del materiale (inevitabile nello stampaggio a freddo).

Vista della morsettiera posteriore delle Maestro Utopia

Il setup presente nella grande sala Pegaso era composto tutto da elettroniche della Moon. In foto vediamo l'amplificatore finale di potenza stereo Dual-mono w-8 RS da 250 watt per canale.

Il resto dell'impianto che pilotava i diffusori Grande Utopia III e Maestro Utopia.
Dall'alto verso il basso elettroniche Moon: CD Player Andromeda RS - Preamplificatore p-8 RS (Due telai) - Andromeda RS Power Supply.

 

Il valzer delle testine

Anche quest'anno al Top Audio un manipolo di fortunati ha potuto assistere ad un autentico evento, il valzer delle testine, condotto da un grande esperto di analogico: Marco Benedetti. L'avvenimento si è spalmato in due distinte giornate, quella del 18 e 19 Settembre, rispettivamente Venerdì e Sabato e ha avuto come palcoscenico la saletta 11 della Nagra - S.A.P. sita nella Hall. Vincenzo Fratello della S.A.P. Audio e Germano Ricci della Acme hanno contribuito alla riuscita della prova mettendo a disposizione la loro professionalità. Personalmente ho avuto occasione di partecipare alla seduta d'ascolto di Venerdì 18 in qualità di "Reporter", per la ghiotta opportunità avevo ricevuto una simbolica "White paper" dal simpatico Vincenzo che mi consentiva una postazione di favore. Per chi non lo sapesse il valzer delle testine consiste nell'ascolto di una serie di fonorivelatori di pregio a breve distanza di tempo l'uno dall'altro, ad ogni singolo ascolto seguono i commenti dei partecipanti con particolare riferimento alle differenze emerse tra i vari oggetti nello specifico setup. Occorre quindi una metodologia che consenta di cambiare le varie testine rapidamente. Allo scopo si utilizza un braccio di lettura con attacco EIA, il quale consente il cambio veloce dei fonorivelatori, ognuno premontato sulla sua shell alla stessa altezza per ottenere un VTA costante, la tracking force viene variata di volta in volta avvalendosi di una bilancina. Per ovvi motivi di tempo i settaggi, croce e delizia dell'audiofilo analogista, non possono essere regolati alla perfezione pur raggiungendo un buon grado di approssimazione. Le varie conchiglie sono custodite in appositi astucci, ognuno dei quali può contenere sino a 5 testine, un meccanismo inoltre assicura la shell saldamente nella sua posizione e, al momento del prelievo, consente una rotazione di 90 gradi, una bella comodità per un "Traveller" come il nostro amico vinilista! Marco ci dice che è opportuno durante l'ascolto concentrarsi sulle differenze tra i vari modelli, sforzandosi di evitare un criterio di valutazione che porti a decretare quale sia il migliore o il peggiore perchè i caratteri sonici possono cambiare notevolmente in base al contesto del setup. Quello che possiamo invece ottenere da una prova di questo tipo è avere un'idea di ciò che cambia nel suono salendo di qualità tra le varie testine e le differenze relative tra una e l'altra. Lo spirito è quello del "provar giocando" senza avere la pretesa di dimostrare nulla anche se l'approccio ludico non esclude che si possa giungere a delle riflessioni significative. Ovviamente l'LP ed il brano ascoltato rimangono sempre i medesimi, onde facilitare il discernimento delle diversità. Braccio Jelco. Marco ha scelto per l'occasione "Porgy & Bess" di Ray Charles e Cleo Laine, un bellissimo album con le voci ricche di feeling e molto in evidenza. L'impianto utilizzato per il valzer è stato quello presente nella saletta SAP Audio con l'aggiunta dello step up "Tango".

1) Denon DL 103 R.
Il miglior Best-Buy che ci sia mai stato nell'analogico viene usato come partenza, già testine di questo livello ci consentono di poter apprezzare le grandi qualità del vinile. Pur apparendo l'acuto un po' carente di rifinitura e dalla grana non finissima non possiamo fare a meno di notare la forza che esprime la gamma bassa e la vitalità delle voci.

2) Denon DL-S1.
Top di gamma Denon è una testina da un migliaio di euro somigliante alla DL 304, legge con un peso inferiore alla 103. Ha esibito un'ottima prestazione con un basso meno cattivo ma è apparsa decisamente più raffinata e dolce sulle medie frequenze rispetto alla 103 R, anche la grana del medio-alto è apparsa più fine. Tra l'altro oggi, a differenza di altre occasioni, si è comportata molto bene nella gamma bassa. Il rapporto di trasformazione, e quindi anche il carico, è stato modificato rispetto alla 103 R (103 R 1:10 mentre con la DL-S1 siamo a 1:20).

3) EMT JSD5 Gold
Purtroppo non è stato possibile ascoltarla perchè la shell proprio non ne voleva sapere di entrare nell'attacco EIA del braccio. Svariati tentativi sono stati fatti da Marco e Germano ma invano. Passiamo oltre...

4) Ortofon SPU Royal.
E' una SPU ingentilita, la qualità è equiparabile alla precedente Denon DL-S1 e siamo nella stessa fascia di prezzo. Uno dei presenti le attribuisce una maggior raffinatezza in determinati passaggi ma, dai timidi commenti che vengono fatti in sala, si tratterebbe più di sfumature che di una marcata diversità. E' un oggetto simile alle Ortofon più moderne come per esempio la Jubilee. Secondo Vincenzo invece pur avendo delle ottime prestazioni, in particolare sulle voci, non ha la stessa completezza se confrontata con testine più moderne tipo la citata Jubilee, la quale però è meno coinvolgente sulla voce. La "carenza", precisiamolo, si sostanzia a livello di nuances con un registro basso meno articolato e preciso.

5) Ortofon SPU Meister Silver.
E' una testina "violenta", cattiva e molto dinamica. Per farsi capire Marco afferma che sembra quasi di aver cambiato i diffusori ed aver messo delle trombe, il contorno degli strumenti intorno alle splendide voci di Ray Charles e Cleo Laine è meno presente di quello che dovrebbe, ma il timbro vocale assume una particolare presenza e tattilità per cui può essere inquadrata come un oggetto ottimo per gli amanti delle voci.

6) Clearaudio Goldfinger.
Top di gamma Clearaudio è l'ultima europea ascoltata. Si tratta di un oggetto di altissimo livello, del costo di circa 8500 euro, in questo caso non vengono utilizzati i trasformatori. Il suono appare subito di qualità superiore, l'acuto è perfetto, estesissimo e limpido, i dettagli ambientali vengono ricostruiti chirurgicamente, con una trasparenza davvero invidiabile. E' talmente rivelatrice che purtroppo ogni minimo rumoretto del supporto viene impietosamente radiografato. Per i miei gusti l'ho trovata la migliore del valzer.

7) Koetsu Rosewood Signature.
E' un fonorivelatore con una spiccata personalità, qualcuno potrebbe eccepire che interpreta o colora un po' il messaggio ma io ho trovato che le voci riprodotte hanno una rara sensualità, un colore timbrico assolutamente delizioso, il che mi porta a concludere che se una certa colorazione c'è, questa è indubbiamente molto gradevole. Una piccola nota tecnica: nelle MC il carico capacitivo ha un influenza estremamente limitata sul risultato finale mentre il parametro da tenere sotto controllo è l'impedenza o carico resistivo. Si lavora quindi sul rapporto di trasformazione fornito dallo step up che varia l'impedenza vista dalla testina ed equivale al carico dell'ingresso diviso il quadrato del rapporto di trasformazione. Quindi se l'ingresso MM ha un'impedenza di 47 Kohm con un rapporto di trasformazione 1:10 avremo 470 Ohm se è 1:20, il rapporto maggiormente usato, avremo 117,5 Ohm.

8) Koetsu Onyx.
E' una testina anch'essa interpretativa, molto soft a parere di alcuni astanti. L'equipaggio mobile utilizzato è lo stesso della Rosewood Signature, quello però che influisce maggiormente sul carattere sonico è il corpo, in legno di palissandro per la Rosewood e in pietra onice per la Onyx. Le risonanze dei rivestimenti vanno a colorare il suono in maniera diversa a seconda del materiale adoperato, ecco spiegato il perchè questi fonorivelatori forniscano una loro interpretazione particolare, indice di una spiccata personalità. Andando nei particolari la Onyx rende una gamma acuta rarefatta mentre la Rosewood è più calda e carica in basso.

9) Koetsu Urushi Platinum.
Monta dei magneti al platino, ha un'impedenza interna di 3 Ohm (a differenza delle due precedenti che erano a 6 Ohm) ed un'uscita di 0,3 mV, lo step up in questo caso lavora con rapporto di 1:40 per cui il carico è di circa 30 Ohm. Gli ascoltatori non fanno fatica ad inquadrarla come la migliore del gruppo Koetsu, dotata di grande dinamica, liquidità e potenza di suono.

10) Zyx 1000 Airy-3G.
Viene costruita in 3 versioni: argento, oro e rame, l'esemplare oggetto della prova aveva le bobine in oro. Un appassionato fa notare che la scena è troppo in avanti per quanto riguarda le voci mentre il pianoforte risulta molto più arretrato, un palcoscenico tridimensionale non molto equilibrato insomma. Questa impostazione, ci spiega Marco, è dovuta alla filosofia tecnica con cui la Zyx e progettata. Normalmente le bobine lavorano in controfase perchè i due canali, per una questione meccanica, sono incisi dal bulino in controfase, questo però secondo la Zyx causa un "impoverimento" della scena al centro con una conseguente esaltazione dell'effetto stereofonico. Le bobine quindi vengono posizionate nelle Zyx come se i canali fossero in fase per poi rifasarli in uscita. Il risultato all'ascolto è un rafforzamento del centro. Personalmente ho trovato un registro basso di grande qualità, molto preciso e articolato mentre non ho potuto apprezzare la spazialità essendo in posizione sfavorevole, praticamente a pochissima distanza dal diffusore destro. Con i circa 2500 euro necessari per acquistarla certamente rappresenta un oggetto dall'ottimo rapporto qualità prezzo nell'ambito dei fonorivelatori di pregio.

11) Lyra Skala.
E' il modello più avanzato della gamma essendo giunta alla quinta generazione. All'ascolto mostra un'ottima capacità di dettaglio mentre sul coinvolgimento emozionale viene avanzato qualche dubbio, molto valida l'energia dinamica così come la velocità. Una testina che fa della precisione e analiticità i suoi punti di vanto.

12) Ikeda 9 Musa.
E' molto pesante (48 grammi!) e funziona col principio Decca. Possiede ha una specie di lama non infulcrata alla cui estremità è incollato il diamante. A differenza dei normali cantilever trasmette integri gli impulsi dinamici in quanto il fulcro non essendoci non assorbe energia. E' indicato inoltre il montaggio su quei bracci che consentono una facile regolazione del VTA essendo sensibilissima a questo parametro. All'ascolto esibisce un suono energico, emozionante, live come pochi mi sia capitato di ascoltare. Il rovescio della medaglia di questa filosofia è una capacità di tracciamento molto scarsa, probabilmente la peggiore tra le testine in commercio, a causa della rigidità dell'equipaggio mobile. I dischi ondulati risultano inascoltabili se non ci si avvale di un clamp periferico oppure di un giradischi che tiene schiacciato il vinile sul piatto, rendendolo perfettamente planare, per mezzo di sistemi di aspirazione (vedi Versa Dynamic 2.0). Insomma si sarà compreso che siamo di fronte ad un fonorivelatore "estremo", difficile da far suonare adeguatamente.

13) Decca London Jubilee.
E' l'ultima del gruppo. Si tratta probabilmente della più costosa e migliore Moving Magnet presente sul mercato, la classica testina che si ama o si odia. E' particolarmente apprezzata da quegli audiofili frequentatori dei concerti per le sue potenzialità dinamiche, trattandosi di una magnete mobile ha un'uscita molto alta, circa 5 mV. Non c'è dubbio che offra un ascolto particolarmente energico e vivo, a tratti un po' rude se confrontata con le altre raffinate MC. Il dettaglio e l'estensione di banda sono limitati.

Un caloroso ringraziamento al nostro amico Marco Benedetti per averci consentito di assistere al suo imperdibile valzer!

 

 

Velut Luna

In sala Mizar Marco Lincetto della Velut Luna ha presentato le sue ultime tre produzioni discografiche utilizzando per gli ascolti l'impianto allestito da Pierre Bolduc per l'evento "3 Diffusori a confronto diretto".
La prima novità presentata è stato l'album "Anno Domini 2012" che contiene musiche originali composte dal maestro A. Molinari e suonate da una delle migliori orchestre sinfoniche del mondo, la Czech National Symphony Orchestra con Barbara Agostinelli al violino e Achille Gallo al piano. Il lavoro è diviso in due parti: la prima dedicata alla millenaristica suite per violino, pianoforte e orchestra "Anno Domini 2012" e la seconda ad una serie di brani scritti per il duo violino e pianoforte. La seconda novità è l'album della vocalist padovana Paola Casula intitolato "Linfa" appartenente al genere Pop-jazz, termine di nuovo conio che sta a indicare l'innestarsi del costributo di musicisti jazz su una struttura classica di canzone. L'album è composto da tredici brani inediti, appositamente scritti per Paola Casula da autori raffinati quali Vittorio Matteucci, Alessandro Mozzi, Alessandro Magliarditi, Piera Fanton e Marco Strano, il quale ha anche curato tutti gli arrangiamenti musicali del disco. Il terzo lavoro è un CD intitolato "Lentogodendo" di Nina & Villa El Salvador. Marco Lincetto è particolarmente legato a questo disco perchè fotografa nel modo migliore uno degli aspetti più rilevanti della sua attività professionale, in cui vengono scoperti, coltivati e lanciati nel mondo dell'arte nuovi talenti musicali. La protagonista del lavoro è la bella Nina, giovane talento del genere Latin-Jazz, accompagnata dal gruppo"Villa el Salvador" il cui nome rimanda a una  cittadina della costa peruviana dell’oceano Pacifico, dove David Soto Chero, uno degli autori delle composizioni originali presenti nell'album, ha passato i primi dieci anni della sua vita. Il gruppo nasce con questo nome nell’estate 2004 muovendosi prevalentemente nell'area Latin-Jazz ed è composto inoltre da Pasquale Cosco e Marco Catinaccio.
I vari brani della demo sono stati ascoltati con la "voce" del diffusore "Mini ostro" di Mino Di Prinzio che ha esibito una resa spettacolare tanto nei complessi brani sinfonici quanto nei piccoli ensemble, sottolineando la sontuosità e la timbrica sopraffina delle tre registrazioni Velut Luna. Eccezionale la resa dinamica, una risposta decisa alla famigerata "Loudness War" dell'etichetta veneta.

 

Audiophile Sound - 3 Diffusori a Confronto Diretto

Sempre memorabili le dimostrazioni del simpatico e brillante Pierre Bolduc di Audiophile Sound. Quest'anno al TAV il canadese si esibiva nella demo "3 Diffusori a confronto diretto" in cui tre diffusori di alto livello di differente tipologia (planare, dinamico, a tromba) venivano messi a confronto. I tre diffusori presenti erano le Magneplanar 20.1, Avalon Indra e le Mini Mostro by Hi Fi Di Prinzio.

Pierre Bolduc in primo piano. Sullo sfondo l'ingegner Marco Manunta.

Diffusore Magneplanar 20.1

Diffusore Avalon Indra (sulla destra)

Diffusore "Mini Mostro" di Hi Fi Di Prinzio.

Nel corso dell'evento Pierre Bolduc presentava la "Hiface", un'interfaccia USB-S/PDIF di elevatissime prestazioni che può operare sino 192kHz/24bit, la quale in unione con un convertitore D/A, trasforma un PC o Mac in una sorgente digitale di musica liquida di livello High-End. La Hiface offre il vantaggio dell'utilizzo di due oscillatori di precisione al quarzo che rendono il flusso dati affetto da bassissimo jitter alla sorgente. Il rumore di fase (principale responsabile del jitter) prodotto da tali oscillatori è molto basso, ed una elevata stabilità del clock a medio e lungo termine è garantita, grazie anche alla stabilizzazione della tensione di alimentazione del circuito. Altra caratteristica rilevante è l'uso di driver proprietari, i quali consentono di bypassare i limiti imposti dai driver audio standard disponibili sul mercato (per esempio quelli del sistema operativo Microsoft Windows). E' possibile quindi trasferire file musicali in stream S/PDIF verso un convertitore D/A con frequenza massima di 192kHz e risoluzione 24bit, evitando qualunque alterazione indesiderata da parte del mixer audio del PC o MAC, durante il trasferimento dall’hard disk all’interfaccia con l'ulteriore vantaggio di superare il limite dei 96 kHz, imposto dall'utilizzo dei driver Microsoft e ASIO.

Sempre nel corso dell'evento di Bolduc dedicato ai tre diffusori veniva presentato il nuovo streaming player progettato e prodotto dalla M2Tech dell'ingegner Marco Manunta. In effetti è riduttivo chiamarlo semplicemente "Streaming Player" in quanto si tratta di un oggetto molto versatile che assomma in se tante altre possibilità.
Di prossima pubblicazione un mio articolo su questo sito dove si parla più in particolare
dell' M2Tech Music Machines.

 

Top Award Design

Il  “Top Award” è il premio assegnato dai visitatori ai prodotti e alla sala d’ascolto che hanno raccolto il maggior numero di preferenze. L’originalità del premio consiste nella partecipazione diretta dei visitatori alla votazione che determina il prodotto vincente in ciascuna delle 4 categorie: Audio 2 Canali, Audio Multicanale, Video, Accessori e Complementi.

Diffusori multimediali Harman Kardon "GLA-55"

Amplificatore monofonico Viola Audio Labs "Forte"

Amplificatore integrato stereo ibrido Absoluta Sound And Space "Partenope"

Preamplificatore stereo a valvole Absoluta Sound And Space "Talia"

Preamplificatore valvolare stereo Hi End Tektron "TKEC8010TS"

Diffusore Bewith "Monitor H-1 Bianco Fuji"

Lettore di memoria solida CF di alta qualità Bewith "MM-1"

Amplificatore audio a valvole Audio Space "Minigalaxy I"

Preamplificatore Angstrom Research "Reference One B".
Vincitore del terzo premio nella categoria Audio 2 Canali.

Giradischi Thorens "TD 309 Tri-Balance"

Preamplificatore phono Audia Flight "Flight Phono"

Sistema stereofonico integrato McIntosh "MXA 60 Anniversary System".
Vincitore del secondo premio nella categoria Audio 2 Canali.

Giradischi Horo "WJE 168"

Diffusore acustico passivo Imago "Rosa Extreme"

Diffusore Taylor Acoustic "Nike Reference"

Diffusore da pavimento Ulix "Giada"

Diffusore Cabasse "Riga"

Diffusori Sound&Design "One_08_2"

Diffusore Montagna "Spark 03"

Diffusore Gallus "Aldebaran"

Tavolo audio Bassocontinuo Audio Systems "Apogeo".
Vincitore del terzo premio nella categoria Accessori e Complementi.

In primo piano diffusori Sonus Faber "Liuto".
Vincitori del primo premio nella categoria Audio 2 Canali.

Diffusore Pearl Evolution "Ballerina 401-12''"

Cavo di segnale Hidiamond "Ultimate".
Vincitore del secondo premio nella categoria Accessori e Complementi.
Il primo premio è andato a Acustica Applicata "Trattamento Acustico Polifemo"

Diffusore amplificato Monster Audio "HP-01"

Diffusore Cocaine "S-40"

Sintoamplificatore Audio/Video Yamaha "DSP-27".
Vincitore del secondo premio nella categoria Audio Multicanale.
Il terzo premio è andato a Prase Engineering "Sistema di riproduzione multizona wireless Sonos BU-250.

Videoproiettore Vivitek "H9080FD".
Vincitore del primo premio nella categoria Video.
Il secondo premio è andato a Technisat "Schermo LCD HDTV 40 Plus"

Pre-Processore A/V & Amplificatore di potenza multicanale Denon "AVP-A 1HDA & POA-A1HD".
Vincitore del primo premio nella categoria Audio Multicanale.

Sistema di riproduzione audio multizona wireless Sonos "CR-200"

Giradischi Taylor Acoustic "Gyrophon F.B. Reference S.E."

Nella categoria Migliore Sala D'Ascolto:
1° Premio Sala Sirio – Sonus Faber.
2° Premio Sala I – MPI Electronic.
3° Premio Sala M – DML Audio

Segue alla diciottesima parte...


 Stampa   
Copyright (c) 2000-2006   Condizioni d'Uso  Dichiarazione per la Privacy
DotNetNuke® is copyright 2002-2012 by DotNetNuke Corporation