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martedì 19 novembre 2019 ..:: Milano Hi-Fidelity 2019 Primavera - Parte Ottava ::..   Login
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 Milano Hi-Fidelity 2019 Primavera - Parte Ottava Riduci

HIFI USATO E-XPLICITY

E-xplicity è una realtà che si occupa di Hi-Fi a tutto campo. Realizza reportage video e fotografici di mostre, collabora con alcuni dei nomi più prestigiosi dell'alta fedeltà. Si è spesso occupato anche del Milano Hi-Fidelity, ex Milano Hi-End.

Vanta un ambito di attività piuttosto vasto, interessandosi anche di riviste e spartiti antichi, come recita il cartello che vediamo.

Diversi altoparlanti in esposizione e vendita.
Di E-xplicity hanno parlato riviste come Suono, Fedeltà del Suono, Audiophile Sound. Il loro primo reportage ufficiale risale al 2003 ed è stato realizzato in occasione del Roma Hi-End.

 

 

IRD RECORDS

IRD sta per International Records Distribution. È un'azienda sita a Tregasio di Triuggio (MB), fedele partecipante alla kermesse di Stefano Zaini, che si occupa di edizioni discografiche in vinile e supporti digitali. Tratta un numero davvero elevato di etichette. Chi legge i miei report sa che mi piace evidenziare le novità che si affacciano sul mercato. Lo faccio anche in quest'occasione, citando la "impertinente" uscita discografica di "Vadavialcù", album dei Sulutumana rilasciato nel dicembre 2018.

 


SPIRIT SOUNDESIGN

Uno spazio ricco di contenuti tecnologici, quello della Spirit SounDesign, proponeva all'ascolto delle cuffie dalle prestazioni davvero sorprendenti. Me ne ha parlato il titolare dell'azienda torinese, Andrea Ricci, nel corso di una breve ma significativa intervista: "La gamma è composta da tre modelli. Partiamo dall'entry level, la Superleggera, particolarmente duttile e utilizzabile anche soltanto con un iPhone, non avendo bisogno di una grossa spinta a livello di amplificatore. Segue la Grand, modello "monodrive", realizzata anche in una versione speciale dedicata a Pietro Micca (in esposizione al Piano 1 Suite 105). I prezzi di queste due cuffie sono, rispettivamente, di 1500 e 1900 euro. Al primo piano si trova la top di gamma Twin Pulse, una nostra esclusiva mondiale. È formata da due driver che lavorano in sincrono in una camera isobarica su tutte le gamme di frequenza. Ha un basso fantastico, la sua risposta in frequenza è tarata in base alle curve isofoniche di Fletcher & Munson, significative della sensibilità dell'orecchio umano.

La ditta di Volvera ha creato lo Spirit Sound Store (www.spiritsoundstore.com), negozio online che tratta, oltre alle cuffie Spirit Torino, diversi altri marchi audio: Audel, Audio-gd, HiBy, New Audio Frontiers, S.a.Lab, Novaudio, ArtigianAudio, Carot One, Holo Audio, Adam Audio e SPL.

Cuffia Spirit Torino Superleggera.
Continua Andrea Ricci: "Il packaging con cui consegniamo le nostre cuffie è una valigetta in stile "007", molto robusta, con dentro degli espositori e una USB Pen contenente il manuale d'istruzioni. Forniamo anche delle "pennette" in cui sono memorizzate delle registrazioni binaurali fatte da noi, in queste c'è una ripresa fatta nella Sacra di San Michele (dove hanno registrato anche il Nome della Rosa). Ascoltate in cuffia si trasformano in un'esperienza quasi mistica perché il suono viene riprodotto in 3D, arriva da tutte le parti. Tu chiudi gli occhi e ti sembra di essere nel luogo in cui è registrato."

Cuffia Spirit Torino Ragnarr Edition.
"Il driver è il cuore del sistema. Spirit ha investito tantissima ricerca su quello che è il progetto primitivo. Esistono tante famiglie di cuffie, noi avevamo un laboratorio di modifiche, dove ne abbiamo smontato ed elaborato di qualsiasi tipo, storico e attuale. Nel progetto originale Grado abbiamo trovato delle potenzialità inespresse incredibili. Loro l'hanno pensato come se stessero facendo uno strumento musicale, dove andavano ad aggiungere delle colorazioni timbriche cambiando i materiali. Il loro driver è figlio di una tecnologia ormai trentennale, fatto tutto in plastica, non ha trattamento dei materiali, non ha una cura dell'aerodinamica. Ha avuto il suo bel percorso ma oggi non è più attuale. Noi abbiamo rivisitato questo concetto di cuffia, che dev'essere aperta avanti e dietro, di tipo quindi dipolare, creando un nuovo tipo isobarico aperto, dove abbiamo modificato una tecnologia che prevede la risonanza di due membrane che si muovono insieme, con carichi diversi, contribuendo una al movimento dell'altra. Abbiamo quindi tolto questa risonanza, facendole lavorare in sincrono su tutta la gamma, Nel momento in cui una membrana si muove, aspira l'aria dai fori di ventilazione (ma deve vincere una certa resistenza in quest'operazione) mentre il secondo driver spinge l'aria dentro. In questo modo il movimento a pistone è perfetto, è veloce nel partire come nel fermarsi. Il driver in se è stato completamente riprogettato, la membrana è nel classico Mylar, un materiale molto comune e dotato di ottime prestazioni ma che ha un suo comportamento, contribuendo a una certa frequenza con la sua risonanza propria. Alla membrana viene allora applicato un particolare gel di colore rosso, con la funzione di stemperare tutti quei picchi di risonanza che ha il materiale nativo, soprattutto quando arriva sulle alte frequenze. Questo gel non ha un peso, se non limitatissimo, non modifica quindi il rapporto peso/potenza del gruppo mobile, che dev'essere estremamente veloce.

Grado aveva fatto una flangia frontale con una serie di fori in plastica, posizionati e realizzati in una certa maniera, in modo tale che la membrana fosse sottoposta a delle contropressioni, noi le abbiamo eliminate rendendo il movimento del tutto libero. La bobina mobile è completamente visibile, mentre in una cuffia Grado si vede solo la parte centrale. La "botta" che riesce a dare il nostro driver è incredibile perché ha tutta la libertà di muoversi, specialmente sulle basse frequenze. Quando lei alza il volume, in una cuffia normale viene fuori il medio ma il basso resta indietro, nelle nostre invece si fa avanti un "muro". Anche ad altissimo volume non si ha la sensazione di una compressione dinamica. Sul retro, tra un foro e l'altro, sono posti dei tasselli di Dynamat, un materiale amorfo di derivazione automobilistica costituito da una specie di mastice accoppiato a una lamina rigida di alluminio. Questa struttura ha la funzione di dare massa e assorbire le risonanze. Il magnete e tutte le parti principali della struttura del driver sono trattate posteriormente con questo sistema, così diventando un "motore da corsa". I nostri prodotti puntano tutto sul "punch", la capacità di avere dinamica. Il cablaggio, che ha una sezione quadrupla rispetto alle altre cuffie, nelle versioni più prestazionali è saldato direttamente al driver. In definitiva abbiamo voluto ottenere un oggetto con il massimo trasferimento di corrente, dal driver super-efficiente, con un telaio inerziale trattato col Dynamat ma anche con del feltro adesivo, il quale evita che il suono rimbalzi all'interno della camera. In ultimo, abbiamo il "pad" in spugna, pensato come se fosse la gomma di un'automobile. Si può cambiare, lavare senza problemi in lavatrice a 30° e ritorna nuovo. Se prende una forma strana, con il phon possiamo riportarlo alla sua originale, visto che è dotato di memoria termica. I ricambi costano il giusto, è la cuffia che fa la differenza.

 

 

THE RECORDERMAN

Consueta parata di bellissimi registratori a bobina presso la "The Recorderman" di Fabio Liberatore, grande conoscitore e tecnico espertissimo di questa tipologia di oggetti. Sono persuaso che ogni appassionato ne vorrebbe uno nel suo impianto, non fosse altro per il fascino che emana.

Primo tris di "Reel-to-Reel". Da destra: Revox PR 99, Technics Auto Reverse 1700 e Revox A 77.

Seconda triade. Sempre da destra: Studer A 67, Otari MX-55, Studer A810.

 

 

ZAVALINKA RECORDS

Zavalinka Records, una realtà che per la prima volta si presentava al Milano Hi-Fidelity. Proveniente dalla Russia, Mosca, ha ora un suo distributore esclusivo per gli Stati Uniti: "Let There Be Sound". Si occupa della produzione e vendita di registrazioni su nastro, grazie alla competenza dell'ingegnere del suono Nikolai Kazantsev. Al banco c'era anche Giovambattista Currado, comunemente noto come "Giò" nel settore, un ingegnere informatico che si dedica alla revisione di apparecchiature audio per la riproduzione analogica e digitale. Nel 2010 ha fondato la "GBLab" a Milano, specializzandosi principalmente nella revisione e riparazione di macchine Revox e Studer.

Quindici sono i suoi titoli attualmente disponibili, tra cui questo "7 + 1 Including Blues for Anna! di Evgeny Margulis & Shanghai (Rock russo).

 

 

SALE

 

 

SALA QUARZO - AUDIO REFERENCE

Una sicurezza la Sala della Audio Reference, garanzia di allestimenti curati nei minimi particolari. Sempre squisita la cortesia e disponibilità dei due operatori presenti in sala. La prestigiosa azienda nasce nel 1978 su iniziativa di Giuseppe Licciardello, operando nel settore dell'alta fedeltà specializzata. Oggi è portata avanti da uno staff specializzato, in cui la figura del titolare è affiancata da entrambi i figli Federico e Andrea Alessandro.

Ecco gli svariati componenti, tutti di alto livello, dimostrati in Sala Quarzo:

- Sorgenti: giradischi integrato SME Synergy, lettore digitale Bryston BDP-3, Lettore CD Bryston BCD-3, convertitore D/A Bryston BDA 3.

- Diffusori da stand ProAc Response D2 Ribbon, in abbinamento con il preamplificatore stereo Pass Labs XP-22 e amplificatore finale di potenza stereo Pass Labs XA-25.

- Diffusori da pavimento Bryston Middle T, suonanti con il preamplificatore stereo Bryston BP-26, crossover elettronico digitale Bryston BAX-1, amplificatori finali di potenza stereo Bryston 2.5B³ Cubed, Bryston 3B³ Cubed e Bryston 4B³ Cubed.

- Cablaggio Kimber e supporti Atacama.

Diffusori Bryston Middle T.
Interessante sistema a tre vie con doppio woofer da 8", midrange da 5,25" e tweeter da 1" (frequenze di taglio 160 Hz e 2,3 kHz). Tra le specifiche citiamo la risposta in frequenza, che va da 33 Hz a 22 kHz (+/- 3 dB) e la sensibilità, dichiarata di 88 dB SPL/1 metro/1 Watt.

 

 

SALA TURCHESE - AUDIOPLUS HI-END

Ogni volta spettacolare il setup allestito dalla Audioplus, azienda nata nel 1996 per volontà di Emanuele e Roberto che tratta tantissimi marchi. Presso la sede di San Benedetto del Tronto si può trovare, oltre a una vasta gamma di prodotti nuovi, anche una nutrita proposta di usato originale, selezionato e garantito.

Ma vediamo quali meraviglie ci ha riservato per quest'occasione. Per noi ha allestito tre diversi impianti dove suonavano i diffusori Marten Django XL, pilotati dall'amplificatore integrato stereo ibrido Absolare Passion (pre a valvole/finale a stato solido), accanto alle Django c'erano le particolari Bayz Courante, governate dall'accoppiata Lamm preamplificatore stereo LL2.1 Deluxe e amplificatori finali di potenza monofonici M1.2 Reference. Nel terzo e ultimo impianto suonavano i diffusori Marten Mingus Twenty in abbinamento alle elettroniche svizzere Soulution, precisamente il preamplificatore stereo 725 e finale di potenza stereo 711 da 150 Watt per canale su 8 Ohm. Sorgenti CD Player Soulution 540 e giradischi analogico TechDAS Air Force III nella versione Premium, corredato di alimentatore e pompa separati. Il progettista di questo campione dell'analogico è Hideaki Nishikawa.

Diffusori Marten Django XL (a destra) e Marten Mingus Twenty.

Particolare del diffusore Bayz Audio Courante.
Questo sistema omni-direzionale "Full Range", più unico che raro, è stato annunciato a Budapest il 14 aprile 2018. Rappresenta un ripensamento completo dei diffusori tradizionali e utilizza il tweeter brevettato Bayz Radial Speaker (BRS), di esclusiva progettazione radiale, sviluppato in modo tale da fornire un singolo impulso coerente in fase e una distorsione molto più bassa rispetto agli altri tweeter. È costituito da una membrana cilindrica in materiale proprietario ultraleggero che pulsa nella direzione della radiazione. Il woofer, progettato su misura, è stato scelto in base a caratteristiche di estrema velocità. Molto lineare risulta la risposta in frequenza nell'ambito dei 360°. L'enclosure del BRS è completamente realizzata in fibra di carbonio e rivestita con un composto di smorzamento brevettato.

Partendo da destra, vediamo i cavi di potenza ASC Prime M2, la macchina lavadischi Hanss Acoustics RC20, il preamplificatore stereo Allnic Audio L 7000, e il preamplificatore Phono Allnic Audio H 1201.

Un altro bel tavolo approntato dalla Audioplus, dov'erano esposti staticamente (da sinistra) il lettore di rete Lindemann Limetree (in primo piano), l'amplificatore finale di potenza stereo in Classe D Musikbook 55, un altro oggetto Lindemann, l'Enigma Athena A1, amplificatore per cuffia valvolare in Pura Classe A e la cuffia Enigma Dharma D1000.

 

 

SALA MADREPERLA - GC TECHNOLOGY

Impianto dal fascino "vintage" nell'ampia sala Madreperla, la quale ospitava la GC Technology. L'azienda lombarda presentava una catena in larga parte già vista nella precedente edizione della mostra milanese, cioè il giradischi Rivelator, preamplificatore stereo P-100, amplificatori finali di potenza monofonici OTL A-100, amplificatore integrato stereofonico Dell e i diffusori CA-250 con accanto un altro sistema "leopardato" il cui nome è ancora in via di definizione, credo.

Il giradischi Rivelator.
Accanto a questo, in veste di "parterre" digitale c'erano il convertitore D/A Cambridge DacMagic 1 e il lettore CD Philips CDD 882.

 

 

SALA CRISTALLO 1 - GRANDINOTE

Il simpatico e comunicativo Massimiliano Magri quest'anno ha voluto stupirci portando alla kermesse un impianto rigorosamente monomarca, formato dalle sue imponenti Mach 9, egregiamente pilotate dall'accoppiata amplificativa Genesi (preamplificatore stereo) e Demone (finali di potenza monofonici). Anche la sorgente era Grandinote: lo streamer DAC Volta.

Le elettroniche.

Diffusore Grandinote Mach 9.
A forte sviluppo verticale, è equipaggiato da ben nove mid-woofer e sedici tweeter disposti in "Array" verticale. Molto elevata la sensibilità dichiarata di questo sistema, di ben 99 dB/1 W/1 m, mentre la risposta in frequenza si estende da 23 Hz a 20 kHz. La tipica disposizione, secondo il principio del "line array", e il gran numero di driver producono un "pattern" dispersivo particolarmente ampio e uniforme.

La tecnologia di carico implementata è la SRT (Semi Resonant Tube), il corpo del diffusore è interamente in fibra di carbonio. I nove mid-woofer non sono né filtrati né equalizzati. Sul suono dei sistemi Grandinote altre volte mi sono espresso, personalmente lo trovo di una pertinenza timbrica di assoluto rilievo e in grado di esprimere una musicalità di livello davvero alto. Le Mach 9, in particolare, propongono una scena tridimensionale ben sviluppata ma soprattutto estremamente stabile, qualunque sia la posizione d'ascolto.

 

 

SALA ONICE - IMPORT AUDIO/CLEF AND NOTE

Anche quest'anno la Import Audio di Dario Dragoni e la Clef and Note di Bruno Bonetto si sono "gemellate" nella stessa Sala. I due impianti in dimostrazione, parzialmente assimilabili a quelli della scorsa edizione, erano composti il primo, più piccolo, dai diffusori King Sound "entry level" Queen V, pilotati da un'amplificazione AAS: preamplificatore stereo ibrido valvole/Mosfet M1 e finale di potenza M50.

Dal lato sorgenti, si sfruttavano le qualità del registratore a bobina Digitech SA F500 (presente anche un modello Otari), del DAC streamer e player di rete nativo PCM e DSD Gold Note DS-1000, lettori CD Denon DCD-3560 e California Audio Labs DX-1, DAC USB/preamplificatore/amplificatore per cuffie Asus Essence One MKII Muses.

Nel secondo invece suonavano una coppia di diffusori ESL "Full-range" King Sound King III, pre sempre l'AAS M1 in abbinamento con gli amplificatori finali di potenza monofonici AAS M200 da 200 Watt.

Registratore a bobina Digitech SA F500

Vari nastri della Clef and Note.
Da sottolineare la presenza nel setup di una piastra a cassette Tascam 130. "Stanno ritornando in auge le musicassette", ha affermato Dario Dragoni, "incontrano il favore del pubblico. La Clef and Note ne appronta di straordinarie, non dico che vanno come i nastri ma suonano comunque molto bene".

Un vetusto grammofono, esposto per ricordare magari all'avventore da dove inizia l'affascinante percorso della riproduzione audio.

 

 

SALA CRISTALLO 2 - THE RECORDERMAN/MUSICA & VIDEO

La ravennate Musica & Video di Maurizio Vecchi è sinonimo di alta fedeltà, LP vinile, CD, nastri magnetici e accessori. Davvero tanti gli oggetti esposti e molto numerose le persone che entravano. Non fatevi ingannare dalle foto, riprese durante l'orario di pranzo, perché in altri momenti diventava difficile anche solo entrare in sala.

La mitica SMARTractor, utilissimo strumento universale ad alta precisione per l'allineamento e il posizionamento geometrico tramite triangolazione.

"Tool" molto sofisticata, ottimizza il posizionamento del braccio e rende possibile l'installazione della testina con taratura su singolo punto geometrico con micrometrica precisione.

La sorridente operatrice, tra vinili, nastri e accessori.

Adattatori NAB della tedesca Darklab.

 

 

SALA CRISTALLO 3 - OMEGA AUDIO CONCEPTS

Grosse novità bollono in pentola presso la Omega Audio Concepts di Renato Filippini, vulcanico titolare del marchio trevisano. Parliamo del sistema Timeless Essenziale, un "Tutto-in-Uno" che comprende un'unità di lettura di file in alta risoluzione, un DAC e un amplificatore integrato. Le sue particolarità sono numerose e rilevanti a partire dalla cosiddetta "enclosure", ricavata scavando dal pieno con macchina CNC un blocco di alluminio da 60 kg, in cui tutti i circuiti sono isolati dalle interferenze RFI ed EMI, sia dall’esterno che l’uno dall’altro.

Sempre suggestiva la cornice in cui la Omega Audio Concepts mette le sue creazioni.
Nell'Essenziale è presente un ricevitore USB 24/192 con 3 ingressi, la connessione via Bluetooth consente di utilizzare smartphone, tablet, computer o altro per poter selezionare le tracce da riprodurre. Essendo privo di memoria interna, è possibile riprodurre musica da chiavette memory stick, hard disk, music server, oltre che dai dispositivi già citati, ed effettuare anche lo streaming. La conversione è affidata a un DAC Sigma-Delta AK 4384. La sezione amplificatrice, infine, è la medesima dell'amplificatore integrato stereo DNA da 50 Watt. Nel circuito ci sono componenti SMD con tolleranza dello 0,1% per resistenze e condensatori. Nessun condensatore è posto in serie al segnale.

L'interno dell'Essenziale.
Le sue dieci alimentazioni sono indipendenti, posizionate in avanti per avere la minor interazione possibile con i circuiti. I trasformatori sono isolati meccanicamente tramite la sospensione su molle e ognuno di loro ha un singolo secondario, fa cioè soltanto una cosa. È evidente che se un singolo trasformatore ho più di un secondario, questi interagiranno tra loro e i più grossi influenzeranno il funzionamento di quelli più piccoli. La sezione preamplificatrice è indipendente per i due canali. Ne abbiamo quattro dedicati al DAC, uno per i servizi e un altro per il lettore di file.

È Renato Filippini stesso che mi parla di questa sua ultima produzione elettroacustica: "Si tratta di un sistema a quattro vie realizzato completamente in alluminio, a differenza dei modelli superiori abbiamo integrato tutto in un'unica struttura, del peso di 140 kg. Il caricamento acustico è a "Baffle infinito", tipo Variovent, anche per le vie medio-basse perché ognuna ha un volume completamente pieno di assorbente. Il cabinet è di forma trapezoidale, privo di superfici parallele per non innescare onde stazionarie. Come assorbente acustico è stato usato del feltro da un centimetro, utilizzato in vari strati fino a raggiungere lo spessore complessivo di tre centimetri e tenuto in posizione tramite dei polimeri elastici che fanno anche da smorzamento alla struttura. La cavità viene poi riempita di cotone, secondo noi l'assorbente più silenzioso di tutti gli altri. La rete di crossover è particolare, con frequenze di taglio pari a 80 Hz per il 32 cm posteriore, 500 Hz per il 18 cm, il medio lavora da 500 a 3500 Hz e il tweeter oltre questo limite. Tutti gli altoparlanti vengono messi nella condizione ideale di funzionamento a pistone rigido.

Il grosso woofer da 32 cm montato posteriormente.
Per la forma del mobile vengono sfruttate le idee e tutta l'esperienza accumulata con il modello Soundwaves Micro. Gli altoparlanti sono posizionati in alto così da trovarsi il più lontano possibile da tutte le superfici piane, massima è la lotta alle vibrazioni. La ghiera, finita in rosso per accentuarne un po' l'effetto estetico, può essere richiesta anche in color alluminio; ha la particolarità di essere avvitata tramite una sua filettatura, invece che essere fissata con quattro viti, in modo da bloccare tutto il cestello. Viene così ottenuta una grande rigidità strutturale. La sua superficie è sfaccettata per rompere le diffrazioni. Il tweeter ha una notevole capacità di escursione, pari a tre millimetri (1,5 in avanti e 1,5 all'indietro) assicurando un grande range dinamico. Per i driver sono stati scelti dei componenti con membrana in magnesio/alluminio dalle rimarchevoli doti di rigidità e leggerezza. All'ascolto questi sistemi, impegnativi per peso e prezzo, rivelano tutto il loro valore garantendo delle prestazioni che, in termini di accuratezza, focalizzazione e dinamica, sono sconosciute alla maggior parte dei diffusori che conosco. Può succedere quando un progettista sa cosa vuole e sa cosa fare per ottenerlo.

Cablaggi Omega Audio Concepts della serie "The Element".

 

 

SALA GIADA - SOUND MACHINE

Ultima sala di questo report, ma non ultima, era la Giada, dedicata all'importante negozio milanese Sound Machine. Sicuramente una delle meglio suonanti dell'intera mostra, dall'alto della sua composizione con elementi di livello stellare: diffusori Martin Logan Masterpiece Expression ESL 13A, il nuovo pre e finale STR della Anthem e, come streamer di rete, il nuovo Wireless Streaming Transporter Aries G1 della Auralic. Come concludere in bellezza un report se non soffermandosi ad ascoltare un impianto in grado di trasportarti su eccelse vette "audiophile"?

Preamplificatore Anthem Audio STR.

Amplificatore finale di potenza Anthem Audio STR.

Diffusori Martin Logan Masterpiece Expression ESL 13A.

 

Alfredo Di Pietro


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