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Montag, 10. Dezember 2018 ..:: Quality Audio Natural MKII ::..   anmelden
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 Cavo di potenza Quality Audio Natural MKII minimieren

INTRO

"Vexata quaestio" quella dei cavi nei circoli Hi Fi, per la quale non è stata ancora trovata una soluzione definitiva, semmai ciò fosse possibile. Si parte solitamente con dei buoni propositi (a meno che l'argomento non venga sollevato per puro scopo provocatorio), che sono quelli di capire quanto questo elemento dei nostri impianti sia importante, ma presto si è costretti a constatare che gli argomenti sviluppati "pro" o "contro" evolvono rapidamente nella contrapposizione di tesi non conciliabili. Un esempio emblematico di tali dialettiche è rappresentato dalle liti furibonde che s'innescano a ogni piè sospinto nei forum dedicati, dove si afferma tutto e il contrario di tutto e imperversano i giudizi salomonici. Duole dirlo, ma il novizio che si accosta alle arene telematiche per imparare qualcosa, o anche semplicemente per ricevere un buon consiglio pratico, rimane spesso completamente disorientato. Con il tempo si sono andate delineando due opposte fazioni, quella dei cavoscettici e dei cavocredenti, entrambe egualmente accanite nelle diatribe. Chi però le prove d'ascolto le ha fatte sul serio è portato a prendere le distanze da queste opposte posizioni, sicuramente meno disposto a emettere dei giudizi "tranchant", sia in un senso che nell'altro. Entrambe le visioni hanno, infatti, un peccato di fondo, quello di essere troppo estreme e non rappresentare affatto chi voglia affrontare l'argomento con un minimo di obiettività e di serenità. Prendere in esame il tema "cavi" in modo tecnico potrebbe sembrare un efficace rimedio contro i radicalismi, ma spesso si rivela vano per sgomberare il campo da concezioni fideistiche.

A ben vedere, questo non avviene solo per i cavi ma per qualsiasi altro oggetto Hi Fi. Muoversi per fazioni è una cosa che pare davvero inevitabile, una sorta di scontro irrisolto tra cuore e ragione. C'è stata una rivista nel nostro paese, Audioreview, che nel numero 341 ha spiegato in maniera scientifica quali siano e come agiscano i parametri elettrici in gioco. Si tratta di un bellissimo articolo tecnico, a firma del compianto Renato Giussani e di Enzo Messina, che ha davvero rappresentato un punto fermo sull'argomento. La "morale" che da questo possiamo trarre è che un qualsiasi cavo, in realtà, non manifesta un comportamento stabile, indipendente dal contesto in cui è messo a funzionare, ma è condizionato dalle caratteristiche elettriche di ciò che si trova a monte e a valle. I più "bizzosi" da questo punto di vista sono i cavi di potenza, vale a dire quelli che si utilizzano per collegare i diffusori all'amplificatore, in cui il trasferimento alle varie frequenze della banda audio è principalmente influenzato dal fattore di smorzamento dell'amplificatore. Lo "speaker cable", in buona sostanza, si viene a trovare tra due fuochi: uno è l'amplificatore e l'altro il diffusore con il suo carico complesso. Quanto più il fattore di smorzamento dell'amplificatore sarà basso, tanto più ci troveremo di fronte a una risposta in frequenza complessiva dipendente dai due elementi collegati (amplificatore e diffusore) mentre il cavo sarà sempre più proporzionalmente ininfluente. Tutto pacifico allora? Non proprio. Nella complessa fenomenologia audio le scientifiche sono importanti ma non possono spiegare tutto.

L'approccio tecnico, secondo me, può condurre a una valutazione di quantità, di livelli delle varie frequenze e altri parametri, ma è molto difficile che possa dirci qualcosa sulla personalità timbrica di un cavo, che può avere le stesse caratteristiche elettriche di un altro ma suonare in modo diverso da questo. È un po' quello che si verifica, "mutatis mutandis", in due diffusori dalla risposta in frequenza similare ma che poi si comportano diversamente all'ascolto. Sono tanti i fattori che concorrono a questa differenza, non ultimi, per esempio, la qualità dei driver, la loro tipologia e il materiale di cui sono fatte le membrane. Se esprimere dei concetti tecnici è relativamente facile, non lo è altrettanto avventurarsi in quella terra di nessuno che è la valutazione d'ascolto. È nella percezione acustica che si gioca la partita più emozionante e misteriosa, è qui che bisogna fare i conti con la psicoacustica, con la sensibilità individuale, la predisposizione all'ascolto che abbiamo in quel momento e, perché no, anche con la condizione contingente in cui versa la rete elettrica domestica. Mettiamoci anche il fatto che dei dubbi possono insorgere quando le differenze tra un cavo e l'altro non sono propriamente macroscopiche, tali da rendere in salita la strada della valutazione. Detto questo, non sarebbe intellettualmente onesto non ammettere che le differenze da cavo a cavo ci sono, delle discrepanze a volte evidenti e altre meno, dipendenti anche da quanto è rivelatore il nostro impianto.

Se diamo importanza ai dettagli (e il realismo di un apparato riproduttivo sonoro si misura anche in termini di dettaglio) non possiamo far finta che un "semplice" cavo non sia determinante per una buona resa complessiva. Ci accorgeremo allora che un "cattivo" cavo, o anche uno buono che però non ha la giusta "affinità elettiva" con il resto dei componenti, può rivelarsi sottrattivo. Qualcosa si perderà per strada privando la musica di quella verosimiglianza che la rende davvero emozionante. Mi fermo qui ché potremmo avventurarci in discorsi che diverrebbero troppo lunghi, comunque divagativi rispetto al compito che oggi mi sono prefissato: recensire un cavo di potenza ponendomi nella condizione esistenziale né di cavocredente né di cavoscettico, ma bensi di "cavomoderato".


LA QUALITY AUDIO

Ce n'è voluto di tempo prima che qualcuno si accorgesse dell'importanza del conduttore, talvolta banalmente (e riduttivamente) chiamato filo elettrico. Il peso che riveste nell'ambito di un impianto fu rivendicato intorno agli anni '80 da un'importante rivista italiana del settore, la quale realizzò una prova a confronto tra il cavetto rosso-nero (l'unico esistente ai tempi) e altri cavi di varia sezione disponibili presso i negozi di forniture elettriche. Riscontro decisamente tardivo se pensiamo che l'Alta Fedeltà nasce nel 1936, in coincidenza del brevetto RCA sul tetrodo a fascio che portò alla nascita della valvola 6L6. Una delle realtà italiane che crede nell'importanza dei cavi, adoperandosi fattivamente nella loro produzione, è la vercellese Quality Audio di Ernesto Villani, artigiano e progettista elettronico in campo audio dal 1979. Nel catalogo sono presenti cavi di segnale, di potenza, digitali, di alimentazione e anche una rarità dedicata al vintage. Qualche appassionato sarà felice di sapere che l'azienda produce uno "speaker cable" con terminazioni punto-linea, per il collegamento di vecchi diffusori Grundig, Telefunken, Imperial, Philips e altri marchi degli anni '70. Alle serie dedicate all'Hi Fi domestica se ne affianca una riservata all'uso professionale, con terminazioni tipicamente "Pro", XLR (Cannon) e TRS (Jack), che monta gli eccellenti connettori della Neutrik, presenti anche nei cavi di segnale Arioso Balanced e OCC Balanced.

Non solo cavi da Quality Audio, che a richiesta effettua anche misurazioni ambientali computerizzate, a domicilio o in teatri/auditorium, finalizzate alla rilevazione della risposta in frequenza di un diffusore o di un impianto. Ultimo modello partorito dalla mente e dalle mani di Ernesto Villani è il cavo di segnale "Arioso", di cui si dice in giro un gran bene. È in rame multifilare OFC, stagnato sui singoli trefoli, per la realizzazione di un effetto "quasi Lizt" che porta alla linearizzazione delle alte frequenze e impedisce l'ossidazione del rame nel corso degli anni. Sintomo della serietà di questo progettista/produttore è la messa in atto di una serie di accorgimenti in fase di realizzazione, rispettati in ogni suo prodotto, come la costruzione rigorosamente artigianale eseguita direttamente da lui, la mancanza del contatto con le mani del rame durante la lavorazione, per evitare che le impurità e il sebo della pelle s'insinuino nelle crimpature e nelle saldature. È previsto inoltre un collaudo finale su impianto audio per ogni coppia di cavi, con rodaggio di oltre due ore. Tutte le coppie vengono contrassegnate con un numero di matricola e una garanzia firmata dal progettista. Se questo non fosse sufficiente a persuadere l'eventuale acquirente che non siamo in presenza di uno scaltro "parvenu" nel settore dei cablaggi, ma di un esperto e serio operatore, basti dire che per tutte le realizzazioni è possibile usufruire di una prova gratuita a domicilio, senza impegno, oppure della formula "Soddisfatti o Rimborsati" per trenta giorni dall'acquisto. Esiste un'altra opzione per una presa di contatto della produzione Quality Audio, chi si trovasse nelle vicinanze di Vercelli può recarsi presso il punto dimostrativo indicato nel sito del produttore.


INTRODUZIONE AL CONCETTO DI BIDIREZIONALITÁ

In un'intervista rilasciata a una nota rivista italiana, è lo stesso Ernesto Villani a raccontare com'è nata l'idea della tecnologia bidirezionale. Una "genialata" destinata, a sua detta, a rappresentare una piccola rivoluzione nel mondo dei cavi per gli importanti benefici che introduce. Una "pazza idea" inseguita da molto tempo e sviluppata nelle poche ore di una notte, passata praticamente insonne, che non credo dimenticherà facilmente. Lui considerava la direzione preferenziale dei cavi come limitante per un tecnico progettista. Il motivo è tutto sommato semplice e parte dalla constatazione che il segnale audio è di tipo alternato. Pensiamo all'andamento di una sinusoide con la sua semionda positiva e negativa e la conseguente libertà che agli elettroni dev'essere concessa di muoversi nel conduttore in entrambe le direzioni con la stessa priorità. Bellissima idea quella di rispettare la naturalità fisica dell'onda alternata, ma destinata a infrangersi contro la difficoltà del processo di trafilatura del metallo, qualsiasi metallo, a creare un orientamento a doppia direzione nella disposizione dei cristalli in una specie di simmetrico "andata e ritorno". Se questi sono rivolti in un unico senso, lasciano passare gli elettroni meglio in una direzione rispetto all'altra. Tormentato dalla ricerca di una soluzione pratica al problema, in quella notte del settembre del 2014 andò a dormire dopo aver girato su un forum americano in cui, guarda caso, si era imbastita una discussione proprio sulla direzionalità dei cavi e i suoi effetti sul suono percepito.

Era già molto tardi quando Ernesto Villani si coricò, ma il suo sonno quella notte durò poco: dopo meno di un'ora di sonno, verso le tre del mattino, si svegliò di soprassalto avendo in mente lo schema per poter realizzare i tanto agognati cavi di potenza bidirezionali. In una sorta di raptus creativo, alle sei del mattino il primo prototipo di tale cavo era già pronto. Abitando in condominio, per la prova d'ascolto dovette aspettare ancora qualche ora procrastinandola alle nove, il risultato fu molto positivo, con evidenti segni di miglioramento sul suono rispetto a un comune cavo tradizionale. Nei giorni seguenti preparò una coppia di cavi di potenza realizzata con cura, cui dette il nome di modello "B815", ancora oggi in produzione con la sigla "B815 MKII", poi testata con risultati confortanti in ottimi impianti di amici e clienti. Le sedute d'ascolto convinsero definitivamente il progettista circa la bontà della sua intuizione, tanto da indurlo a presentare la domanda di brevetto, che fu approvato nel dicembre 2016. Se guardiamo al catalogo odierno, diversi modelli sono costruiti secondo questa tecnologia, l'ultimo arrivato, il cavo di segnale Arioso, gli "speaker cable" Supernatural, Natural MKII (protagonista della nostra prova), Natural H, B815 MKII e i ponticelli di potenza High End. È evidente che leggi della fisica come la resistenza, capacità, induttanza, effetto pelle, non sono di per se sufficienti a conferire quelle qualità che solo un cavo bidirezionale può dare. Ernesto Villani ne sostiene la validità, a partire dal provvidenziale annullamento della DD (Direction Distortion - Distorsione Direzionale), probabilmente foriera della famosa, o per meglio dire famigerata, fatica d'ascolto.

 



Come detto, la trafilazione del metallo di cui è fatto il conduttore determina un orientamento geometrico ben preciso dei cristalli che lo compongono, la conseguenza è che la propagazione degli elettroni non avviene mai in maniera perfettamente simmetrica, ma solo una semionda viene riprodotta correttamente. L'altra invece, afferma Ernesto Villani, viene da supporre che venga riprodotta attenuata o distorta, seppur di una frazione infinitesimale, in quanto gli elettroni sono costretti a percorrere il conduttore nella direzione sfavorevole, vale a dire con i cristalli orientati nella direzione opposta. Il cavo bidirezionale sarebbe in grado di risolvere la situazione facendo transitare gli elettroni in maniera perfetta in entrambe le direzioni. Ma quali sarebbero i vantaggi all'ascolto di questa tecnologia? Un suono molto più naturale e dettagliato, una scena più profonda e ampia, indipendentemente dal verso dei cavi. Ci sarebbero dei vantaggi, afferma il progettista, anche in termini di micro e macro-contrasto, Come passare da un'immagine fotografica un po' sfocata a una perfettamente a fuoco.


CAVO DI POTENZA NATURAL MKII

 



Caratteristiche Tecniche:

Conduttore: rame Super-OFC (OFHC)
Bidirezionale
Multiconduttore
Sezione complessiva: 2 x 10 mmq
Isolamento: Gomma Siliconica
Capacità: 310 pF/mt.
Induttanza: non misurabile
Resistenza: non misurabile
Finitura: calza nylon intrecciata antitaglio colore nero lucido
Terminazioni: forcelle dorate e/o connettori a espansione, in base alle esigenze del cliente.
Effetto Pelle: non misurabile in gamma audio
Lunghezza standard: 2,80 metri
Garanzia: 5 anni sui connettori, guaine e finiture
È possibile avere lunghezze diverse su ordinazione

 



Nella gamma dei cavi di potenza Quality Audio, il Natural MKII viene subito dopo il modello top "Supernatural", seguito dal Natural H, B815 MKII e D425 MKII. I suoi connettori sono di produzione taiwanese. Il progettista mi ha fatto recentemente sapere che è prevista l'immissione sul mercato di un nuovo modello, equipaggiato con terminazioni Furutech e finiture in legno. Non è possibile al momento conoscere altri particolari in quanto il suo progetto è appena partito e il prodotto si affaccerà alle prossime fiere di settore. Villani, per ovvie ragioni, è rimasto piuttosto "abbottonato" non rilasciandomi ulteriori dichiarazioni sulle particolarità costruttive. Mi è parso di capire che rappresenterà l'evoluzione del Natural MKII. Per i clienti che già lo possiedono sarà possibile il passaggio a questo nuovo. L'esemplare che ho ricevuto per la recensione era terminato con forcelle da un lato e spine a espansione dall'altro. Il cavo è di buon diametro, ma non esagerato come certi "pitoni" che si vedono in giro per le mostre. Un particolare di cui bisogna tener conto è la sua notevole rigidità, per cui è poco o nulla disposto a essere incurvato, se non in ampie volute. Dovrà tenerlo presente l'eventuale cliente, il quale dovrà avere tutto lo spazio che occorre per una disposizione pressoché rettilinea. A parte questo, altri problemi non ho avuto modo di riscontrare nel corso della prova e non mi sento di dare particolari indicazioni di utilizzo. Molto buona la soluzione delle banane a espansione, assicurano un perfetto contatto con i binding post del diffusore.

 




NOMEN OMEN?
L'ASCOLTO


Per una volta evito di menzionare il setup, in quest'occasione quanto mai vario ed eventuale. Alla coppia di Natural MKII ho davvero collegato di tutto e di più dal lato elettroniche, compresi i miei T-Amp, che ho dovuto zavorrare affinché non rimanessero letteralmente sospesi in aria. Per quanto riguarda i diffusori ho invece alternato i miei due floorstanding Canton LE 109 e King Sound Queen II. Pur non essendo questa una recensione comparativa, i miei bravi confronti con quello che ho in casa li ho fatti. Il Quality Audio si è imposto subito sul Supra Ply 3.4 S per la sua superiore classe, praticamente su tutti i parametri di valutazione. Non c'è stata storia, ho staccato il Supra per confrontare il Natural MKII con il cavo che più poteva avvicinarglisi come censo: il Fluxus LTZ 900, a tipologia Litz, risultato abbastanza simile nell'efficacia del trasferimento di potenza ma sensibilmente diverso nel bilanciamento tonale, senz'altro più asciutto in gamma bassa e medio-bassa. Nel passaggio al Quality Audio era netta la sensazione di un maggior corpo e sviluppo della scena sonora. Approfondendo ho poi scoperto che anche il "mood" era piuttosto diverso, più rilassato il Natural MKII, più irritabile e appuntito il LTZ 900. Due sono le ragioni che mi hanno spinto a iniziare la prova d'ascolto con la musica sinfonica, la resa estremamente naturale, in linea con il nome che Ernesto Villani ha scelto per questo e altri due modelli del suo catalogo, e la totale assenza di ruvidità su tutta la gamma. In particolar modo la medio-alta, dove un'eventuale acidità può dare più fastidio favorendo l'insorgenza della fatica d'ascolto.

La Sinfonia N. 3 di Johannes Brahms mi riporta di una cinquantina d'anni indietro nel tempo, quando, poco più che decenne, acquistai i primi due dischi della mia vita, tra cui questa sinfonia. La buona registrazione Deutsche Grammophon, con Carlo Maria Giulini alla testa dei Wiener Philarmoniker, rivela una resa superba degli archi, che rimangono sempre nel binario di una preclara carezzevolezza. Ma non sono solo loro a farsi notare, l'intera compagine orchestrale si avvantaggia delle rare doti di equilibrio di questo cavo. La percezione di completezza, ma soprattutto di spessore e pienezza armonica rende deliziosa la Serenata per archi Op. 22 di Antonín Dvořák. Mai fuori dalle righe la gamma alta, che qualche audiofilo male abituato potrebbe ritenere un po' priva di mordente ma che, in realtà, è di una linearità e correttezza esemplari. Cattura l'attenzione l'immanenza della gamma bassa, la sua potenza e controllo quando interviene la grancassa sinfonica, come nella Sagra della primavera di Igor Stravinsky. La prontezza con cui vengono restituiti i segnali impulsivi in bassa frequenza è davvero eccellente e può fare la differenza con diversi altri blasonati cavi, in questo senso magari meno precisi e vigorosi. Dall'ensemble sinfonico decido di passare alle Suite per violoncello solo di J.S. Bach, interprete Yo-Yo Ma in una registrazione Sony Classical, dove il suono è curato nei minimi dettagli. Il recensore è spesso alla ricerca di aggettivi che possano sostanziare le sue emozioni, le mie in questo caso rientrano un misto di forza e delicatezza.

Mi abbandono totalmente alla musica, senza lambiccarmi il cervello all'inseguimento di personalità sonore percepite con altri conduttori, per quello poi che può valere la memoria acustica. Credo che miglior complimento non si possa fare a un cavo, come a qualsiasi altro oggetto Hi Fi, che segnalare la sua totale sparizione a favore della fascinazione musicale. Il Natural MKII riesce nell'intento di abbattere ciò che si frappone tra noi e la musica, a volte una sottile velina, altre un muro, che sentiamo il più delle volte come elemento intralciante. Il pianoforte del napoletano Francesco Caramiello, uno degli artisti più sensibili ed evocativi che possa vantare l'Italia, è straordinariamente ricco di armonici, con una bellissima gamma media, morbida e luminosa. L'ultimo CD del pianista pisano Maurizio Baglini, terzo dell'integrale dedicata alla musica pianistica di Robert Schumann, è particolarmente valido dal punto di vista tecnico oltre che da quello artistico e non sembra affetto da rimaneggiamenti in fase di editing. Conserva tutta la vivacità di un live senza però recarne i difetti. Anche qui si apprezzano l'estrema pulizia, il garbo con cui il Natural MKII restituisce i salti dinamici, lo fa con discrezione, preservando una notevole velocità ma compostamente. Non conosce comportamenti scorbutici né manifesta colpi di testa, sprigiona una forza tranquilla, da cavo raffinato e analitico ma senza strafare. Un aristocratico della conduzione elettrica. In incisioni dichiaratamente "Lo Fi", come l'album Ambient "Black Flowers" di David Hurn, il nostro Quality Audio ha il suo perché.

Il denso e tenebroso che è in grado di rievocare avvantaggia sicuramente questa musica dall'ambientazione decadente e anche un po' schizoide. Le dieci tracce del disco si dipanano fra trame elettroniche sperimentali e voci erratiche che sembrano provenire dall'oltretomba. La bassa fedeltà è ottenuta con una pesante manipolazione, a base di echi, riverberi e filtraggi elettronici vari. Tutto questo si sente molto bene e dà suggestività all'ascolto. Di atmosfera ben diversa è il divertente "The Life Of Birds" di David Rotheray, lavoro del 2010 nel più puro stile folk-pop. Ben inciso, è una specie di metafora sull'umanità e le sue sofferenze rappresentata da vari uccelli. Solo in apparenza disimpegnato, nasconde invece delle problematiche profonde. Molto belle le chitarre, pulite e presenti, così come le interessanti voci che si alternano. In questo che è da considerarsi un buon test di valutazione sulla musica acustica, il nostro cavo di potenza se la cava alla grande, anzi è proprio questo il terreno in cui eccelle avendo, credo, pochi rivali. Generalmente, dà il massimo in quei generi che esprimono un tipo di suono per nulla artefatto, dove parametri primari sono la genuinità di emissione, il rispetto della micro e macrodinamica, insieme alla cura di quei dettagli che rendono possibile una credibile materializzazione dell'evento sonoro. Un CD appena entrato a far parte della mia discoteca è "Mistero e Poesia" di Fabio Mengozzi, lavoro che si muove nella scia del minimalismo ma non riduttivamente. Il suo autore ha ricevuto una formazione di alto livello, sia come pianista che come compositore, con maestri illustri come Aldo Ciccolini e Azio Corghi.

Lo ascolto assorto, la gamma media si ripresenta molto piacevole, si fa apprezzare per espansività e morbidezza, qualità che vengono replicate salendo in frequenza. La grana è davvero impalpabile, sempre di grande levigatezza il sound, senza pacchiane (e alla lunga fastidiose) forzature. Finisco la lunga seduta d'ascolto con il recente album "Chinese Butterfly" di Chick Corea e Steve Gadd. C'è davvero da divertirsi, la registrazione è ottima, dinamicamente brillante ed equilibrata, sprizza fantasia, vivacità da tutti i pori e il Natural si conferma cavo "charmant", abile ricreatore di appaganti scenari sonori. Rilassatezza non significa essere mosci o inefficaci, ma più che altro consapevoli delle proprie capacità e della sicurezza con cui possiamo metterle in atto. Mi va di dedicare un parallelo tra il grande Steve Gadd e il Natural MKII; il primo suona la batteria senza scomporsi, riesce a fare cose difficilissime con "nonchalance". Ogni suo gesto è misurato, nulla è ridondante, ma ciò non toglie che il suo batterismo sia di assoluta incisività e precisione.

Proprio come il nostro Quality Audio Natural MKII...

Il costo di una coppia è di 1350 euro, IVA compresa.


Alfredo Di Pietro

Febbraio 2018


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