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Tuesday, September 22, 2020 ..:: Presentazione Diffusore Pylon Audio Jasper 25 ::..   Login
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 Presentazione del Diffusore Pylon Audio Jasper 25 - Hi Fi Club - Milano Minimize



Sabato 7 marzo, la giornata è fredda ma limpida e soleggiata. Ho un appuntamento importante a Milano: la presentazione in anteprima del nuovo diffusore Pylon Audio Jasper 25. Mi accingo ad andare molto volentieri all'evento e questo per tre ragioni, tutte riconducibili a un sentimento di stima. Per il marchio polacco, di cui nel dicembre 2019 ho pubblicato su queste pagine la recensione del modello Ruby 25 MKII. Per lo storico negozio Hi Fi Club, sempre pronto a ospitare con sincera cordialità l'eventuale audiofilo alla ricerca di buoni prodotti. Per il piacere di rincontrare gli amici Maurizio Pol, della OZ Sound, e Angelo Jasparro, autorevole recensore audio e oggi importatore per l'Italia del marchio Pylon Audio. Stiamo vivendo tempi difficili, costantemente accompagnati dalla paura e dalle restrizioni necessarie per combattere questo maledetto COVID-19, me ne sono accorto subito dopo essere arrivato in stazione per raggiungere la capitale lombarda. Le Ferrovie Nord Milano avevano soppresso parecchie corse, costringendomi a una deviazione dal solito percorso, il capolinea di Piazzale Cadorna. Ho preso allora il Lodi S1, fermata Repubblica, dove sono salito in metropolitana gialla per raggiungere la stazione Brenta; il negozio di Marinella Malerba era lì a due passi, in Viale Bacchiglione, 26. Mi sono immerso in una Milano che ho fatto fatica a riconoscere, intimorita, dai rapporti sociali quasi decimati, con pochissima gente per strada e sui mezzi pubblici.



Mi è ritornato alla memoria il verso virgiliano dell'Eneide "Rari nantes in gurgite vasto", ho visto persone con mascherine chirurgiche sul volto, a coprire naso e bocca, tutti camminavano frettolosamente, senza neanche alzare lo sguardo su chi incrociavano. Alla fermata Duomo, di solito gremitissima di gente, specialmente il sabato, non c'era quasi nessuno. Uno scenario spettrale, mai visto, che assumeva dei contorni quasi irreali. Ma tanto può la passione per l'alta fedeltà e la bella musica da aiutare a superare certe circostanze avverse. Arrivo in anticipo presso la sede del negozio, curioso come un furetto di ascoltare questa nuova creatura elettroacustica Pylon, presagendo cosa fosse in grado di fare per aver letto sulle specifiche tecniche marchio e modello degli altoparlanti equipaggiati, tre eccellenti Scan-Speak. Risalta il modernissimo look di queste Jasper 25, attrae il cabinet curvo di particolare eleganza e la finitura grigia, tutti elementi che non daranno grattacapi a chi vorrà armonizzarle con l'arredamento domestico. Sotto questo attraente vestito c'è molto, a partire dai due mid-woofer Scan Speak 18W/8531G00, configurati in Bass Reflex a doppia via e mezza, e il tweeter Scan-Speak D2608/913000. I due 18W/8531G00 hanno la membrana da 18 cm in carta (e si sente...), divisa in "spicchi" per controllare i fenomeni di "Break-up", motore magnetico in ferrite di grandi dimensioni a funzionamento simmetrico, sospensione lineare a bassa perdita, cestello in alluminio pressofuso ventilato sotto lo spider e sospensione in gomma SBR a basso smorzamento.



Altrettanto pregevole è il D2608/913000, tweeter con diaframma a cupola morbida da 26 mm a bassissima massa (raffreddato a ferrofluido), doppio magnete in ferrite, piastra frontale in alluminio pressofuso nero. Vanta una Fs (frequenza di risonanza) bassa e pari a 700 Hz. Ma anche dal punto di vista musicale ero certo di passare un pomeriggio particolarmente interessante. Maurizio Pol è un grande appassionato di musica, oltre che un esperto audiofilo e navigato conoscitore di oggetti Hi Fi. Per l'occasione si era portato dietro un bel po' di vinili attinti dalla sua nutritissima collezione (a casa ha ben 7000 LP!). Sarei rimasto volentieri con lui non soltanto le due orette della demo ma una giornata intera. Più tardi si sono uniti a noi anche Angelo Jasparro e Rosella Caporale, una vecchia e nuova conoscenza che hanno arricchito anche umanamente questa bellissima sezione di ascolti. Non avevo mai incontrato di persona Rosella, pur conoscendola di fama e avendo ascoltato diverse sue registrazioni. Persona squisita, è una musicista importante che ha certamente nobilitato l'incontro pomeridiano con le sue intelligenti riflessioni. Ha iniziato a studiare musica sin da tenera età per poi diplomarsi in Canto al Conservatorio C. Pollini di Padova. In seguito si è specializzata in Educazione Musicale (SSIS) all'Università Cà Foscari di Venezia. Si è dedicata completamente alla professione di cantante, dal 1988, dopo aver conseguito la Laurea in Lettere e Filosofia all’Università "La Sapienza" di Roma.



Il 1993 è stato un anno importante per lei poichè ha fondato il quartetto vocale Baraonna, con il quale ha partecipato al Festival di Sanremo 1994 vincendo il Premio della Critica, il Premio Tenco e il Primo Premio al Festival Europeo. È stata ospite in numerose trasmissioni televisive RAI e Mediaset. Ha collaborato con importanti nomi del panorama artistico/musicale del nostro paese e non solo, tra cui Luciano Berio, Riccardo Cocciante, Renato Zero, Claudio Baglioni, Giovanni Tommaso, Lionel Hampton, B.B. King, Renato Carosone, Danilo Rea, Lino Patruno, Oscar Del Barba, Claudio Passavanti, Orchestra di Padova e del Veneto, Simone Tonin, Giuliano Medeossi, Cheryl Porter, Christopher Zimmerman. Pochi ma ottimi, quindi, i presenti, come gli elementi dell'impianto che hanno consentito alle nostre Jasper di esprimersi a livelli davvero elevati. Un "frame" a parte nel mio racconto merita il Front -End analogico, di assoluta eccellenza, allestito per la presentazione. Riguardo al giradischi ammiraglio Technics SL-1000R, esteticamente affascinante e straordinariamente ben suonante, si potrebbe scrivere un intero libro per descriverne i materiali e le avanzate soluzioni tecnologiche che implementa. Diciamo, sintetizzando brutalmente, che oggi rappresenta la punta di diamente dei DD (Direct Drive), con tutto il corteo di vantaggi che questa soluzione, se ben realizzata, comporta.



In abbinamento con la testina Air Tight PC-7, oggetto sino a quel momento a me ignoto e che, sono persuaso, darà parecchio filo da torcere ai concorrenti più blasonati, è emerso un apparato analogico in grado non solo di entrare a pieno diritto nel meglio del meglio oggi disponibile sul mercato, ma anche d'indurre a riparametrare le nostre credenze circa il rapporto tra analogico e digitale. Non dico che il suo eventuale (e fortunato) possessore sarà spinto a liberarsi dei suoi dischetti in policarbonato (anche questi suonavano molto bene con la sorgente digitale Technics), ma la matericità, la palpabilità del suono, l'immediatezza dei transienti che ha dimostrato di avere questa soluzione analogica, sono ancora oggi praticamente imbattibili (e sono convinto che lo rimarranno anche per il futuro). Ma qual è il biglietto di presentazione di questa ghiotta novità Air Tight? È presto detto: si tratta di una MC di alto lignaggio con cantilever in Boron, stilo Microridge e uscita di 0,6 mV a 1 kHz. Dati tecnici che, tuttavia, nulla dicono sulle sorprendenti prestazioni che ha rivelato in sala d'ascolto. La tanto sbandierata realtà aumentata, che oggi si ritiene di pertinenza dei più evoluti dispositivi digitali, credo proprio che appartenga all'analogico, di questo tipo di analogico, il quale rappresenta lui il vero aumento di realtà, almeno in ambito audio. Va detto, a onor del vero, che pure il Lettore di Rete/Super Audio CD Technics SL-G700 si è dimostrato di livello davvero egregio, producendo un suono dall'estrema pulizia e silenziosità, in grado comunque di assicurare prestazioni particolarmente cristalline e trasparenti. Ultimo ma non ultimo comprimario della parte elettronica è stato l'ottimo Audionet Watt, amplificatore integrato stereo da 2 x 167 Watt su 8 Ohm, avente un alto Damping Factor (1000 a 100 Hz) e una risposta in frequenza "esagerata" di 0,3 - 650.000 Hz (-3 dB). Rimando i più curiosi al sito ufficiale del marchio, dove potranno conoscere svariate altre caratteristiche che definiranno meglio il grado di raffinatezza di questo "esoterico" integrato. Nella catena c'era anche il Tube Compact Disc Player Lector CDP 707, in compagnia della sua bella alimentazione PSU 3T, che però nella sessione d'ascolto alla quale ero presente non è stato utilizzato.


PYLON AUDIO JASPER 25
L'ASCOLTO



SPECIFICHE TECNICHE

​Impedenza: 4 Ohm
Risposta in frequenza: 32 Hz - 20000 Hz
Potenza nominale: 120 W
Potenza massima RMS: 250 W
Sensibilità: 90 dB
Dimensioni: [L x A x P] 200 x 1066 x 413 mm
Peso: 31 kg cad.
Altoparlanti: woofer 2 x Scan Speak 18W/8531G00, tweeter Scan Speak D2608/913000
Griglia: si
Garanzia: 3 anni
Finiture: qualsiasi colore RAL laccato opaco o lucido HG



Apre le danze l'SACD "La Fille Mal Gardée". Sarà magari anche l'innata eleganza musicale di questo balletto, presentato a fine '700, ad aumentare il piacere di ascoltare dei timbri orchestrali di pregevole trasparenza, nitidi ma non ritagliati con il "cutter", vale a dire ariosi e naturali. Il tessuto orchestrale pare scorrere liscio come l'olio, non impacciato da limitazioni dinamiche o di banda né tantomeno di dettaglio, che qui, come in tutti gli altri dischi ascoltati, si attesta su livelli davvero elevati. Rimango sempre del parere che un woofer in carta possa fare la differenza, in questo parametro, rispetto ad altri in materiale sintetico. Sono le grandi percussioni e le ampie escursioni dinamiche a farsi sentire nell'SACD stravinskyano (L'Oiseau de feu e Le sacre du primtemps), impressionante la "botta" di grancassa e timpani, violenta, immediata e controllata con solide briglie, in due parole emozionante e fisica. Lo ritengo un vero e proprio test, superato con successo, che preluderà a muscoli diversi (leggi musica rock), anche questi mostrati in tutto il loro fresco vigore. Perdonatemi l'andamento per "flash", ma qui non siamo impegnati in una recensione vera e propria delle Jasper (anche se mi piacerebbe molto poterla fare); tra l'altro gli album ascoltati sono parecchi e presentati in modo incalzante dall'ottimo Maurizio Pol, provetto "disc jockey" per l'occasione. Passiamo decisamente ad altro genere con gli Yellowjackets e il loro "Live Wires", dove risalta la voce e soprattutto una rimarchevole musicalità di fondo, fatta di una stoffa riproduttiva decisa, autorevole, estremamente solida.



Non è un diffusore il Pylon che gioca a fare la voce grossa, la ha realmente. S'interrompe la serie dedicata ai dischetti argentati da 12 cm, l'SL-G700, avendo già dato prova della sua caratura, viene messo in Stand-By per lasciare spazio al maestoso, incredibile giradischi Technics SL-1000R, 40 Kg e rotti (che salgono a oltre 42 se comprendiamo l'unità di controllo) di pura goduria analogica. È con questo che si consuma gran parte della seduta d'ascolto. Con lui le Jasper diventano ancora più reattive, scolpite e dalla velocità fulminea nelle accelerazioni dinamiche, proprio come quando si passa da una sia pur potente auto stradale a una Formula Uno. È la volta di un capolavoro visionario come "Amused to Death" di Roger Waters, musicista particolarmente perfezionista anche in sala di registrazione, dove amava smanettare con il "Q-Sound", una sorta di surround virtuale che aumentava l'ampiezza dell'immagine sonora e rendeva più netta la sensazione che determinati suoni e voci provenissero da dietro o dai lati dell'ascoltatore. Ed è proprio quello che succede nella nostra sala d'ascolto: la percezione è straniante, sembra di entrare in una sfera spaziale dove si materializzano all'improvviso dei suoni provenienti dal nulla, come degli ectoplasmi che improvvisamente si solidificano davanti a noi. Si ritorna alla musica sinfonica con Eiji Oue e la Minnesota Orchestra alle prese con le smaglianti Danze Orchestrali di Rachmaninov.



Il gorgo sonoro tardo-romantico diventa vera opulenza sonora, tripudio di nitore timbrico e potenza che le due Pylon riescono a gestire agevolmente, nel pieno rispetto di quegli elementi che solo se espressi a un certo livello possono ricreare la grande illusione dell'alta fedeltà, quella che ci proietta nel bel mezzo di un evento reale. E le nostre hanno tutte le carte in regola per infondere quel soffio di vitalità, emotività del momento, in grado di realizzare la magia. La scena è ampia e profonda, i contorni sonori degli strumenti incredibilmente a fuoco, veloci i driver nel seguire i trasalimenti dinamici, profonda e soprattutto molto ben articolata la gamma bassa. Sono qualità che emergono senza se e senza ma nel vinile "Bob Sharples and his Music", "Una registrazione spettacolare. Creata per il tuo godimento musicale e l'ascolto in stereofonia. Una miscela unica di grande musica con praticità" recita la copertina. Dobbiamo crederci? L'impianto dalle parole fa passare ai fatti quest'ambiziosa asserzione. "Tarentule - Atrium Musicae de Madrid - Direction Antonio Panagua" è un disco realmente di grande ispirazione, grazie al quale abbiamo conferma della straordinaria capacità delle Pylon di prospettare una timbrica raffinatissima e quanto più possibile aderente al reale. L'audiofilo che sia anche musicofilo non può che rimanere affascinato da questa musica antica, soprattutto perché essa senza un'adeguata resa perde gran parte del suo incantesimo.



Altro cambio di genere con la cantante britannica Joan Armatrading in uno dei suoi album più noti: "Me Myself I" del 1980, vinile che anch'io possiedo e ogni tanto riascolto. Il feeling che comincia a circolare in sala obbliga quasi a battere il piede per terra, anche il genere Pop Rock si avvantaggia della resa incisiva di questo sistema. Dieci pezzi ben confezionati, molto piacevoli da ascoltare, con la voce di Joan che scende molto bene in "Turn Out the Light", evidenziando una convicente legatura tra gamma media e bassa. Possiamo definire sempre coerente la resa delle Jasper, non solo per quanto riguarda la timbrica e il bilanciamento tonale, ma anche per il livello di rifinitura poiché non di rado capita di sentire un discreto scalino di definizione nel passaggio tra i driver di un due vie o anche di un due vie e mezzo. Non grande è il salto dal vispo Pop della Armatrading al rilassato Country di Tom Akstens in "Original & Traditional Music". Particolarmente centrati si affacciano i colori strumentali e la voce, armoniosa e priva di innaturali colorature. Si va invece sul duro, sul grintoso con Nils Lofgren e il suo "Secrets In The Street", album che l'amico Angelo pare gradire molto intimando scherzosamente a Maurizio di aprire per bene la manetta. Ci lanciamo quindi in un ascolto ad alto contenuto decibelico, che le nostre torri curve sembrano digerire senza mostrare segni di sofferenza o compressione dinamica.



E il piacere d'ascolto non si affievolisce, ma rimane integro grazie alla pulizia di un sistema che difficilmente, mi pare di capire, si mette a strillare o diventa aggressivo sotto la spinta dei Watt. Chi, come me, Angelo e Maurizio, ha vissuto in pieno l'era dei "seventies", conosce bene il mitico gruppo Mahavishnu Orchestra, costituitosi nel 1971 su iniziativa del chitarrista John McLaughlin e del batterista Billy Cobham. Due assi capaci di grande virtuosismo sui rispettivi strumenti, protagonisti di un gruppo che aprì la strada al genere "Fusion" con i suoi funambolismi e un linguaggio innovativo. Le Pylon Jasper 25 sembrano apprezzare molto anche questo genere tra il vitaminico e il sofisticato, dove essenziali sono la velocità, impatto e solidità di emissione. Grazie alla precisione, al nerbo con cui sono proposti anche i passaggi più imperiosi, indiscutibile "atout" dell'analogico, il messaggio della Mahavisnu passa intonso. Splendida la batteria di Billy, quanto mai "punchy" e reattiva in ogni suo componente. Dopo questo bombardamento di decibel abbiamo tutti voglia di rilassarci un po' e Maurizio, che ha sempre la soluzione giusta per ogni esigenza, sfodera dai numerosi vinili che si è portato dietro "Love Notes" di Chuck Mangione. Un album che non esiterei un istante a definire "piacione" per via delle sue melodie facili e spiananti la strada a una sorta di "relaxing music". In realtà, il compositore, trombettista e flicornista jazz statunitense è un gran talento, capace anche di raffinate tessiture sonore (chi non conosce "Feels So Good", brano di grande notorietà di fine anni '70?)



La sua musica ha delle affinità con il genere "Fusion", anche se in quel periodo si presentava più che altro come una specie di pop strumentale, piacevole e fruibile con facilità. Il suo flicorno ha una voce piena, rotonda e carnosa, entra effusivamente nell'ambiente con un ottimo effetto presenza. Il vinile "Sonic Fireworks Volume 1" ci riporta alla grandeur di una nutrita compagine sinfonica, con un Atlanta Brass Ensemble in gran spolvero. Irrinunciabile è l'ascolto di "Fanfare For The Common Man" (Fanfara per l'uomo comune), grandioso brano composto nel 1942 da Aaron Copland per un organico di quattro corni, tre trombe, tre tromboni, tuba, timpani, grancassa e tam-tam. Vengo travolto dalla potenza delle percussioni, dal nitore degli ottoni. Sul mio personale cartellino di valutazione non posso ancora una volta non notare come una riproduzione di primissimo livello sia fondamentale per il pieno godimento di un'opera musicale, qualsiasi essa sia, e che infondere vera vita al suono sia un obiettivo alla portata di non moltissimi sistemi. Su mia sollecitazione (volevo ascoltare un po' di musica organistica), Maurizio mette sul piatto il penultimo vinile ascoltato. Si tratta di un disco non facile a trovarsi dell'etichetta Pierre Verany: "Noel Aux Orgues de Provence - Six Noels de D'Aquin", con Pierre Bardon ai manuali dell'organo storico di Sain-Maximin de Provence. Ascoltiamo Noël X (Grand Jeu Et Duo), un brano che sprigiona una serafica serenità natalizia, inizia in un clima contenuto, da bomboniera, per poi aprirsi a una sorta di apoteosi con un suono che diventa all'improvviso grande e munificente, arricchito da profonde note di pedale.



Le Jasper 25 esaltano il clima sia del primo che del secondo frangente, il transito da sonorità contenute a più vaste e avvolgenti avviene in maniera netta, esaltante. Questa scena sonora che improvvisamente si approfondisce, si rinforza nei timbri e nel livello di pressione sonora, infonde un'incontenibile gioia e commozione. Finiamo in bellezza con un ultimo vinile, "Icone in Musica - Fonè Ensemble", etichetta Signoricci, un LP al quale Maurizio Pol tiene particolarmente, autografato da Giulio Cesare Ricci dopo un incontro nel 2011. Con il sistema d'altoparlanti Pylon Audio Jasper 25, protagonista di questo bellissimo pomeriggio d'ascolti, l'azienda polacca ha deciso di fare veramente sul serio. Dimostra in pieno la volontà del brand di Jarocin di emergere nel campo dei diffusori di rango, di levarsi in volo con un sistema dal suono superbo, tra l'altro venduto a un costo che, rapportato alle prestazioni, ho trovato decisamente contenuto (5790 euro la coppia). Fatico a individuare un altro diffusore sul mercato che allo stesso prezzo sia in grado di brillare come questo per livello di dettaglio, apertura del fronte sonoro, coerenza timbrica, qualità del basso, che è risultato potente dinamico e controllato. Un sistema dal suono vivo, ricchissimo d'inflessioni e guizzi dinamici, capace di realizzare in alto grado quella sensazione di elettrizzante realismo che con altri sistemi meno performanti appare velata, appiattita, per non dire mortificata.




Alfredo Di Pietro

Marzo 2020


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