Search English (United States)  Italiano (Italia) Deutsch (Deutschland)  Español (España) Čeština (Česká Republika)
Saturday, August 19, 2017 ..:: Musica da Ripostiglio - Live in Capalbio 3.0 ::..   Login
Site Navigation

 Musica da Ripostiglio - Live in Capalbio 3.0 Minimize

 

 

Dalla Toscana con divertimento, pure con inventiva potremmo dire perché pare che Luca Pirozzi (voce e chitarra), Luca Giacomelli (chitarra), Raffaele Toninelli (contrabbasso) ed Emanuele Pellegrini (batteria) abbiano partorito con questo gruppo anche un nuovo genere musicale. I quattro musicisti non si sono incontrati oggi, la loro collaborazione è ormai decennale e definisce insieme un'idea, un ensemble e anche un approccio a un tipo di musica che riconduce a un preciso "fil rouge". Una cooperazione che risale addirittura a vent'anni fa, se ci limitiamo a prendere in considerazione due soli artisti: Luca Giacomelli e Luca Pirozzi. Ma soddisfiamo subito una curiosità, non è musica orchestrale né da camera quella suonata dai nostri, ma "da ripostiglio", curioso appellativo che dà anche il nome al gruppo. Se gli si chiede, "ex abrupto", perché si definiscono così, loro rispondono simpaticamente che "da camera ci sembrava eccessivo". Siamo allora in presenza di un ameno "understatement", emanato da una formazione connotata da un elegante mix di danza, gustosi brani vintage e più recenti, anche originali, che mostrano sempre e comunque uno squisito senso dello "swing". C'è posto per tutto nella loro musica, o quasi, visto che l’orchestrina dispensa un accattivante misto di stili, stranite rielaborazione di canzoni popolari del passato in Gypsy Jazz, Swing attempato, piccoli cori in falsetto caratteristici delle canzoni italiane dei primi decenni del '900. Ancora, un Rock raccontato con strumenti atipici come il banjo, le chitarre acustiche, il contrabbasso, i fiati e condito con citazioni a non finire, dove tutti possiamo divertirci a scoprire il titolo del brano originale.

Nei loro sofisticati "pastiche" ci sono i più vari ed eventuali ingredienti, non escluse le suggestioni gitane e francesi, Sirtaky greci, Tango, Walzer e Boleri. Ma non si pensi per questo di trovarsi di fronte a un indigesto guazzabuglio di stili. Grazie a un affiatamento fuori del comune e un accurato lavoro sui testi originali, il gruppo è riuscito a creare un suo stile, personale e inconfondibile, contraddistinto da un ironico e talvolta irriverente gioco musicale, sempre tuttavia gustosissimo. Da loro stessi definito come "un antidoto al divano e allo sbadiglio" e che "regala sogni da ballar". Il ripostiglio allora diventa meno angusto di quanto si possa pensare, a partire dal modo di presentare la musica sul palco, molto più simile a uno spettacolo che a un concerto tradizionalmente inteso. Un tempo "You Tube" non c'era ma oggi questo formidabile strumento è a disposizione di tutti e risulta utile anche per conoscere il valore (anche tecnico) di questi quattro musicisti. Guardando, per esempio, il loro "Concerto per Amatrice" con l’Orchestra di Grosseto e Jole Canelli, ci si rende immediatamente conto di essere di fronte a quattro autentici virtuosi, quanto mai lontani da una forma d'intrattenimento scollacciata e approssimativa. La loro tecnica strumentale è semplicemente formidabile, pulitissima anche nel frangente "Live", cosa niente affatto scontata, idem per la disinvoltura dimostrata sul palco. Nel gruppo Musica da Ripostiglio non c'è però solo danza e divertimento, ma anche momenti d'intimo lirismo e di riflessione.

Rappresentativo a tutto tondo del loro mondo è senza dubbio l'album "Live in Capalbio 3.0", registrato il 14 novembre 2015 presso il teatro Sala Tirreno di Capalbio a Borgo. Un condensato di atmosfere catturato e immortalato dalla registrazione VDM, effettuata in occasione del concerto tenutosi nel piccolo comune toscano. "La piccola Atene" è stato soprannominato questo suggestivo paese del grossetano immerso nella Maremma, per la sua importanza storico-artistica assunta in epoca rinascimentale. Un CD che è anche splendidamente registrato, ve ne accorgerete ascoltandolo su un buon impianto Hi Fi o indossando una buona cuffia. L'audiofilo senz'altro sorriderà nel sapere che è stato ripreso con la più avanzata tecnologia di registrazione audio in DXD/DSD. Tuttavia, non è necessario essere dei fanatici dell'Alta Fedeltà per riconoscere l'eccellente qualità audio che, grazie alla garanzia della Bio Recording e alla tecnologia Direct to Rec D2R, questo disco possiede. Si tratta di una certificazione che la VDM Records fornisce per garantire la "genuinità del prodotto" in una ripresa che potremmo definire "biologica", mutuando il termine dall'ambito alimentare. Vale a dire una musica che arriva alle orecchie dell'ascoltatore priva di posticci rimaneggiamenti, senza cioè che interventi di editing imbellettino il suono edulcorandolo. Eliminare ogni tipo di rimasterizzazione rende possibile l'ascolto del suono ripreso direttamente dal mixer analogico, solo così è possibile apprezzare sino in fondo la verosimiglianza con il Live d'origine.

 



Non voglio trasformare la mia critica in una recensione tecnica, ma non posso fare a meno di rammentare a chi voglia effettuare il download che è possibile scaricare questo album nei diversi formati in alta risoluzione di DXD - DSD (64, 128 e 256 fs). Nelle quindici tracce si nasconde molta buona musica, a partire dalla prima, che ripropone il brano Tulilem Blem Blu (Sciorilli) del 1937, ai tempi interpretato dal notissimo Trio Lescano & l'Orchestra Barzizza, un iniziale tributo dedicato alla Musica Leggera dell'epoca, ricca di Swing e stilemi Jazz. "Storia d’amore" si posiziona su territori eminentemente nostrani, la lunga e scintillante introduzione strumentale prelude a una rielaborazione del brano del tutto personale, molto vivace e spumeggiante. Il pezzo è firmato, oltre che da Adriano Celentano, anche da Luciano Beretta e Miki Del Prete, "storici" collaboratori del cantante sin dal 1959. Con "Que Sas" si rievoca la celebre "Quizas quizas quizas", canzone popolare del cantautore cubano Osvaldo Farrés apparsa nel 1947 (nota anche semplicemente come "Quizás"). Si dipana in un'atmosfera tra il carezzevole e l'ironico, due aspetti che i quattro ottimi musicisti riescono in ogni occasione a bilanciare sapientemente. Molto bello l'assolo di flauto che parte dal minuto 3:10. Si ritorna alla piena italianità con "Ba ba Baciami Piccina" (Morbelli, Astore), anche se il titolo originale riportato nell'etichetta del disco è in realtà "Ba ba". È una notissima canzone di Alberto Rabagliati, scritta da Riccardo Morbelli per il testo e da Luigi Astore per la musica.

Il citazionismo sfrenato dei "Musica da Ripostiglio" si manifesta al minuto 1:42, dove spunta un inatteso frammento di "The Banana Boat Song (Day-O)", sorprende un pubblico che si diverte alla grande. Con assoluta "nonchalance" si ritorna a bomba a "Ba Ba", brano che si conclude dopo un assolo di clarinetto. Nella sesta traccia, "Medley", si va addirittura a scomodare Johannes Brahms e la sua Danza Ungherese N. 6, che sembra uscita da una pittoresca orchestrina Klezmer, l'effetto è esilarante nel suo andamento a elastico, tra rallentando e accelerando. Al minuto 1:55 di questo fantasmagorico medley sopravviene una Tarantella Napoletana e poi ancora la Danza Messicana "La Raspa", mentre la conclusione è affidata a una rapida incursione in "Bibbidi bobbidi bu" dalla Cenerentola di Walt Disney. Dal cappello magico del compositore Luca Pirozzi possiamo ascoltare d'infilata: L'Amore, Django Django, Ti fai grande, I Capelli (preceduta da Tamacun di Gabriela Quintero) e L’Orchestrina da Ripostiglio. Spicca in questa rassegna originale l'estro compositivo di Luca Pirozzi, particolarmente ispirato in "Ti fai grande", è qui che si tocca l'apice lirico del concerto/spettacolo, commuove la sua poesia intessuta di momenti intimi, di tenerezza e affetto filiale, in una perla dedicata a suo figlio Gioele. L’Orchestrina da Ripostiglio, dodicesima traccia, è una sorta di documento programmatico del gruppo toscano, dove troviamo la sua ragion d'essere nell'esternazione di una scoppiettante tematica fatta di brillanti e ironiche rivisitazioni in ritmo danzante, di un'inclinazione alla stoccata musicale, rappresentata da frammentarie citazioni che si appalesano come fulmini a ciel sereno.

L'effetto "imprevisto" è fra gli elementi fondamentali della loro musicalità, ora simpaticamente "cheap" ora forbita. "È l'orchestrina da ripostiglio, quando arriviamo noi creiamo lo scompiglio. È l'orchestrina da ripostiglio, esci all'aperto, non restar nel nascondiglio. È l'orchestrina da ripostiglio, siamo l'antidoto al divano e allo sbadiglio". Dopo gli assoli dei vari strumenti, piovono brandelli di brani celebri, tra cui riconosciamo la celeberrima "cavalcata" dall'Overture del Guglielmo Tell di Rossini, "Billie Jean" di Michael Jackson. Si scompigliano le carte con il napoletanissimo "Tu Vuó fa l’Americano", canzone scritta nel 1956 da Renato Carosone per la parte musicale e da Nisa per il testo. Furbescamente, i nostri quattro prodi approfittano della strepitosa combinazione tra musica swing e jazz che questo pezzo contiene, ravvivando con la loro arguzia il boogie woogie d'impianto. Anche qui troviamo tante citazioni, in forma di "Rondò", intervallate da un breve "refrain". Prima della conclusiva "Bartali" di Paolo Conte, ascoltiamo ancora un brano di Luca Pirozzi: "Un Francese Un Italiano Un Brasiliano". Se non avete ancora ascoltato questo "Live in Capalbio 3.0", forse non potreste comprendere sino in fondo il concetto di musica pirotecnica, dell'istrionico giocare con le note coinvolgendo il pubblico, di come con ecletticità e poliedricità ci si possa divertire, sempre con eleganza e facendo leva su una professionalità al di sopra di ogni sospetto.

 



Alfredo Di Pietro

Agosto 2017


 Print   
Copyright (c) 2000-2006   Terms Of Use  Privacy Statement
DotNetNuke® is copyright 2002-2017 by DotNetNuke Corporation