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 King Sound M-20/KS-H-03/KS-H-04 Riduci


 

INTRO

 



Nel diversificato mondo dell'audio, come elemento finale della catena riproduttiva, oltre ai diffusori distinguiamo una seconda opzione, costituita da due grandi categorie di dispositivi: gli auricolari e le cuffie. I primi vanno collocati nella conca del padiglione auricolare (Earbuds), meglio se muniti di supporto padigliare, o direttamente all'interno del condotto uditivo esterno tramite delle coperture in silicone, i cosiddetti "In ear". Le cuffie invece, esaminate dal punto di vista della tecnologia implementata, possono essere di due tipi fondamentali, le magnetodinamiche e le elettrostatiche (come le King Sound). La loro "vestibilità" può essere sovraurale (On ear), con i cuscinetti che poggiano sul padiglione auricolare, e circumaurale, in cui l'orecchio è completamente coperto e circondato, poggiando questi sulla testa. Entrambe le categorie di dispositivi possono essere cablate o senza fili. Devono aver pensato bene nell'azienda cinese con sede a Hong Kong di gettare un guanto di sfida all'Olimpo delle cuffie, rappresentato dai modelli elettrostatici. Nell'ambito di questi si muovono noti e prestigiosi marchi quali Stax, Koss, per non parlare della stellare abbinata Sennheiser HE 1/Orpheus (amplificatore e cuffia), una specie di Ferrari nell'ambito. Nata nel 2002 come produttrice di diffusori ESL, la King's Audio Limited in realtà si è interessata alle cuffie solo a partire dal 2012. Storica ammiraglia è stata la KS-H1, modello che ai tempi suscitò un certo scalpore per le sue qualità sonore. Un'aspirazione nata e non più abbandonata, oggi concretizzata in un catalogo che mette a disposizione del cliente tre modelli di cuffia, la H-02, H-03 e H-04, e altrettanti di amplificatori dedicati, l'M-03, M-10 e M-20. Forte quindi dell'esperienza accumulata in tanti anni sui trasduttori elettrostatici, il noto marchio a un bel momento ha deciso di far sentire la sua voce anche nel campo delle cuffie.


TRASDUZIONE ELETTROSTATICA
L'ISOLA CHE NON C'È?


Nell'immaginario audiofilo questa tecnologia coincide con il "non plus ultra" dell'accuratezza e della raffinatezza. Ben noti sono i suoi vantaggi, uno dei principali rappresentato dalla bassissima massa in movimento, generalmente un sottilissimo foglio di Mylar metallizzato ed elettricamente polarizzato, unita a una superfice attiva di emissione molto estesa. Disporre di una corpo leggerissimo significa avere un'inerzia altrettanto bassa, con il risultato che la membrana vibrante sarà molto rapida nel mettersi in movimento come nel fermarsi, in ogni caso estremamente reattiva nel rispondere ai transienti. In termini pratici grande sarà la sua velocità e, proprio per questo, ricchissimo di dettaglio il suono che scaturirà. Un'altra prerogativa è la forza, uniformemente distribuita sull'intera superficie, che muove la membrana elastica poiché ogni sua zona presenta la stessa densità di carica. L'energia motrice è quindi direttamente proporzionale alle dimensioni della superficie vibrante, creando così un rapporto massa/potenza particolarmente equilibrato. La sua notevole estensione ha a sua volta un duplice beneficio (ma anche la controindicazione di un angolo di dispersione parecchio ristretto) rispetto a una sorgente puntiforme, che consiste nel lavorare con piccole escursioni e muoversi a bassa velocità, a tutto vantaggio della distorsione, che risulta molto bassa.

Al marchio di Simon Lai è piaciuto abbracciare questa tecnica prima nella produzione di sistemi d'altoparlanti e poi nelle cuffie. Come avveniva nelle Queen II, provate nel novembre 2015 su queste pagine, la struttura è costituita da un diaframma ultrasottile a film conduttivo, polarizzato elettricamente con una corrente continua, ben teso e posizionato vicino a due griglie metalliche, dette armature o statori. Il segnale audio viene portato ad alta tensione e applicato alle griglie, di conseguenza il diaframma si muove in quanto sottoposto al campo elettrico alternato così creato, attratto dallo statore che in quel momento ha una polarità opposta alla sua e respinto da quello che ha uguale carica. Sulle due armature c'è ovviamente un segnale opposto, vale a dire ruotato di 180°.


AMPLIFICATORE PER CUFFIA KING SOUND M-20

 



SPECIFICHE TECNICHE DICHIARATE

Potenza d'uscita: 10, 5 Watt x 2
Risposta in frequenza: 10 Hz - 20 kHz +/- 1,5 dB
Voltaggio d'uscita: 300 Volt (RAMS)
Distorsione armonica: uguale o inferiore all'1%
Rapporto Segnale/Rumore: uguale o superiore a 90 dB
Impedenza d'ingresso: 100 kOhm
Impedenza d'uscita: 30 kOhm
Tensione d'alimentazione: AC100V ~ 120V/50~60 Hz     AC220V ~ 240V/50~60 Hz
Dimensioni (Lunghezza - Larghezza - Altezza): 400x120x150 mm
Peso: 5,1 kg

 



Chiariamo subito un dettaglio per l'utilizzatore: L'M-20 è un amplificatore proprietario, espressamente dedicato ai modelli della King Sound (H-02, H-03 e H-04) e non utilizzabile con nessun'altra cuffia. Nella gerarchia della produzione si posiziona al top di gamma, seguito dall'M-10 e dall'M-03. Si tratta di un'elettronica valvolare con circuitazione OTL (Output Transformer Less), senza cioè trasformatori d'uscita. È dotato di un design essenziale, quasi spartano, che nulla concede alla filosofia estetica individuata negli anni '80 da Daniel Caimi e da lui definita tutta "maniglioni e lucine". L'esemplare concessomi era in finitura nera, con i pannelli frontale e posteriore in alluminio finemente sabbiato, mentre quello dei fianchetti era spazzolato. Essenziale non significa privo di eleganza, anzi... l'M-20 sprigiona tutto il suo fascino, soprattutto se mettiamo allo scoperto le valvole. È comunque una condizione possibilmente da evitare, soprattutto se si aggirano nelle vicinanze bambini o animali domestici. La mia gattina Polly, per esempio, ha subito adocchiato la luce arancione delle valvole, balzando sul tavolo. Non sarebbe stato piacevole per lei poggiare la zampina sul vetro a 80° C. La griglia nera di protezione è posizionabile/rimuovibile tramite degli incastri, non sempre agevolissimi da imbroccare, inoltre il limitatissimo spazio intercorrente tra questa e lo chassis (anteriormente e posteriormente) non rende particolarmente facile toglierla.

 



L'anteriore dell'M-20 presenta nella metà superiore il logo del marchio e nome del modello, nella seconda troviamo la manopola del volume con accanto il connettore d'uscita pentapolare per il collegamento della cuffia. Sul retro troviamo un singolo set di prese d'ingresso sbilanciate placcate in oro (RCA), l'interruttore di accensione/spegnimento a bilanciere, che s'illumina di rosso quando l'apparecchio entra in tensione, e la classica vaschetta IEC per il collegamento del cavo di alimentazione, dotata di fusibile. Al di sotto degli RCA è stampigliato il numero di serie dell'apparecchio. Il setup di tubi termoionici montati è costituito da sette unità: due doppi triodi preamplificatori ECC803 S della J.J. Electronic, quattro pentodi finali 6P15 di costruzione cinese e un pentodo di potenza 6P6P J della Shuguang. Come vengono utilizzate queste valvole? La prima metà dell'ECC803 S è il driver e la seconda provvede all'inversione di fase, le due 6P15 di ogni canale sono dedicate al pilotaggio delle armature, positiva e negativa, mentre la 6P6P J ha la funzione di stabilizzare la tensione. Spero sia gradito qualche rapido cenno da parte mia su questi tubi. La JJ Electronics ECC803 S (equivalente ECC83/12AX7), ha nove piedini, abbisogna quindi di zoccolo Noval. Dichiarata "Non microfonic" dall'azienda produttrice, è una delle valvole più usate in campo audio.

 



Appartiene a una vasta famiglia di doppi triodi che condividono la stessa piedinatura, tra cui in particolare il doppio triodo a basso mu (mu = guadagno massimo in tensione) 12AU7 (ECC82) e il doppio triodo ad alto mu 12AX7 (ECC83). La 6P15 (EL84) è una valvola termoionica del tipo pentodo di potenza, originariamente adoperata nelle radio ma oggi di largo utilizzo negli stadi di uscita degli amplificatori audio, più comunemente negli amplificatori per chitarra. La grossa Shuguang 6P6P J, infine, è una versione cinese della 6V6GT, tetrodo di potenza a fascio. La prima di questa famiglia di valvole a essere introdotta sul mercato fu la 6V6G della Ken-Rad Tube & Lamp Corporation, alla fine del 1936. È ancora attualmente in uso in applicazioni audio, in particolare amplificatori per chitarra elettrica. Il periodo di riscaldamento, a dispetto delle previsioni, mi è parso abbastanza breve: già dopo alcuni minuti (non più di una diecina) l'M-20 mi sembrava in grado di dare il meglio di sé.


KS-H-03


SPECIFICHE TECNICHE DICHIARATE

Risposta in frequenza: 6 Hz - 46 kHz
Capacità elettrostatica: 140 pF
Impedenza:113 kOhm (a 10 kHz)
Sensibilità: 109 dB (a 100 Vrms)
Massimo livello sonoro in uscita: 116 dB
Voltaggio standard di Bias: 550 Vdc
Peso: 0,46 kg


KS-H-04


SPECIFICHE TECNICHE DICHIARATE

Risposta in frequenza: 6 Hz - 42 kHz
Capacità elettrostatica: 139 pF
Impedenza:115 kOhm (a 10 kHz)
Sensibilità: 106 dB (a 100 Vrms)
Massimo livello sonoro in uscita: 116 dB
Voltaggio standard di Bias: 550 Vdc
Peso: 0,3 kg
Un cavo da un metro incluso nella dotazione (2,5 m opzionale)

 



Avendo due cuffie tra le mani, sono certamente incuriosito dal loro universo sonoro, ma ancor prima di scandagliare le differenze soniche, sono quelle costruttive e funzionali a interessarmi. Il peso innanzitutto, un po' maggiore nella H-03, 0,46 kg, a fronte degli 0,3 kg netti della H-04. Una differenza tutto sommato contenuta e che diventa irrilevante nel momento d'indossarle. Posso dirlo con la massima certezza, queste King Sound sono le cuffie con il più alto livello di comfort che mi sia capitato di provare. La sensazione è di quasi non averle sulla testa, anche dopo molte ore di ascolto. Ma cosa concorre a renderle tali? Sicuramente la loro tipologia, circumaurale, per cui nessuna pressione viene esercitata direttamente sui padiglioni auricolari, ma anche quella sul capo è veramente esigua. I cuscinetti auricolari sono sofficissimi, rivestiti in pelle sintetica proteica, materiale che ricopre anche l'archetto autoregolabile. Inoltre, la configurazione semi-aperta aiuta la naturale ventilazione, anche d'estate le nostre orecchie non soffriranno il caldo e non suderanno, nemmeno per lunghissimi periodi d'uso. Le King Sound sembrano non voler stupire il fortunato utente con l'uso di materiali particolarmente sofisticati, in qualità di oggetti di grande sostanza, sono robuste, di gradevole aspetto ma soprattutto funzionali.

 


Accennavo prima alle differenze costruttive. In entrambe il cavo di collegamento con l'amplificatore ha una configurazione a cinque pin. Molto confortevole (ed efficace) la fascia in pelle autoregolabile, che si adatta immediatamente a ogni dimensione della testa. Sostanzialmente simili nei due modelli anche gli "ear pad", con l'indicazione dei canali su ognuno, anche se quelli della H-03 sono di dimensioni maggiori. Il guscio che guarda verso l'esterno è in alluminio finemente forato, ornato con un bordo rosso nelle H-03 e di color oro nelle H-04. Tale accorgimento determina la semi-apertura e influisce sull'accordo acustico, essendo per loro natura i trasduttori ESL dipolari. Nella H-03 il cavo non è rimuovibile, lo è invece nella H-04, fornito in dotazione nella lunghezza di un metro (2,5 m opzionale). Si tratta di un conduttore a tre poli nella terminazione che va inserita lato cuffia. Da ribadire, a scanso di equivoci, che il sistema King Sound ampli-cuffia è chiuso, questo significa che entrambe le cuffie ricevute per il test (ma anche le H-02) sono state progettate per l'esclusivo utilizzo con l'amplificatore M-20 e gli altri due della gamma. Altra differenza, questa rilevante, è l'orientamento dei padiglioni, possibile solo per un angolo molto piccolo nelle H-03 e molto più ampio invece nelle H-04.

 

 



In queste la rotazione può arrivare sino a 90°, a differenza quindi delle sorelle minori possono essere riposte nella "dust bag", che l'azienda fornisce come accessorio. Sempre per le ammiraglie H-04, è disponibile in via opzionale un supporto appositamente progettato. Nello scarno manuale utente, che come tutti va letto preventivamente, si dice come sia assolutamente normale avvertire dei leggeri sibili o vibrazioni con le cuffie elettrostatiche quando si accende o spegne l'amplificatore. Non fatevi prendere dal panico, non si sta bruciando nulla e non vedrete a un certo punto l'M-20 saltare per aria. A parte gli scherzi, ciò è dovuto al fatto che il driver si sta caricando o scaricando. Il fenomeno scomparirà spontaneamente dopo 15 minuti di riscaldamento. È altrettanto del tutto normale sentire un sibilo occasionale e del ronzio, anche questo fenomeno svanirà naturalmente dopo aver lasciato le cuffie in un posto asciutto e ventilato per un po' di tempo. Pure avvertire dei piccoli scoppiettii quando si riproduce musica ad alto volume, magari dalla notevole dinamica e con bassi particolarmente potenti, non deve allarmare l'utente. In questo caso è successo che i diaframmi si sono spostati oltre l'escursione consentita, toccando pertanto i punti di smorzamento. È un mondo a parte quello elettrostatico e questi piccoli accorgimenti non vanno trascurati. Nelle mie sedute d'ascolto non ho avvertito, se non molto sporadicamente, il fondo corsa, comunque avvenuto solo quando esageravo con il volume.

 




A SAURCEFUL OF SECRETS
L'ASCOLTO



L'IMPIANTO

PC Lenovo G50
Preamplificatore/DAC M2Tech Young MKIII
Scheda Audio EMU Creative Professional Pre Tracker USB 2.0
CD Player Rotel RCD 1070
Giradischi Pro-Ject Debut II SE con testina Denon DL 160
Preamplificatore Phono Grandinote Celio
Cablaggio di segnale Kimber Hero

Mi è costato molto dispiacere separarmi dal King Sound M-20, dalla KS-H-03 e KS-H-04 dopo il periodo di prova. Non prendete questa mia dichiarazione come un espediente recensorio perché è la pura verità. Per chi assapora le qualità di cuffie come queste, la loro inesauribile ricchezza, è davvero difficile tornare indietro poiché rappresentano una sorta di punto di non ritorno. Ma il gentilissimo Dario Dragoni della Import Audio, che ringrazio per aver reso possibile questa recensione, è stato molto generoso raddoppiando il tempo di permanenza degli oggetti nella mia sala d'ascolto: due mesi invece di uno è un bel periodo, non sufficiente però a ripassare sotto le orecchie la mia vasta discoteca. Lo avrei voluto perché ascoltare delle registrazioni, che m'illudevo di conoscere perfettamente o quasi, con loro si è rivelata un'esperienza straordinaria. È stato un po' come scoperchiare uno scrigno di cui non si conosceva l'esatto contenuto. Così, dischi o file ascoltati decine e decine di volte hanno mostrato un volto nuovo, dai contorni definiti con accecante lucidità. Per fortuna, rispetto ai diffusori ESL queste cuffie non soffrono di alcun effetto "laser", annullando d'emblée una delle maggiori limitazioni di questa tecnologia. È risaputo che i pannelli ESL soffrono di un'elevata direttività, per cui basta spostarsi anche di poco dallo "sweet spot" per avvertire non solo una diminuzione del livello ma anche di focalizzazione del suono.

In buona sintesi, l'inconfondibile esperienza che si può sviluppare con una tale cuffia si risolve nell'immacolatezza, nell'assoluta integrità d'informazione del messaggio musicale. Un esempio per tutti è l'ascolto delle bachiane Variazioni Goldberg BWV 988 nell'interpretazione di Glenn Gould (registrazione 1981), dove affiorano dei dettagli mai prima d'ora venuti alla luce. Il picchiettare ovattato dei martelletti sulle corde del pianoforte, il tipico canticchiare del pianista canadese, il libero viaggiare delle risonanze bronzee erano tutti elementi distintamente percepibili e che rappresentano un modo per avvicinarsi in maniera più sostanziale alla realtà di una registrazione. Trasparenza, distorsione straordinariamente bassa e un'eccellente risoluzione dinamica rendono particolarmente vive le voci maschili e femminili, riprodotte con la medesima autenticità. Quella insieme angelica e graffiante di Stevie Nicks in "Dreams" si scioglie in un bellissimo gioco di chiaroscuri, che diventano ancora più corrosivi in "Piece of my heart", cantata dalla grande Janis Joplin. I trasalimenti dinamici mettono allo scoperto un cosmo di rabbiosa interiorità. Sembra avere un'intera orchestra in gola Janis, percepibile in ogni più recondita vibrazione. Ma non sono mai sfacciati questi capolavori di elettroacustica King Sound. Ho letto diverse recensioni in rete, non mi trova d'accordo chi definisce i medi come punto di forza delle KS-H-03 e KS-H-04. Io ho trovato la gamma centrale senz'altro eccellente, al pari però della bassa e della alta.

Forse chi lo afferma fa un riferimento, nemmeno troppo velato, alle frequenze basse? Se è questo che volete sapere, non ho trovato note dolenti in questo specifico range, anzi... il comportamento delle King Sound si è mantenuto anche qui eccellente per estensione (sino agli infrasuoni), pulizia e articolazione, con una valutazione sul mio personalissimo cartellino che vede in vantaggio la H-04. Il basso più generoso delle H-03 è certamente coinvolgente ma, secondo me, disturba un po' mettendo in lieve ombra le incredibili capacità di dettaglio fine, che emergono meglio nelle H-04. Anche il "punch" è discreto e non fa rimpiangere troppo le cuffie dinamiche, più forzute da questo punto di vista, a meno che non vogliate sfondarvi i timpani con l'Heavy Metal o il Techno più fracassone. Godibilissimo è l'album Anthology di Jaco Pastorius, con un basso dalla stoffa sopraffina, veloce, intelligibilissimo, terso e molto, molto profondo. Estensione confermata nell'ascolto dei tre CD di J.S. Bach Organ Concertos, Sonatas and Toccatas di Konstantin Volostnov, dove le note di pedale hanno una reale e grandiosa profondità. Questa registrazione mi da il destro per scoprire anche altre qualità, come la "texture" mai fangosa dei vari registri, sempre aerei e cristallini. Grazie a un livello di trasparenza praticamente impareggiabile, viene in ogni occasione assicurato un alto godimento musicale, portato all'acme anche dal superbo bilanciamento tonale.

Lute Music For Alchemists traghetta verso una spiritualità pura, suscita sensazioni eteree agevolate dalla straordinaria purezza di timbro. Il complesso barocco Freiburger in G.P. Telemann - The Complete Tafelmusik sorprende per la resa della scena tridimensionale, per ampiezza, profondità ma soprattutto per l'ariosità, di livello davvero superiore e di rarissimo riscontro in termini così elevati nelle cuffie. Le King Sound non ingenerano mai quel senso di "sparato sulle orecchie" che in altri sistemi, pur di alto livello, è dato incontrare. Il risultato è una piacevolissima sensazione di estrema libertà, totale svincolamento fisico dalla sorgente. Ho ascoltato dei modelli dinamici in cui l'accuratezza era ottima, diciamo che le più evolute se la possono giocare quasi alla pari con le ESL, tuttavia nessuna mi ha dato la sensazione di una tale apertura, di aria tra gli strumenti e voci, di emancipazione dai limiti fisici che loro invece hanno saputo regalarmi. Non so se sia una idea felice, in sistemi di tale coerenza, analizzare separatamente le tre principali gamme di frequenza, mi espongo tuttavia di buon grado al rischio di critiche. In conclusione: molto estesa la gamma bassa, si presenta con un punch discreto ma non è propriamente devastante, ammesso che ciò possa interessare l'utente, è soprattutto perfettamente armonizzata con la media e la alta. Gli acuti sono magnificamente rifiniti, sempre realistici e dalla grana inesistente.

Non riesco a immaginare nulla di meno metallico e artificiale, sovrana, come già detto, l'ariosità. Decisamente espressiva e non invadente la media, anch'essa lontana da quell'impressione, che non infrequentemente si riceve dalle cuffie, di "spinto" quasi forzatamente sui timpani. In questo senso le King Sound sono delle cuffie "aristocratiche", dai modi particolarmente gentili e assolutamente non coattive. Alla stessa stregua l'imaging è scolpito ma dai contorni genuini, per nulla artefatto. Totalmente assenti i fenomeni di congestione sonora, anche nei momenti in cui il messaggio musicale offre una grande complessità. Autorevole è la voce di Fabrizio De Andrè nell'album "Anime Salve". Un "middle ground" di fenomenale raffinatezza che tiene le fila del discorso musicale e si fa impalpabile "trait d'union" tra le estreme è altresì riscontrabile nel Jazz del Bob Mintzer Quartet, CD "Quality Time". Una specie di riassunto delle speciali qualità che offrono le nostre, supportate da un egregio amplificatore dedicato. Schegge di suono raccolte in un coacervo di emozioni.

È tempo di elettrostatiche, è tempo di QUALITÁ!


Alfredo Di Pietro

Luglio 2018


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