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M2Tech Music Machines Morrison Versatile Music Manager - Iteration I

 

La seconda rivoluzione digitale.

La musica liquida, cioè quei files musicali scaricabili dai negozi virtuali online, contraddistinti dall'assenza di un supporto, sono oramai una realtà autorevole, affrancata da quell'alone di discredito da parte dei sostenitori dell'Hi Fi purista, quella che rifugge (legittimamente) i formati compressi. Con l'aumento delle capacità mnemoniche dei Media Player come iPod e iPhone le capienze di immagazzinamento sono cresciute a tal punto da lasciarsi dietro Mp3 et similia per dare spazio a files non compressi, di qualità tale da far impallidire qualsiasi altro supporto. Parlo di quei files master ad alta risoluzione nativa di 88 kHz/24 bit a salire sino ai 192 kHz/24 bit la cui disponibilità nei Digital Stores diventa sempre più cospicua. Un piccolo iPod così come un Personal Computer dotato di drivers ASIO può funzionare a meraviglia diventando una sorgente inappuntabile anche per impianti di caratura High-End, accoppiato a un DAC esterno o, nel caso di un PC, a un convertitore D/A e un'interfaccia USB - S/PDIF come la "Hiface" che consente, con i suoi drivers proprietari, di aggirare le limitazioni del Kernel Mixer di Windows. Una realtà quindi con la quale gli audiofili di qualsiasi età devono confrontarsi nonostante ci sia qualche ambiente editoriale che rema contro nel tentativo di una sorta di restaurazione del "supporto", giocando la carta del piacere feticistico che il contatto fisico del vinile piuttosto che del policarbonato rende all'appassionato. La strada è però ormai tracciata, un fiume di musica che scorre bit dopo bit attraverso i doppini telefonici o le connessioni Wi-Fi che niente e nessuno potrà arrestare. Chi ha orecchie per intendere ha compreso che non si tratta di un passeggero fenomeno di moda ma, con i files HD, di un sostanziale improvement rispetto al restrittivo standard Red Book del CD Audio, in buona sostanza una seconda rivoluzione digitale dopo la prima, quella della nascita del CD nel 1980. Una risvolto non indifferente della H2O Music è il sovvertimento delle logiche economiche nel campo delle sorgenti per cui un comunissimo PC corredato di drivers ASIO, gratuitamente scaricabili dalla rete, un'interfaccia e un buon DAC sono in grado di offrire delle prestazioni soniche di assoluto rilievo, superiori a quelle conseguibili con meccaniche di riproduzione CD dal costo stratosferico. Un'altro passo verso l'allargamento ad una platea sempre più vasta di appassionati della fruizione di una qualità sonora al di sopra di ogni sospetto, in grado di aumentare considerevolmente il piacere di ascolto e la lucida penetrazione del messaggio musicale nella sua interezza. In breve tempo sono nati molti negozi online, tra cui iTunes, Microsoft Music, Od2 e Buongiorno Vitaminic, che vendono registrazioni in vari formati digitali; quello per esempio utilizzato dal gettonatissimo iTunes è l'AAC (256 kbps), formato compresso creato dal consorzio MPEG che offre una qualità superiore al datato Mp3 pur occupando lo stesso spazio in termini di byte. Accanto a questi sono venuti alla luce siti specializzati nella fornitura di questi fantastici files master ad alta risoluzione come HD Tracks e Linn Music a prezzi congrui. Il proliferare dei Music Server, Hard Disk Player e Streaming Player nella cui progettazione e ricerca diversi marchi Audio di primo piano hanno investito ingenti risorse, è la prova di un mondo che va nella direzione della rete come maggior fonte di approvvigionamento di musica. Alla luce di queste considerazioni diventa credibile lo scenario in cui intere pareti di CD scompariranno dalle abitazioni per essere accolte in capienti Hard Disk, magari di qualche Terabyte. Il fenomeno è in continua ascesa dopo il vero e proprio boom di vendite di musica digitale avvenuto nel 2005, un ruscello che man mano si è ingrossato sino a diventare un grande fiume la cui portata ha convinto l'IFPI (Federazione Internazionale dell’Industria Discografica) ad inserire la musica liquida nei suoi annali. E' recente la notizia che La Linn ha deciso di cessare la produzione dei suoi CD Player dedicandosi alla produzione di sorgenti audio in grado di leggere musica digitale ad altissima qualità attraverso una normale rete dati domestica (LAN) come i modelli Klimax Ds - Akurate DS e Majik DS.
L'appassionato autentico, soprattutto quello di una certa età nato con il vinile ed i "Reel to reel", ma al contempo aperto alle novità tecnologiche, sono sicuro che non potrà non apprezzare la musica liquida, valorizzando quegli oggetti che la rendono operativa. Chi vi scrive, dall'alto dei suoi 51 anni suonati, fa parte di quella categoria di audiofili vintage nati, cresciuti e pasciuti sotto le calde ali dell'intramontabile analogico. Custodisco gelosamente la mia collezione di LP, tutti perfettamente conservati, e mai ne cederei uno ad un mercatino rionale o sotto l'insistenza di un famelico amico vinilista, ma vi assicuro che aprire il rubinetto e far scorrere la limpidissima musica liquida è un piacere al quale non saprei proprio sottrarmi. Nessun conflitto epocale, solo i cambiamenti che il progresso tecnologico inevitabilmente apporta alle modalità di fruizione della musica, quella si sempre uguale a se stessa.
What else?

L'ingegner Marco Manunta con la sua nuova elettronica

L' M2Tech Music Machines Morrison Versatile Music Manager - Iteration I

Due viste interne del Morrison

Il pannello posteriore

Il Controller


M2Tech Music Machines Morrison Versatile Music Manager - Iteration I.

Galeotto fu il Top Audio milanese dell'appena trascorso 2009. Nel corso dell'evento di Pierre Bolduc "Audiophile Sound - 3 Diffusori a Confronto Diretto" ho avuto occasione di conoscere il dinamico ingegner Marco Manunta, personaggio di spicco dell'Hi Fi nostrana, fondatore della North Star Design ed ex collaboratore della Audio Analogue. Tra uno scatto fotografico e l'altro io e l'ingegnere ci siamo appartati per qualche minuto nel retroscena della sala Mizar 3 insieme alla sua nuova creatura: l'M2Tech Music Machines Morrison Versatile Music Manager - Iteration I, un nome particolarmente lungo, significativo delle molteplici possibilità che questo oggetto offre all'utilizzatore. Questa elettronica è stata partorita della M2Tech, azienda nata un paio di anni fa soprattutto per offrire servizi di consulenza alle aziende anche in campo audio. Si tratta di una realtà tutta italiana che attualmente collabora con la Absoluta, azienda padovana produttrice di elettroniche dall'estetica molto ricercata ed elegante. La sua decisione di entrare da protagonista nel mercato dell'audio deriva dal desiderio di proporre soluzioni intelligenti e versatili in un settore che sta vivendo un momento di transizione molto importante, da un vecchio concetto di Hi Fi infatti si sta passando ad uno nuovo: non si può negare che le sorti del mercato saranno sempre più influenzate dalla nuova tipologia di fruizione musicale, quella dei files digitali liquidi, in assenza di supporto fisico. Il Morrison Versatile Music Manager, che verrà presentato entro la fine dell'anno, ha la vocazione dello "Streaming Player" cioè un apparecchio provvisto della connettività diretta con la rete, sia cablata che Wi-Fi, in grado quindi di comunicare con tutti i dischi su computer o stand alone come i NAS (Network Attached Storage) presenti sulla rete locale a cui lui è collegato. Il suo compito in questo caso è acquisirne i contenuti musicali e riprodurli decodificandoli in tempo reale. Il cuore del sistema è un DSP (Digital Signal Processor) Blackfin dell'Analog Devices che si occupa di eseguire tutte le elaborazioni e la decodifica audio. Ricordiamo che il DSP è un microprocessore costruito appositamente per effettuare elaborazioni sui segnali audio, interviene nella gestione della comunicazione via rete con le unità periferiche che hanno immagazzinati i contenuti musicali e si occupa del loro processamento, cioè decodifica Mp3, WMA, FLAC e altri tipi di files audio prima della conversione D/A. Successivamente questi dati vengono passati a un DAC di alto livello che rende disponibili i segnali analogici su uscite sia bilanciate che sbilanciate. L'originalità del Morrison, il tratto tecnico che lo distingue dagli altri semplici Streaming Player, consiste nel fatto che oltre ad adempiere a queste funzioni contiene una serie di circuiti aggiuntivi che lo rendono molto più flessibile. Per esempio è dotato di un amplificatore integrato in classe D da 25 watt per canale su 8 ohm e 40 watt su 4 ohm utilizzante dei chip della Texas che gli conferisce il grado di autonomia di un "All in one", tutta la circuitazione è stata ottimizzata con componentistica di alta qualità e accorgimenti atti a migliorare la prestazioni audio quanto più possibile. Presente un convertitore A/D e una serie di ingressi analogici muniti di guadagno variabile che lavora anche in attenuazione, da - 6 dB fino a più 65 dB. Questa funzione è stata messa a disposizione pensando a quegli appassionati che possiedono sorgenti analogiche, in tal modo si da la possibilità di collegare per esempio un giradischi al nostro apparecchio che verrà così usato non come sorgente ma come preamplificatore o come amplificatore integrato grazie al finale di potenza interno. Questi ingressi vengono indirizzati, con un guadagno a scelta, entrando in "Flat" verso il convertitore e, dopo la conversione, tramite il DSP possono subire un'equalizzazione con diverse curve d'intervento come la RIIA, Columbia, Decca. Questo significa che se si possiede una collezione di dischi ci si può collegare al Morrison e ogni singolo disco può essere ascoltato nelle precise condizioni in cui è stato registrato. In pratica se si possiede un Decca dei primi anni '60 questo avrà un'equalizzazione Decca, se si ha un Columbia degli anni '40 questo seguirà la sua specifica curva. L'ascolto sarà ottimale quindi non solo per i dischi "moderni", i quali sono equalizzati (a partire dal 1953) secondo lo standard RIIA, ma anche per quelli vintage che adoperano curve diverse. L'LP potrà, una volta convertito in digitale, essere registrato su un Hard Disk. Sappiano quindi gli "aficionados" dell'analogico prima di prendere le distanze dal Music Machines, che si tratta di un'elettronica da non mettere al rogo ma da considerare come una valida amica e fine ottimizzatrice anche della loro amata collezione di vinili. Si potrebbe altresì definire come un versatilissimo oggetto proiettato verso il futuro (un futuro che è già largamente presente) con un occhio di riguardo verso un glorioso passato, una specie di simpatica e fruttuosa macchina del tempo. Siccome poi non tutti sono interessati ad avere l'amplificatore o gli ingressi analogici, verranno rilasciate quattro versioni (nelle foto vediamo quella più completa) di cui una senza amplificatore, una con l'amplificatore ma senza ingressi analogici e un'altra senza ne l'uno ne gli altri che funziona solo da Streaming Player per i "liquidisti" duri e puri. L'ingegner Manunta mi diceva che si è optato per un'estetica tutto sommato tradizionale in previsione del fatto questo oggetto verrà inserito in impianti tradizionali, personalmente ho trovato molto carini i due inserti in legno sul frontale, uno in basso a sinistra e l'altro in alto a destra del pannello, che ingentiliscono e mitigano la "algida" parvenza Hi Tech conferendo anche un delicato tocco di italianità all'insieme. Il controllo delle varie funzioni può essere effettuato in due modi, i compiti primari sono selezionabili attraverso il pannello frontale, oltre che tramite il controller, mentre le altre funzioni sono complessivamente utilizzabili dal telecomando, di cui l'ingegner Manunta mi ha mostrato un prototipo (visibile in foto) delle dimensioni di un iPhone. L'interfaccia è una "Touch Screen" a icone, quindi di utilizzo facile e istintivo, il controller include anche un microfono per le rilevazioni ambientali, utilizzate per la messa in opera della correzione acustica ambientale (DRC). Un'altra importante utility è quella che corregge i difetti di linearità degli amplificatori in classe D, derivanti dalla loro ben nota sensibilità al carico per cui la risposta in frequenza viene alterata dalla curva d'impedenza dei diffusori. I principali responsabili di questo neo sono il passa basso in uscita necessario per il filtraggio della frequenza portante e la mancanza di un anello di controreazione. La soluzione a questo problema è un'ingegnoso sistema di filtri. Dal momento che l'effetto dell'impedenza è statico, cioè non dipende dal segnale ma solo dalla frequenza, si ha la possibilità di acquisire la risposta con le sue alterazioni conducendo il segnale all'uscita diffusori sulla linea digitale e calcolare il filtro inverso da applicare al segnale stesso allo scopo di linearizzarne la risposta in frequenza. E' intuitivo che laddove la risposta presenta delle esaltazioni il filtro compenserà con delle attenuazioni di pari intensità e viceversa. Questa soluzione rappresenta la classica ciliegina sulla torta, una finezza che davvero non mi aspettavo di trovare su un apparecchio di questo tipo e che conferma, qualora ce ne fosse bisogno, del suo orientamento schiettamente audiophile. Verranno inoltre fornite all'acquirente delle applicazioni da installare su palmari come iPhone, Nokia insieme a un'applicazione e un set di comandi per gestire PC remoti collegati in rete secondo il protocollo Ethernet mediante un controller Home Automation. Verrà infine prodotta una versione per sistemi Home Automation, molto più piccola di questa che abbiamo sott'occhio, per installazioni a parete senza ingressi analogici ma con amplificatore.
Nuovamente... what else?

Alfredo Di Pietro

Dicembre 2009


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