Cerca English (United States)  Italiano (Italia) Deutsch (Deutschland)  Español (España) Čeština (Česká Republika)
martedì 25 luglio 2017 ..:: Lym Audio 1.0T Upgraded Linea ::..   Login
Navigazione Sito

 Lym Audio 1.0T Upgraded Linea Riduci

 

INTRO

La storia dei circuiti integrati che avrebbero dato un piccolo shock al mondo dell'alta fedeltà inizia diciotto anni or sono.

Adya S. Tripathi, indiano della città santa di Varanasi, fondò la Tripath Technology Inc nel 1995, forte della sua esperienza accumulata presso aziende dal nome altisonante: AMD, Hewlett-Packard, IBM, IMP, National Semiconductor e Vitel Communications. In queste grandi realtà occupò posizioni di alta dirigenza manageriale e ingegneristica, accumulando un'esperienza quasi ventennale che mise a frutto nella sua nuova azienda sita a Santa Clara, in California. Nel curriculum professionale dell'ingegner Tripathi c'è il conseguimento della laurea e un Master of Science in Ingegneria Elettrica presso la Benares Hindu University in India. In seguito proseguì il lavoro presso l'Università del Nevada-Reno e l'Università di California-Berkeley, dove ricevette il dottorato di ricerca in Ingegneria Elettronica nel 1984.

La sua fervida attività non trascurò l'insegnamento, esercitato presso l'Università di California- Berkeley Extension. La Tripath Technology riuscì a mettere a punto una tecnologia digitale proprietaria di amplificazione audio denominata 1-bit Delta Sigma che ebbe larga applicazione in prodotti di importanti aziende di elettronica di consumo e informatica come Sony, Aiwa, Hitachi, Blaupunkt e Apple Computer. Di pari passo lavorò intensamente nel settore telecomunicazioni come fornitrice di apparecchiature di comunicazione DSL. Il contributo della Tripath nel campo audio fu quello di migliorare notevolmente le prestazioni degli amplificatori usufruendo della tecnologia digitale, la ricerca condotta in questo ambito diede buoni frutti con oggetti dalle prestazioni sorprendenti per il costo, oltre che molto efficienti e quindi risparmiosi in termini di corrente impiegata.
Dal 2007 purtroppo la Tripath non esiste più, ma i suoi chip continuano a essere sfornati da un buon numero di produttori che hanno riprodotto il componente nella sua originalità.

Uno degli IC di maggior successo della Tripath, da alcuni considerato "il" chip, è il TA2024, la cui epopea vanta oramai una vasta letteratura. Esordì come cuore del primigenio Sonic Impact T-Amp, oggetto minimale e spartano che si proponeva come un autentico ammazzagiganti grazie al suo stellare rapporto qualità prezzo. E' già storia: dai tempi della sua apparizione sul mercato fiumi di caratteri sono stati riversati sui forum audio sulla spinta delle impressioni d'ascolto raccontate dagli appassionati.

Per molti il piccolo chip, all'apparenza innocuo, era un fenomeno di bel suono, nucleo centrale di amplificazioni povere di watt ma dotate di una straordinaria personalità, per altri un giocattolino da usare al massimo per amplificare delle cassettine per PC. Il gran clamore suscitato dalla recensione apparsa su TNT Audio oggi sembra essersi esaurito, a tratti riattizzato da qualche sporadica baruffa tra sostenitori e dei detrattori. Il tempo trascorso, se da un lato ha aiutato a scremare la vicenda T-Amp da certi eccessi di entusiasmo, dall'altro ha portato al riconoscimento di alcuni grandi pregi, delle qualità che erano e rimangono sorprendenti anche se confrontate con quanto offre l'audio senza compromessi.


IL LYM AUDIO 1.0T UPGRADED LINEA



CARATTERISTICHE ELETTRICHE

Alimentazione esterna: 16 Vdc/19 Vdc 2,2 A (minimo). Power Jack 2,5 x 5,5 mm (più centrale)
Alimentazione interna: 13,68 Vdc. Ripple + Noise: 100 uV
Impedenza d'ingresso: 12 KOhm
Sensibilità d'ingresso: 1 Vp @ Pmax (Audiophile Quality Sound)
Banda passante: 10 Hz - 20 KHz
Potenza massima sul carico: 2 x 17 W @ 4 Ohm - 2 x 12,8 W @ 6 Ohm - 2 x 10,4 W @ 8 Ohm.
Valori RMS della potenza rilevati alla frequenza di 1 KHz
Protezioni: Corto circuito (over-current). Termica (over-temperature)
Uscite: Configurazione BTL (Bridge Tied Load)
Ingressi: AUX 1 e AUX 2, entrambi con sensibilità di 1 Vp
Corrente: Max Output Power (4 Ohm): 11,5 Watt/channel a 2,4 A per un ascolto privo di distorsioni
- Zero Output Power (Volume a zero): 140 mA
- Stand-by Power (Amplificatore spento): 9 mA
Note: I valori sopra esposti sono stati rilevati con una tensione di alimentazione esterna di 19 Vdc.
Dimensioni: 192 mm x 139 mm x 61 mm (case + manopola + connettori)
Peso: 550 grammi


DESCRIZIONE E TECNOLOGIA


L'attenzione messa nel confezionare questo piccolo amplificatore si evince anche dall'imballaggio, una scatola di cartone foderata all'interno con della spugna avente la funzione di assorbire i colpi, si spera di lieve entità, che potrebbero verificarsi durante il trasporto. E' un tipo di spugna dall'aspetto molto simile al poliuretano espanso bugnato adoperato come assorbente acustico.

L'involucro esterno del Lym si presenta essenziale ma non privo di una certa eleganza, le sue dimensioni sono di 192 x 139 x 61 mm, inclusa la manopola di accensione/volume e i connettori. Il peso è di 550 grammi. Bello il pannello frontale in alluminio spazzolato, disponibile nelle due finiture Silver o Black (quest'ultima con sovrapprezzo di 10,08 euro), il suo buon spessore (4 mm) conferisce all'insieme un'impronta di solidità che ritroviamo anche nel resto dello chassis. Sul frontale, da sinistra, troviamo due Led: il primo di colore blu "PW" segnala l'accensione mentre il secondo "OL" è arancione e indica l'overload più altri problemi di cui parleremo più avanti. Per accendere l'amplificatore basta dunque ruotare la manopola del volume in senso orario, i led “PW” e “OL” si accenderanno contemporaneamente per circa 1 secondo, dopodiché rimarrà acceso soltanto il "Power", a meno che non ci siano dei problemi in atto. Seguono la manopola di accensione/volume e il selettore a levetta per i due ingressi linea disponibili, indicati in "1" e "2". La manopola di alluminio ha il bordo zigrinato per un miglior grip alla presa, il case poggia su quattro piedini di morbido silicone, nessuna paura quindi di rigare la superficie del mobile su cui verrà posizionato.

Il retro ospita i quattro connettori RCA dei due ingressi linea, il collegamento di massa (GND), i quattro morsetti d'uscita per una coppia di diffusori e il connettore "Power Jack" d'ingresso per l'alimentazione esterna. Gli Speaker Output multifunzione dorati sono di buona fattura, appaiono robusti e agevolano il serraggio di cavo spellato e forcelle grazie alla godronatura del tratto a vite. C'è ovviamente la possibilità di utilizzare i connettori a banana, decisamente più pratici in caso di frequenti "attacca e stacca". A corredo del Lym viene fornito un alimentatore switching completo di cavo di alimentazione e un cavettino di massa terminato da un lato con una piastrina ad anello, per il collegamento sul case, e dall'altro semplicemente spellato.

Io non ho nulla contro i marchi che si affidano all'economia orientale per la produzione dei propri apparecchi, ma vedere scritto sul retro del Lym "Made in Italy" mi ha fatto molto piacere, non fosse altro per il "coraggio" di aver scelto di lavorare in casa, un "modus operandi" oggi considerato quasi controcorrente. L'1.0T Upgraded è è conforme alle direttive comunitarie 2004/108/CE (Direttiva Compatibilità Elettromagnetica), 2006/95/CE (Direttiva Bassa Tensione), 2002/95/CE (Direttiva RHOS) e alle norme armonizzate applicate CEI EN 55103-2:2009 (EMC Immunità), CEI EN 55103-1:2009 (EMC Emissione) e CEI EN 60335-1:2008-07 per la Sicurezza degli Apparecchi Elettrici.

L'alimentatore, fornito "in bundle" con l'acquisto dell'amplificatore, è uno switching da 100-240 Volt ~ 1,5 A, 50-60 Hz con uscita 19 Volt - 3,42 Ampere (65 Watt), del tutto simile a quelli che si adoperano per i PC notebook.

La varesina Lym Audio è un marchio che ha creduto nelle qualità del TA2024, tanto da essersi impegnata in una ricerca tesa a limarne i difetti emersi in altre implementazioni più economiche o, se vogliamo, a massimizzarne le qualità intrinseche. Il direttore tecnico ingegner Antonino Campo, di concerto con Matteo Malguzzi, amministratore unico della Lym, ha messo in atto una serie di migliorie mirate a distillare il meglio possibile dal chip. Una prima lode va fatta per la meticolosità e completezza di informazioni messe a disposizione dell'appassionato sulle tecnologie utilizzate nei suoi prodotti. Sul sito ufficiale si possono leggere vita, morte e miracoli dell'1.0 Upgraded che, è bene dirlo subito, differisce in alcuni punti dalla versione precedente. Si tratta di migliorie già presenti nella versione "Phono" che lo portano in primis ad avere più potenza e dinamica, grazie all'alimentazione a 14 Volt.

Circuito stampato lato superiore

Circuito stampato lato inferiore

Il maggior calore prodotto dal surplus di corrente, nell'Upgraded è efficacemente smaltito dall'ampia superficie di dissipazione metallizzata del circuito stampato. Nuovo è il filtro d'uscita a doppio stadio, che beneficia di induttanze schermate di pregio nel primo stadio. La maggior precisione nell'eliminare la portante ad alta frequenza ha un vantaggio sulla qualità del suono. Il risultato è l'esaltazione dell'accuratezza timbrica già presente nel DNA del TA2024, una dote che è stata ben temperata con un valido bilanciamento tonale, punto critico di diversi T-Amp. Come dicevo, sul portale della Lym Audio c'è una vera e propria esegesi del prodotto in cui gli argomenti sono ordinatamente raccolti per punti d'interesse. Per quanto attiene alla note tecniche, l'abbondanza d'informazioni mi ha aiutato a comporre le tessere del collage recensorio, ma ancora di più ha potuto la squisita disponibilità dell'ingegner Campo a spiegarmi rilevanti particolari tecnici e il setup di misura giusto, senza il quale non avrei potuto ricavare delle acquisizioni attendibili.

Ma diamo un'occhiata più approfondita al Lym. Nel layout circuitale viene messa da parte la tecnologia THT (Through-Hole Technology) in favore della SMD (Surface Mount Device), una scelta dettata dalla perfetta ripetibilità dei risultati e la massima riduzione degli errori umani, consentite dal montaggio esclusivamente automatico Vs il manuale, necessario nella THT. La ridotta lunghezza delle piste di collegamento favorita dall'SMD porta a contenere l'effetto induttivo delle stesse e degli accoppiamenti tra i circuiti adiacenti
Inoltre, i componenti passivi a tecnologia SMT (Surface-Mount Technology) presentano elementi parassiti con valori molto ridotti, dovuti all'assenza di reofori, alle dimensioni molto contenute e alla quasi assenza di parametri reattivi (induttanze e capacità parassite).

Il chip Tripath TA2024C

Il TA2024 in versione "C" costituisce il cuore del Lym Upgraded ed è l'evoluzione dei precedenti TA2024 e TA2024B. Nel "C" è stato eliminato il fastidioso "clik-pop" che si ascoltava all'accensione e spegnimento dell'amplificatore. Migliorata anche l'efficienza, che raggiunge il 90% contro l'88% dei predecessori. Potremmo definirlo il chip d'oro, visto che tanto i piedini quanto la Tab inferiore (Heat Slug), destinata alla dissipazione del calore, sono dorati.

Superfluo ribadire l'importanza dello stadio di alimentazione in un amplificatore, nel nostro risulta particolarmente curata sin dallo stadio iniziale con un regolatore di tensione stabilizzato, posto sull'unica PCB che ingloba tutte le varie sezioni. Il frutto di tanta attenzione è l'eliminazione del ripple e la stabilizzazione della tensione al valore, considerato ottimale, di 13,68 V (contro i 13,2 V dei predecessori).

Il fenomeno del ripple negli alimentatori non è da prendere sotto gamba, è una fonte di rumore che può risalire sino al circuito d'ingresso attraverso quelli di alimentazione e concorrere al degrado del segnale audio. E' stato previsto dal progettista anche un Post-Regolatore lineare stabilizzato che consente il collegamento all'amplificatore di un alimentatore diverso da quello messo a disposizione come opzione. L'utente potrà sceglierne uno di qualsiasi tipo a suo piacimento, lineare o switching, con tensione di uscita variabile tra 17 e 19 V e che sia in grado di erogare una corrente di almeno 2,5 A.

Il Regolatore di tensione

Sempre nella logica dell'ottimizzazione di questa basilare sezione, nel LYM il regolatore interno è direttamente connesso in uscita ai pin di alimentazione del TA2024C tramite delle piste di rame molto larghe e corte. In questo modo le resistenze che si frappongono tra alimentatore e chip diventano molto piccole, con cadute di potenziale praticamente inapprezzabili. L'alimentatore stabilizzato è in grado di accettare tensioni d'ingresso che possono variare di alcuni volt, fermo restando che la minima deve essere non inferiore a 16,5 V. Nell'ipotesi che venga adoperato un alimentatore esterno da 19 V, il circuito di regolazione interno compensa tutte le possibili cadute di tensione cagionate dal ripple, dal cedimento dell'alimentatore esterno su richiesta di forti correnti, eventuali perdite sul cavo di collegamento alimentatore-Lym o anche la perdita che si verifica sulla resistenza di contatto del connettore Power Jack.

Questa solerzia nel ripulire e sostenere l'alimentazione si rivela redditizia in termini di integrità del segnale, con salutari effetti sulla qualità del suono. In fin dei conti è quello che più interessa all'appassionato.
Io ho condotto la prova con l'alimentatore in opzione, senza provarne di altri perché ritengo che questo faccia benissimo il suo dovere. I "puristi" si sentano liberi di sceglierne uno lineare.

In uscita al circuito di alimentazione troviamo un condensatore elettrolitico di alta capacità (10.000 μF). Il generoso dimensionamento di questo componente garantisce una buona riserva di energia a favore dello stadio di potenza in qualsiasi evenienza avversa o quando la richiesta di corrente è notevole e improvvisa (immaginate un forte colpo di cassa sinfonica). Il condensatore supplisce a eventuali intoppi all'alimentazione esterna determinati, per esempio, dalla lunghezza del cavo oppure alla resistenza di contatto del connettore di alimentazione. Nel circuito stampato il montaggio dei vari componenti è privo di collegamenti filati.
E' risaputo che il circuito di alimentazione è quello fisicamente più ponderoso, reclama maggior spazio e una certa distanza dalla sezione di amplificazione, indispensabile per tenere al riparo la circuitazione da nocive interferenze elettromagnetiche e non creare problemi legati alla dissipazione del calore.

La soluzione ottimale sarebbe quella di porre l'alimentatore all'esterno dell'amplificatore, purtroppo questo determina un aumento dei costi di produzione, legati essenzialmente alla costruzione di un secondo telaio.
A protezione del circuito è posto un diodo, cioè un dispositivo che consente il flusso della corrente elettrica in un solo verso, inserito subito dopo il connettore di alimentazione per evitare che si alimenti l'amplificatore con una tensione inversa. Una serigrafia apposta sopra il power jack indica la corretta polarità e il range di tensione ammesso. Va da se che uno stadio di alimentazione così pensato amplia di molto la scelta dell'alimentatore, andrà bene anche un comune alimentatore per PC notebook, di facilissimo reperimento, con tutta probabilità già in possesso dell'utente.

Il filtro passabasso in uscita a 8 induttori

La Lym Audio è nota per aver introdotto nei suoi T-Amp un filtro passa basso in uscita a doppio stadio. Detto filtro è necessario sugli amplificatori in classe D per ricavare l'informazione audio analogica "depurandola" dal segnale PWM (Pulse Width Modulation), che è invece di natura digitale. Non è un'operazione del tutto indolore perché rende spesso le amplificazioni operanti in questa classe sensibili al carico (diffusori), con discostamenti dalla linearità più o meno evidenti a seconda dell'impedenza di carico.

Come vedremo dalle misure, anche il nostro Lym non è esente da questo "peccato originale". L'azienda di Travedona Monate ha scelto quindi di adottare un filtro a doppio stadio (LC+LC), una soluzione più vantaggiosa rispetto allo stadio singolo comunemente adottato perché consente di ridurre con maggior efficacia il rumore ad alta frequenza originato dal segnale PWM. Secondo la Lym si ottengono dei miglioramenti anche sulla THD+N e una ricostruzione estremamente accurata del segnale audio. Per i più curiosi di tecnica, sul sito ufficiale si può leggere un'interessante indagine sul filtro d'uscita, dov'è possibile consultare i rilievi comparativi effettuati sul Lym 1.0T tra le diverse tipologie di filtro.

Una induttanza Wurth

Nello studio l'amplificatore è stato preparato con filtri di vario tipo: a singolo stadio con bobine avvolte in aria, a singolo stadio con bobine avvolte su ferrite schermata e a doppio stadio con bobine avvolte su ferrite schermata (di serie sul Lym 1.0T).
Sul modello oggetto del nostro test, sono state sostituite le quattro bobine del primo stadio con delle eccellenti Wurth, dotate di una maggiore schermatura elettromagnetica.
In queste il nucleo sul quale è avvolto il filo di rame è fatto di Powered Iron Core, una lega speciale che permette di ottenere dei parametri elettrici di altissimo livello (per esempio la bobina entra in saturazione a partire da 30 A!). La migliore schermatura riduce significativamente il flusso disperso che potrebbe interferire con altre unità audio poste nelle vicinanze.

In laboratorio sono state effettuate delle prove comparative di interferenze irradiate provenienti da un ricevitore radio in AM, sintonizzato sulla frequenza di switching tipica del TA2024 (circa 700 kHz). Si è così appurato che con il singolo stadio avvolto in aria l'emissione d'interferenze era molto importante, soprattutto lungo i cavi di collegamento con i diffusori mentre con il filtro a doppio stadio erano estremamente più ridotte e sensibilmente più ridotte con le bobine della Wurth. Per l'1.0 Upgraded la scelta è quindi ricaduta su queste, anche se il loro costo purtroppo non è basso.

La manopola di accensione/volume e i condensatori di disaccoppiamento in ingresso

A differenza di quello presente nella sezione di alimentazione, il condensatore adoperato all'ingresso, subito a valle del circuito di regolazione del volume, è in nobile polipropilene metallizzato ed ha l'indispensabile funzione di disaccoppiare elettricamente la sorgente dal circuito d'ingresso del TA2024C. Si è optato per un componente di elevata qualità allo scopo di minimizzare sia il rumore sia la distorsione armonica, normalmente prodotti dalla presenza del componente passivo.

I Led Power e Overload

Ho molto apprezzato la presenza sul Lym della spia di overload, dispositivo che a mio parere dovrebbe essere messo "d'ufficio" su tutti i T-Amp.
Già incontrato nel NotSoBad, il led "OL" con la sua accensione rivela l'introduzione di distorsioni rilevanti nella riproduzione, dipendenti dall'ampiezza del segnale in uscita in relazione al valore della tensione di alimentazione (come abbiamo detto 13,68 V). Sul sito Lym Audio, che più prodigo d'informazioni non potrebbe essere, apprendiamo che le distorsioni derivano secondariamente dal parametro RDSon dei Mosfet di potenza interni al Chip TA2024C.

Tralasciando la parte più tecnica, quella con le formule per intenderci, il valore della tensione di lavoro del Lym è calibrato per far sì che la potenza elettrica massima che l'amplificatore può dare non venga superata. In pratica, quando il chip viene tirato per il collo e non è più in grado di garantire una dinamica sufficiente, si verifica un taglio sull'ampiezza del segnale audio con l'introduzione di distorsione. Le distorsioni possono essere di entità variabile, alcune subdole e altre francamente udibili, entrambe però degradanti l'ascolto.

Il Selettore dei due ingressi linea

Quando si dispone di una potenza limitata come quella erogata dal nostro Lym, è importantissimo sapere quando si esagera, nella consapevolezza che certe alterazioni del segnale potrebbero esordire in maniera insidiosa. In buona sostanza il Led di overload dà la possibilità all'utente di giocarsi l'ascolto sul filo del rasoio, cioè di sfruttare tutti i watt di cui il chip è capace sino al limite dell'ingresso di componenti distorsive.

Ma non è questa l'unica funzione svolta. L'"OL" segnala un'eventuale cortocircuito sui morsetti degli altoparlanti (in uscita all'amplificatore o in ingresso alle casse). Se putacaso si dovesse verificare un evento del genere, si ha l'immediato ammutolimento dell'amplificatore e l'accensione fissa dell'indicatore OL. L'utente non avrà che da spegnere l'amplificatore, rimuovere la causa del corto circuito e riaccendere. Ce n'è una terza che consiste nel bloccare i rischi conseguenti al surriscaldamento del chip (>150°C); il nostro efficiente guardiano reagisce nello stesso modo, cioè zittendo l'amplificatore, tocca a noi poi spegnere e aspettare che la temperatura scenda sotto i 105°C prima di riaccendere. Il team tecnico comunque ha dichiarato che in laboratorio non si è mai arrivati a tale condizione, ma potrebbe verificarsi nell'uso comune se l'impedenza dei diffusori va al di sotto dei 4 Ω. Riguardo l'efficacia delle protezioni nel TA2024 potete fidarvi, pur facendogliene di tutti i colori non c'è modo di danneggiarlo :-)

Nel Lym l'interruttore di alimentazione (a scatto) è integrato nel potenziometro del volume. In realtà tale interruttore è capace d'interrompere soltanto correnti di piccolo valore e non viene utilizzato per disattivare e attivare l'alimentazione di potenza a 14 V. L'alimentazione, al momento dell'accensione, presenterebbe una forte corrente dovuta alla carica del condensatore da 10000 μF, incompatibile con le caratteristiche elettromeccaniche dell'interruttore. Esso quindi viene adoperato soltanto per fornire al circuito di alimentazione stabilizzata il segnale di Accensione/Spegnimento. La forte corrente di carica al condensatore viene fornita dal transistor di potenza associato all'alimentatore stabilizzato.

Ogni esemplare di 1.0T Upgraded è garantito ben 3 anni.


LE MISURE

L'erogazione del Lym 1.0T Upgraded avviene secondo la modalità BTL (Bridge-Tie Load), una configurazione d'impedenza "bridging" comune alle amplificazioni in classe D, messa in atto su elettroniche soprattutto impiegate in applicazioni audio professionali. Il concetto è questo: i due canali di un amplificatore stereo sono alimentati dallo stesso segnale audio monofonico e fanno capo a un singolo canale di pilotaggio. Uno dei due aziona il secondo a fase invertita e guadagno unitario, in tal modo il secondo agisce come amplificatore di corrente con tensione invertente. Il carico (diffusore) è collegato tra le due uscite dell'amplificatore e mette a ponte i due morsetti di uscita. Con questa soluzione una cassa acustica, per esempio da 8 Ohm, può essere collegata in modo sicuro a un amplificatore a ponte capace di pilotare 4 Ohm per canale.

Ma quali sono i vantaggi del BTL? E' presto detto: il raddoppio della tensione di uscita, fornita per metà dal primo amplificatore e per metà dal secondo, porta teoricamente la potenza a quadruplicare, secondo la formula: Watt=Volt^2/Impedenza. Sottolineo "teoricamente" poiché in realtà bisogna fare i conti con le capacità e limiti di erogazione di corrente dell'alimentatore. Il pilotaggio a ponte tra due segnali di opposta polarità elettrica fa si che ogni amplificatore veda solo metà impedenza elettrica del carico.

Il Dummy Load & Differential Front End

La BTL mi ha procurato qualche "mal di testa" in sede di misure. Disponendo infatti di una strumentazione SE (Single Ended), cioè unipolare con riferimento a massa, si creavano con il Lym dei conflitti elettrici che conducevano a risultati del tutto inattendibili, come tassi di distorsione altissimi e risposte in frequenza del tutto instabili. La soluzione al "busillis" mi è venuta dal gentilissimo ingegner Campo, il quale mi ha dapprima suggerito un approccio semplicistico alla configurazione, rivelatosi anche questo troppo approssimativo e piuttosto fallace, e poi mi ha fornito dello strumento più adatto alla bisogna: un Instrumentation Amplifier fornito di stadio differenziale in ingresso, integrante un carico fittizio e partitore di tensione variabile con attenuazione selezionabile tra -20 e -40 dB, indispensabile per ottenere finalmente valori attendibili e non decretare la morte della mia scheda audio per eccesso di volt in ingresso. Per inciso, l'approccio semplicistico era connettere il carico fittizio all'ampli e collegare la strumentazione tra uno dei due morsetti dell'ampli e la massa attraverso un adeguato partitore ad impedenza sufficientemente alta da non sbilanciare l'uscita BTL.


SETUP

Dummy Load & Differential Front End Lym Audio
Scheda Audio E-MU Pre Tracker USB 2.0
Multimetro digitale PCE UT-61E

Il guadagno massimo del Lym è stato calcolato mandando all'ingresso una sinusoide di 1000 Hz-0,553 Volt, tramite il generatore di segnali di Arta.
All'uscita, con il mio multimetro True RMS a banda larga (45 - 10000 Hz) ho riscontrato una tensione di 5,869 Volt.
Il guadagno è quindi di 20,516 dB (guadagno in tensione 10,613).


RISPOSTA IN FREQUENZA 8/4 Ohm

La risposta in frequenza rilevata sui due carichi "standard" di 8 e 4 Ohm rivela una caratteristica distintiva dei T-Amp e, più in generale, di molti amplificatori operanti in classe D. Parlo della ben nota sensibilità al carico che porta la gamma medio-alta a variare in modo più o meno evidente a seconda dell'impedenza di carico (diffusori). Su 8 Ohm la strada è in leggera salita già a partire da 3 kHz circa, un fenomeno che diventa più evidente superati i 10 kHz per raggiungere il picco massimo di esaltazione a 26000 Hz, già però fuori dalla banda audio, dove c'è una differenza di 2,455 dB rispetto ai 1000 Hz. Considerato il fatto che la massima frequenza udibile dall'uomo è circa 20000 Hz, il ragionamento va ridimensionato entro quel limite. Si tratta di un approccio più realistico che "sdrammatizza" i riscontri: lo scostamento dalla porzione lineare di emissione è di soli 0,69 dB a 10000 Hz, che salgono a 2,11 dB al limite dei 20 kHz.
La situazione si capovolge se il carico diventa 4 Ohm. Qui apprezziamo un calo progressivo a partire dalla stessa frequenza (3 kHz), che porta i 10.000 Hz a -0,2 dB mentre i 20.000 Hz sono attenuati rispetto a 1000 Hz di quasi 1 dB, 0,968 per la precisione.

Le acquisizioni della THD/THD+N e Intermodulazione con doppio tono sono state effettuate su tre livelli di tensione: 2.83 V (1 Watt su 8 Ohm), 6,928 V (6 Watt su 8 Ohm) e nella situazione limite di 8,944 Volt, che su un carico di 8 Ohm corrispondono a 10 Watt. Tutti i grafici sono presentati su scala di frequenze logaritmica e lineare, forse è un modo un po' farraginoso di procedere ma la modalità lineare illustra meglio ciò che accade in alta frequenza mentre la logaritmica offre un colpo d'occhio più efficace del quadro complessivo.

Le misure di THD/THD+N con tono test sinusoidale di 1000 Hz confermano sostanzialmente i valori dichiarati nel Datasheet del TA 2024C, a riprova che le misure sono state portate a termine correttamente.

A 1 Watt di potenza leggiamo uno 0,036% di THD e 0,039% di THD+N, valori confortanti che ritroviamo praticamente immutati anche nelle misure condotte a tensioni più elevate. Meno favorevole la IMD con doppio tono di prova a 13 e 14 kHz, attestatasi sullo 0,48%, con un ampio contributo delle componenti di terzo ordine (DFD3 a 0,45%) rispetto a quelle di secondo (DFD2 0,011%). La conferma di un andamento meno favorevole sulle alte frequenze, riscontrato anche nelle misure di Distorsione vs Frequenza, viene dal doppio tono a 19/20 kHz dove si raggiungono valori più elevati: 0,94% con le componenti di terzo ordine ancora superiori a quelle di seconda (DFD3 allo 0,89% e DFD2 molto bassa, allo 0,0093%).
Più fausti i risultati nella SMPTE IMD con doppio tono 250 e 8000 Hz, una misura dove il dislivello tra le due frequenze test è notevole. Il Lym si difende bene esibendo uno 0,22%, ancora con i componenti di secondo ordine più contenuti rispetto a quelli di terzo: MD2 0,072% contro MD3 0,20%.

La potenza erogata su 8 Ohm ora sale a 6 watt, valore da molti considerato limite per il piccolo chip. La THD rimane inchiodata sullo 0,034%, immutata la THD+N con il medesimo 0,039% riscontrato a 1 watt. Nella IMD a 13/14 kHz si verifica invece un incremento, invero molto contenuto, che porta il dato percentuale allo 0,55, in gran parte costituito dalla DFD3 (0,50%) mentre la DFD2 risulta molto più bassa (0,0024%). Nella IMD innescata dal doppio tono superiore, 19/20 kHz, mi sarei aspettato valori ancora maggiori e invece da questa arriva una bella sorpresa con l'accertamento di un valore dello 0,91%, addirittura inferiore alla rilevazione con 1 Watt in uscita. E' da notare la bassissima quota della DFD2, appena dello 0,0015%. Buono il valore della SMPTE IMD (doppio tono 250-8000 Hz), dello 0,29%. Si tratta di un valore vicinissimo a quanto rilevato con 1 Watt di potenza erogata sul carico.

Viste le premesse di un'alimentazione curata in modo certosino, volta a spremere dal chip il massimo possibile della potenza, ho voluto avventurarmi su valori di tensione "esagerati". Se la Lym Audio si è posta come obiettivo la produzione del miglior T-Amp sul mercato, non poteva di certo trascurare questa fondamentale sezione, come io non ho potuto esimermi dallo spingere il piccoletto in zone sul ciglio delle proprie capacità. Mi sono fermato solo dopo aver letto sul mio multimetro il valore di 8,944 volt RMS in uscita, che collimano con 10 Watt su carico di 8 Ohm. E' stato un vero piacere constatare come anche in queste condizioni la THD e la THD+N siano allineate su valori ancora discreti, rispettivamente dello 0,45% e 0,93 %, con tono sinusoidale a 1000 Hz. Il rapporto segnale rumore si mantiene molto buono sino ai 1000-2000 Hz poi subisce un deciso incremento, a 9 kHz il tappeto di rumore sale a -96 dB, a fronte di una magnitudo del segnale test di -8,1 dB. La IMD (13/14 kHz) è ancora contenuta sull'1,01%, molto meno benevola appare la IMD con doppio tono a 19/20 kHz, che raggiunge il 4,59%, segno inequivocabile dell'approssimarsi al limite del piccolo Lym. Dello 0,58% è la SMPTE IMD, con il solito terzo ordine (MD3 0,2%) che sopravanza di parecchio il secondo (MD2 0,046%).

Il software Steps mi ha consentito d'indagare il comportamento del Lym Upgraded per quanto riguarda i tassi di distorsione (THD - Seconda - Terza armonica) sull'intera banda audio e non solamente a 1 kHz, anche se l'IMD lasciava sospettare un comportamento meno lineare alle frequenze medio-alte.
A 1 Watt la terza armonica parte bassissima: -97,87 dB (0,001 percentuali) manifestando un trend in costante salita alle frequenze superiori. A 1000 Hz raggiunge lo 0,025% per poi aumentare sino al limite dei 10 kHz (0,62%) e rimane praticamente stabile sino all'estremo dei 20 kHz, dove leggiamo ancora uno 0,62% (-44,09 dB). La Seconda invece ha un comportamento direi esemplare, quasi del tutto indipendente dalla frequenza e "piantata" sullo 0,02 circa sino a oltre i 10000 Hz, frequenza oltre la quale manifesta una lievissima quanto insignificante salita: 0,033% a 20 kHz.
La THD si mostra essenzialmente composta dalla terza armonica dai 1000 Hz in su, mentre al di sotto di questo limite si ha un'inversione di tendenza che porta la seconda a prevalere sulla terza.

 

Le acquisizione condotte a 6 Watt mostrano una terza armonica che cambia pochissimo. Dallo 0,001% si passa allo 0,002 a 20 Hz, a 1000 Hz è pressoché immutata (0,025%) mentre 10.000 Hz manifesta una moderata crescita, dallo 0,62% all'1,33%. La forbice si allarga ulteriormente all'estremo dei 20.515 Hz, dove a 6 Watt si legge il 2,60% contro lo 0,64% rilevato a 1 Watt. La seconda, già molto contenuta al wattaggio inferiore, a 6 Watt subisce un ulteriore calo che la porta a decrescere a 20 Hz dallo 0,01% a un sorprendente 0,006%. Parimenti rilevante lo "sprofondamento" a 1000 Hz: dallo 0,01% allo 0,003%. A 20000 Hz, infine, i valori sono dello 0,03% a 1 Watt e lo 0,04% a 6 Watt.

Il chip Tripath TA2024C non tradisce la sua natura da stato solido con dei valori molto bassi di THD sino a 10 Watt, seguiti dalla tipica brusca impennata oltre tale limite. La Lym Audio dimostra di aver sapientemente sfruttato sino all'ultima goccia la potenza che il chip è in grado di erogare.


EST MODUS IN REBUS.
L'ASCOLTO


IMPIANTO

Amplificatore integrato Trends Audio TA 10.2
Amplificatore integrato Fenice 20 MKT II SG
Finale di potenza EAM Lab PA 2150 (volume regolato via software)
Giradischi Pro-Ject Debut 2 SE con testina Denon DL 160
Personal Computer HP G62 con player JRiver Version 18
M2Tech hiFace DAC 384/32
Scheda audio E-MU Creative Pre Tracker Pre USB 2.0
Diffusori Canton LE 109
Diffusori Dynavoice Definition DF 6
Cavi di segnale Fluxus 2*70 S
Cavi di potenza Fluxus LTZ 900
Cavi di alimentazione Fluxus "Alimentami"

A volte immagino cosa sarebbe un T-Amp come il Lym se non avesse la restrizione dei pochi watt a disposizione. La musica non avrebbe più steccati, comprese le grandi masse orchestrali alla Mahler per intenderci, fermo restando che è possibile capovolgere parzialmente questo punto di vista con dei diffusori "giusti". Questa piccola ennesima meraviglia basata sul chip TA2024 s'impone sin dal primo ascolto, "Sir John Langton his Pavan" dal cofanetto "Complete Lute Works Vol. 3 di John Dowland", proponendomi un liuto e orpharion assolutamente deliziosi, finemente cesellati come dalle mani di un abile orafo. Le note sgorgano pulite, scoccano veloci dalle sapienti dita di Paul O' Dette.

Si capisce di primo acchito che questo 1.0T è nato sotto una buona stella, frutto di un progetto che è molto più di una semplice rivisitazione in salsa Tripath come ce ne sono a bizzeffe sul mercato. Il pianoforte di Alexandre Tharaud nell'album François Couperin - Tic,Toc, Choc et autres pièces de clavecin segue con brillante disinvoltura dei percorsi sonori di chiarezza cristallina, nessun accenno a smussare il carattere percussivo dello strumento, grande lucidità di accenti anche nelle situazioni più intricate. E' una qualità riconosciuta pure dai detrattori del TA2024, i quali spesso usano il termine neanche tanto velatamente dispregiativo di "eccessiva chirurgicità", come a voler imputargli un eccesso di fredda affilatezza. Qualcuno si spinge a dire che invece di disegnare armoniosamente taglia i contorni con il cutter, avete presente quelle fotografie analogiche in bianco e nero scattate con pellicole a grana fine e bassa sensibilità? Io le usavo negli anni '70 80' con la mia vecchia Yashica Mat 124 G e davvero i volti ripresi da distanza ravvicinata avevano un che d'iperreale con il loro "eccesso" di dettaglio.

Ma il nostro Lym, con la sua accuratezza fuori dal comune, è in grado di ricostruire ogni minimo dettaglio con la massima fedeltà e questo, se permettete, lo considero un bene, non un male. "Fast City", sesta traccia dell'album Night Passage dei Weather Report non manca mai di trasportarmi come per magia in una dimensione enigmatica, in questo caso il complesso tessuto ritmico-armonico sfodera un'appagante ricchezza. Disporre di una potente lente d'ingrandimento aiuta a trovare il bandolo della matassa di una musicalità non solo abbozzata, ma pienamente riconoscibile tanto nel singolo strumento o voce quanto nell'insieme. L'amalgama si fa valere perché fortemente voluta da quattro straordinari musicisti, non perché i contorni individuali sono artatamente velati di nebbia o di un calore artificiale che poco si addice a questo gruppo. Si potrebbe obiettare che alla musicalità non giovi una capacità d'analisi così spinta, io penso invece che il nostro Lym non presti il fianco a critiche in questo senso, prendendo le distanze da certe interpretazioni del TA2024 che, lo riconosco, mostrano la tendenza a diventare appuntite e a tratti anche un po' segaligne.

Nel misterioso movimento Nachtmusik (II): Andante amoroso della settima sinfonia di Gustav Mahler il trattamento puntillistico dell'orchestra si rivela un autentico invito a nozze per il Lym, complice la buona registrazione della Deutsche Grammophone. Qui l'1.0T gioca sul suo terreno preferito, capace di una perfetta focalizzazione tridimensionale, in un brano dalla concezione quasi cameristica ogni intervento strumentale vive nel suo bozzolo espressivo con rara intensità. La sorprendente scansione dei piani sonori, uno degli indiscussi punti di forza del chip, agevola l'individualismo sonoro, ne marca i contorni con grande precisione. Messo da parte l'economicissimo Fenice 20 MKT II SG, non potevo invece esimermi dal confrontarlo con il Trends Audio TA 10.2: il Lym 1.0T Upgraded esce vincitore con un buon margine nel bilanciamento timbrico, più rigoroso, dove il pur valido Trends ha qualche peccatuccio da farsi perdonare. Dove nel Trends il mediobasso è talvolta non controllatissimo al confronto, il nostro produce sulle mie Dynavoice dei bassi più calibrati e un senso di maggior definizione generale.

Mi soffermo su momenti musicali più malinconici, come la struggente raccolta liederistica "Viaggio d'inverno" (Winterreise) di Franz Schubert, interpretata dal tenore Peter Schreier e un accompagnatore d'eccezione al pianoforte: András Schiff. Si segnala come uno degli ascolti più belli e raffinati nell'ambito di una serie di sedute durate un mesetto buono. Si sa che sulle voci, soprattutto le femminili, il TA2024 ha pochi rivali, i toni sono intensi, luminosi, valorizzati da una riproduzione che più tersa e trasparente non si potrebbe desiderare. Non solo, il Lym dimostra di essere interessato anche alla vitalità dei guizzi vocali grazie a una dinamica fulminea, evitando ogni monotono appiattimento dimostra di saper gestire con grande oculatezza la poca potenza a disposizione.
Miroslav Vitous con il suo "Universal Syncopations II" rappresenta l'ennesimo tassello di un mosaico d'ascolti rivelatosi molto piacevole. Otto brani che traghettano in un clima improvvisativo di stampo davisiano, dall'incedere episodico, dove l'abilità dei musicisti fa la differenza creando un clima tra il teso e il rarefatto, costellato da improvvisi lampi di luce. Gli strumenti si stagliano netti su uno sfondo livido, le percussioni in particolare sono caratterizzate da buon punch e profondità. Il Lym le interpreta in maniera pulita e veloce, chi cerca la raffinatezza al di là dell'impatto non rimarrà deluso, chi invece desidera la "botta" in grado di sommuovere le interiora dovrà rivolgersi altrove.

E' doveroso a questo punto evidenziare un parametro che è stato felicemente ottimizzato nel Lym, parlo del bilanciamento tonale, risultato leggermente migliore di quello conseguito dal Trends Audio e decisamente più favorevole del risparmiosissimo Fenice 20. Mai la riproduzione musicale ha sofferto di sbilanciamenti o assottigliamenti tipici di altre implementazioni meno curate, il corpo del suono c'è, la cosiddetta zona del calore non lascia a desiderare, basta ascoltare le sei suites per violoncello solo BWV 1007-1012 di J.S. Bach in una buona registrazione (Archiv), interpretate dal grande Pierre Fournier, per rendersene immediatamente conto. La natura lignea dello strumento nella porzione medio-bassa è resa con soddisfacente pastosità, ricca di richiami armonici e ben delineata nel suo generoso carattere.

Entro il limite dei 10 Watt su 8 Ohm è capace di fare cose egregie. Dalle Canton LE 109 (89 dB/w/m) sarebbe ingiusto pretendere pressioni da concerto, con il Lym si genera un suono di eccezionale chiarezza ma limitato tanto nella dinamica quanto nella SPL massima. Un po' di più possiamo ottenere dalle Dynavoice Definition DF-6 (91 dB/w/m reali), con le quali si raggiungono nel mio ambiente, una sala di 6X4 metri, delle pressioni soddisfacenti. La raccomandazione per chi voglia ottenere il massimo è scegliere diffusori di buon lignaggio e notevole sensibilità. Non è mia intenzione fare pubblicità
al marchio americano Klipsch, ma scegliendo un paio di torri snelle da pavimento, come per esempio le F-30 della serie Synergy (97,5 dB/w/m), la potenza del Lym sarà anche troppa e molto difficilmente vedrete accendersi il led di Overload. Prendetelo come un buon consiglio per sbizzarrirvi con l'Heavy Metal oppure con i tremendi salti dinamici dell'ottava sinfonia di Mahler, poi magari chiamate qualche amico e stupitelo con quello che i 10 "miseri" Watt del Lym 1.0T sono in grado di fare.


CONCLUSIONI

Possiamo considerare questo Lym 1.0T Upgraded come il tassello mancante nel panorama già piuttosto affollato dei piccoli classe D basati sul TA2024? Dopo averlo ascoltato, studiato e misurato nel corso di un periodo di tempo decisamente lungo (circa quattro mesi) la mia risposta al quesito non può che essere affermativa. Siamo di fronte a un oggetto che brilla per l'intelligente ingegnerizzazione, per la qualità della componentistica adoperata e per il chip montato, un TA2024 nella più evoluta versione "C". La Lym Audio in più, ha dotato il suo amplificatore di un'utilissima spia che avverte dell'approssimarsi del limite, curato l'alimentazione in maniera certosina e, grazie ai 14 Volt, ha fornito più "birra" per gli ascolti. La comparazione con il Trends Audio chiude il cerchio su un'implementazione che considero tra le migliori sul mercato, probabilmente a pari merito con il Notsobad, che però mi risulta non venga più prodotto.
Le indicazioni per l'uso sono le solite, dotarsi cioè di diffusori piuttosto sensibili, almeno 90 - 91 dB/w/m "reali" (non fidatevi troppo dei dati dichiarati...), che non scendano troppo nel modulo d'impedenza e non presentino rotazioni di fase esagerate: Il TA2024, è risaputo, mal sopporta i bassi carichi. Con l'ambiente giusto, una normale stanza d'appartamento di dimensioni medio-piccole, il Lym sarà in grado di esprimersi alla grande, con un'accuratezza sorprendente e un buon bilanciamento timbrico, cosa quest'ultima non semplicissima a ottenersi sui T-Amp. 

E' possibile acquistare il Lym 1.0T Line Upgraded (alimentatore incluso) presso il negozio online sul sito ufficiale alla cifra di 292.40 € (incluso 22 % I.V.A.).

Alfredo Di Pietro

Novembre 2013


 Stampa   
Copyright (c) 2000-2006   Condizioni d'Uso  Dichiarazione per la Privacy
DotNetNuke® is copyright 2002-2017 by DotNetNuke Corporation