Buscar English (United States)  Italiano (Italia) Deutsch (Deutschland)  Español (España) Čeština (Česká Republika)
lunes, 23 de octubre de 2017 ..:: Evento Audibilia-Lazzari 22-23/04/2017 ::..   Entrar
Navegación del Sitio

 Evento Audibilia-Lazzari 22-23/04/2017 Minimizar

 

 

 

A Love Supreme (Tribute)

Caratteristiche tecniche:

- 5 vie, 6 altoparlanti
- 2 woofer da 30 cm
- 2 mid-woofer da 20 cm con magnete in neodimio e doppio anello di demodulazione
- Driver proprietario da 1 pollice totalmente decompresso, corpo non risonante in gomma e bronzo LG2, membrana in ceramica
- Supertweeter con magnete in AlNiCo, corpo in grafite HD, tromba in bronzo LG2
- Unità driver-supertweeter in grafite HD
- Crossover digitale dedicato, quadriamplificato

 

La locandina dell'evento Audibilia-Lazzari parlava chiaro: negli stessi giorni del Milano Hi-Fidelity primaverile si svolgeva, presso la showroom di Via Cavalcanti 4, la dimostrazione del sistema di altoparlanti "A Love Supreme (Tribute)" e del sistema digitale "Microsolco Hi-Res". Non credo che nelle intenzioni di Gianluca Fantato ci fosse quella di lanciare un guanto di sfida al "sciur" Stefano Zaini, quanto un invito, trovandosi in zona, a conoscere queste nuove interessanti creazioni. D'altronde lui stesso ed Eugenio Lazzari sono stati spesso presenti in qualità di espositori al Milano Hi-End, poi Milano Hi-Fidelity. Risale ormai a un anno fa la mia visita al salotto audiofilo di Lazzari e Fantato, resa in occasione della sua inaugurazione. Conoscevo già queste due realtà riunitesi in sodalizio per averle non di rado incontrate nelle mostre del settore, ma una presa di contatto più ravvicinata mi ha messo di fronte a degli operatori, autentici appassionati, in qualche modo legati a una fascinosissima "zeitgeist" del passato. Portatori di scelte tecniche orientate al "vintage", cosa che però non si risolve in un mera "operazione nostalgia" ma da quegli assiomi estrae un validissimo succo. Ed è stata proprio la simbiosi tra vecchio e nuovo, scelta come faro di riferimento, ad aver immediatamente calamitato la mia attenzione. Eugenio Lazzari e Gianluca Fantato hanno avuto il merito di aver reinterpretato, riproponendolo in chiave moderna, il "sex appeal" di un'Hi Fi che qualcuno aveva data per morta e sepolta, ma che in realtà oggi emerge in tutte le sue enormi potenzialità, nobilitata e "contaminata" dall'attuale livello tecnologico.

 



Vale la pena, prima di entrare nel pezzo, ricordare a chi mi legge che sono stati tra i primi in Italia a ricondurre, dopo anni di latitanza, il concetto dell'alta efficienza nei diffusori e quello della potenza non elevata (ma di altissima qualità) nelle amplificazioni, sia a valvole che a transistor. Un percorso riconosciuto come l'unico battibile con successo se l'obiettivo primario è una riproduzione fedele e integra. La "fulminazione" avvenuta venticinque anni or sono è ancora viva e vegeta, non avendo mai smesso di essere la loro bussola per orientarsi nel complesso mondo della riproduzione audio. Io e Gianluca ci sediamo comodi, davanti a un buon caffè discutiamo della sua ultima, ambiziosa creatura: il sistema "A Love Supreme (Tribute)", un concentrato della filosofia elettroacustica cui si è sempre ispirato nelle sue realizzazioni più importanti. Non si può negare che nella serie "Tribute" il riferimento agli anni '50 '60 non ha attinenza soltanto con l'ambito tecnico ma anche con quello squisitamente musicale. La citazione di grandi personaggi e dischi jazz di quegli anni tradisce la sua passione per questo periodo e genere musicale. Così, come il precedente "Satchmo Swinging" è un tributo all'immenso Louis Armstrong, questo "A Love Supreme" lo è per l'altrettanto grande John Coltrane con il suo celeberrimo album del 1964. Ci troviamo allora di fronte a un sistema di altoparlanti modulare ad alta efficienza, cinque vie/sei altoparlanti, quadriamplificato con elettroniche in classe D (il supertweeter è in parallelo al midrange, dotato di un proprio filtro bilanciato: resistore-condensatore).

 



Ogni via è perciò pilotata dal proprio amplificatore con DSP. Gianluca utilizza la configurazione bilanciata nel filtro divisorio un po' dappertutto, la sua lunga esperienza gli suggerisce che funziona molto meglio della configurazione sbilanciata. Come si attua questa tecnica? Semplicemente usando lo stesso circuito su entrambi i rami (positivo e negativo), raddoppiando però il valore del condensatore che si sarebbe messo nello sbilanciato. In questo modo lui ha notato che migliora parecchio la risposta all'impulso. Pur essendo abbastanza grande, questo sistema nasce per sonorizzare ambienti domestici, anche di elevata cubatura; è l'unico, dice con una punta d'orgoglio il nostro progettista, che implementa quello che a suo tempo Renato Giussani aveva chiamato DSR (Distributed Spectrum Radiation - Emissione a Spettro Distribuito), in questo caso orizzontale. ll passato, il buon passato rispunta nel discorso portato avanti dall'Audibilia, assume delle tinte malinconiche nel ricordo di un grande elettroacustico dell'Hi Fi nostrana. Gianluca Fantato tiene a sottolineare che "A Love Supreme" crea un'area d'ascolto piuttosto stabile all'interno dei due diffusori, non esiste quindi uno stringente "Sweet Spot" poiché viene utilizzata una tromba con un indice di direttività di 12 dB. Aiuta molto poi la disposizione degli altoparlanti, liberamente posizionabili proprio perché ispirati a principi di modularità. In particolare il midrange basso, quello che s'incrocia con la tromba, è disposto all'interno, dimodochè chi non siede in corrispondenza del punto centrale, può, grazie all'orientamento dell'altoparlante, guadagnare 12 dB nel livello di emissione, valore coincidente con l'indice di direttività della tromba.

 



Va da sé che in questo modo non si creano scompensi nella delicata zona d'incrocio. Il risultato è di trovarsi al cospetto di un fronte sonoro indubbiamente ampio, ma soprattutto stabile al variare della propria posizione nell'ambito dell'area d'ascolto, delimitata appunto dai due diffusori. Così l'immagine risulterà ferma, non afflitta da indesiderati spostamenti. Tuttavia questo non è l'unico vantaggio del nostro diffusore, un altro è individuabile nella multiamplificazione. Per inciso, ricordiamo che questo, come tutti i sistemi della serie Tribute, viene montato e tarato direttamente a casa del cliente e nell'ambiente destinato ad accoglierlo da Gianluca Fantato in persona. Viene inoltre personalizzato con la propria firma autografa su targa in ottone e garantito a vita. Non è un privilegio da poco che sia il progettista stesso, una persona cioè che conosce il sistema come le sue tasche, a occuparsi di operazioni che, se fatte in modo approssimativo se non errato, potrebbero seriamente compromettere la sua resa. Più precisamente, si mette a punto un'equalizzazione che risolverà tutti i problemi ambientali e di posizionamento, cosa possibile solo con l'utilizzo del DSP (Digital Sound Processor). Parliamo in buona sostanza di un processore dedicato e ottimizzato per eseguire in maniera estremamente efficiente sequenze di istruzioni ricorrenti nell'elaborazione di segnali digitali. Questo consente, per esempio, di realizzare un'accurata messa in fase del sistema con l'uso dei "Delay", cosa praticamente impossibili (o estremamente difficile) da attuare in via passiva.

 



L'uso dei filtri digitali FIR (Finite Impulse Response) nel crossover evita tra l'altro critiche rotazioni di fase, essendo, a differenza degli IIR (Infinite Impulse Response), a fase lineare. Mente e fisico: il progettista Audibilia ha condotto anche un serio studio sui materiali, lui stesso ha progettato il driver proprietario da un pollice. Per questo eccellente componente ha fatto realizzare una cupola in ceramica, pensato un corpo in gomma e fondello in pregiato bronzo LG2. L'apertura posteriore assicura la decompressione di un driver che ha un flusso magnetico di ben 22.000 Gauss. La tromba invece è in polvere di marmo ricostituita, per avere un pressoché totale abbattimento delle risonanze interne, montata su un supporto in grafite HD, materiale anche questo antirisonante per eccellenza. La gamma è completata in alto da un supertweeter, anch'esso in bronzo LG2 (per quanto riguarda la tromba) mentre il corpo è interamente in grafite HD, il magnete in AlNiCo. Ci troviamo quindi in presenza di driver estremamente raffinati e che promettono elevatissime prestazioni. I due altoparlanti da 30 cm che riproducono la regione di frequenze più bassa, sino a 50 Hz, sono caricati a dipolo, un altro woofer, caricato invece in Bass Reflex distribuito, s'incarica di riprodurre il range di frequenze che va da 50 Hz a 250 Hz. Il midrange basso, quello che guarda verso l'interno, copre il range 50 - 1500 Hz e va a incrociarsi con il medio a tromba (1500 - 18.000 Hz). Oltre i 18.000 Hz interviene infine il supertweeter.

 



Particolare la configurazione del subwoofer, con i due altoparlanti montati in "Push-Pull" e funzionanti in cassa aperta, un tipo di dipolo diverso dal solito, a emissione supercardioide, dove la parte posteriore del mobile che li accoglie è tutta riempita di assorbente acustico. L'emissione posteriore risulta perciò molto ridotta, per una configurazione che non soffre dei problemi classici del dipolo. In questo diffusore si è voluta ottenere una risposta in potenza costante più che in frequenza, nel senso che la tromba è un'adattatore d'impedenza esatto sino a 1500 Hz, poi il testimone passa un woofer da 20 cm che a quella frequenza ha lo stesso indice di direttività, assicurando così un comportamento omogeneo. Anche l'energia emessa in ambiente rimane quindi costante al variare della frequenza. Con i trasduttori a cono o aumenti notevolmente l'escursione (e di pari passo però anche la distorsione) oppure incrementi la superficie di emissione. Nel "A Love Supreme" si è voluta seguire la seconda strada, ecco perché sotto i 250 Hz e fino ai 50, è come possedere un solo woofer da 28 cm in quanto le emissioni dei due coni da 20 cm si sovrappongono. Si tratta di trasduttori di produzione industriale, modificati da Gianluca, molto veloci, con una membrana in carta leggerissima e magnete in Neodimio. Una serie di fotografie, poste in rassegna a mo' di cantastorie, documenta le fasi di costruzione del diffusore.

 



Per la costruzione del cabinet è stato usato del multistrato di betulla finlandese, dotato di un particolare sistema di rinforzi interni con un plinto in legno di faggio di 2 x 6 cm, incastrato in sede e non solo appoggiato, su cui sono imperniate due barre in acciaio inox filettate da 10, una spinge posteriormente sul magnete dell'altoparlante e l'altra lo collega alle due pareti laterali. Tutti e quattro i pannelli scaricano in un unico nucleo. Nelle foto è stata immortalata anche la fabbricazione della tromba in polvere di marmo e resina, un materiale molto duro e rigido simile al Corian. Lo scopo perseguito è stato quello di ottenere un corpo assolutamente non risonante, plasmabile nella forma desiderata. La sensibilità di questi diffusori si aggira intorno ai 96 dB/2,83V/m però, essendo multiamplificati, non si tratta di un dato determinante. Gianluca sta lavorando anche a una loro versione passiva, essendo già predisposte per questo tipo di utilizzo, il problema è che così vanno persi i notevoli vantaggi dati dal DSP e dai filtri digitali. Altra bella novità è il secondo protagonista dell'evento: per consentire l'inserimento di un giradischi analogico in un siffatto impianto, è stato progettato e prodotto il "Microsolco Hi-Res", un sistema con ingresso analogico e RIAA digitale, ingressi digitali USB, S/PDIF e ottico, crossover 4 vie, DSP e 4 amplificatori PWM "True Digital". Una soluzione che, a detta di Gianluca Fantato, funziona molto bene, tanto che alla fine della due giorni di dimostrazione, un cliente che veniva da fuori gli ha chiesto di portarselo via.

 

 

Usil

Caratteristiche tecniche:

- Altoparlante frontale: Fullrange monomembrana da 14 cm, cono in polpa di cellulosa essiccata a freddo, sospensione in seta trattata
- 2 altoparlanti laterali da 13 cm
- Risposta in frequenza: 40 - 18.000 Hz
- Impedenza: 6 Ohm, con variazioni di fase trascurabili
- Dimensioni: 25 x 100 x 35 cm (LxAxP)
- Peso: 35 kg


Indubitabilmente l'equalizzazione RIAA rappresenta un collo di bottiglia nell'impianto, una serie di resistori e condensatori messi sul segnale della testina, parliamo di millivolt o frazioni, che non risultano proprio "indolori" sull'esile segnale. Se però questa rete viene realizzata in digitale si ottengono dei grandi vantaggi in termini di dinamica. Un altro principio di cui si è tenuto conto nello sviluppo di questo sistema è l'effetto Haas, detto anche "di precedenza". Se ci si sposta di qualche millisecondo il livello sonoro percepito è molto diverso (i famosi 12 dB dell'indice di direttività della tromba), questo è il lasso temporale da tenere in conto se ci allontaniamo di circa un metro e mezzo dallo "Sweet Spot", da un lato o dall'altro. Volendo fare dei conti precisi, 1,5 metri corrispondono a 4,36 millisecondi.
Uno studio sul diffusore è stato fatto anche in relazione alle curve isofoniche di Fletcher & Munson. Come detto, nei sistemi Audibilia vengono impiegati trasduttori a cono dalle membrane leggere, quelli adoperati per il subwoofer montano sospensioni esterne in gomma per agevolare una maggior escursione, mentre negli altri casi vengono preferite le sospensioni in tela. Fondamentale è il doppio anello di demodulazione, quello di Faraday e quello alla base della piastra polare, utili a ridurre la distorsione d'intermodulazione. Un altro particolare costruttivo degno di nota riguarda il mobile, il quale ospita la sezione subwoofer, al quale è stato applicato un blocco di calcestruzzo precompresso, attaccato alla struttura in legno con l'interposizione di uno strato di neoprene spesso 4 mm.

 



Questo con la sua massa agisce da freno, riuscendo a smorzare tutte le vibrazioni a bassa frequenza della struttura. La concezione modulare del sistema consente due diverse disposizioni dei componenti, una sviluppata in orizzontale (la vediamo nelle foto) e l'altra in verticale, dove i due moduli del medio sono sovrapposti e sopra di essi è posta la tromba, mentre il subwoofer può essere messo lateralmente. È previsto l'utilizzo di una tela parapolvere che copre i due altoparlanti da 30 cm del subwoofer; la finitura, infine, può essere in legno o in tutti i colori che si desiderano, effetto opaco. Una coppia di "A Love Supreme" viene venduta completa di un Lazzari Crossover Multivia Stereo, operante secondo il protocollo I2S. Nella visita alla showroom, vengo attirato anche da un "impiantino" collaterale al principale (hai visto mai che mi sfugga qualcosa...), composto dal giradischi Systemdeck IIX900, Conrad Johnson PW2, amplificatore a valvole autocostruito, Lazzari DAC 3 192kHz/24Bit e lettore Blu-ray Samsung BD-P1500. A fianco del mobile portaelettroniche campeggiavano due torri snelle da pavimento piuttosto eleganti, le "Usil", altra elettroacustica tirata fuori dal cilindro magico del progettista, un sistema espressamente concepito per esprimersi al meglio nei normali ambienti domestici. Previsto per un posizionamento ottimale a 60-80 cm dalle pareti adiacenti, implementa una compensazione ambientale nell'emissione delle basse e bassissime frequenze (al di sotto dei 40 Hz) che va a completare inferiormente l'emissione del largabanda, un Technics EAS-14 NOS.

 



La rifinitura in alto era invece assicurata da un bel supertweeter. Non banale anche in questo caso il mobile, costruito con caratteristiche fisiche differenziate e l'utilizzo di specifici assorbenti acustici che vanno a esaltare, a detta della casa, le prestazioni in gamma medio-alta del "Fullrange" di produzione giapponese. Non mi soffermo più di tanto nel descrivervi le impressioni d'ascolto che ho ricevuto da questo sistema, anche perché sentito dopo lo straordinario "A Love Supreme (Tribute)", di fronte al quale potrebbero tranquillamente capitolare altri e più impegnativi diffusori. Il largabanda fa bene il suo dovere, ha un suono preciso e incisivo, molto piacevole sinché non lo si sollecita troppo. Oltre un certo limite, purtroppo non elevatissimo, inizia a farsi sentire una certa fatica d'ascolto e qualche spigolosità. Molto buona l'estensione in basso e discreta la dinamica. Spero di potermi occupare più approfonditamente dell'Usil in un'eventuale prossima recensione.


A LOVE SUPREME (TRIBUTE)
L'ASCOLTO

Mi accingo all'ascolto di questo sistema carico di aspettative, anche se tranquillo e rilassato dopo la bella chiacchierata con Gianluca. Concentriamo la nostra attenzione sulla stupenda incisione "Belafonte at Carnegie Hall", un doppio album dal vivo di Harry Belafonte, pubblicato nel 1959 su etichetta RCA. Molto noto nell'ambiente audiofilo per le sue qualità musicali e tecniche, certamente uno dei live meglio registrati di quegli anni. Rimango subito colpito dalla grande matericità della gamma medio-bassa, estremamente corposa, palpitante e dotata di grande musicalità. Emerge da quest'incisione un approccio eminentemente monitor, in cui non siamo noi a dover rincorrere un'immagine sonora che, al contrario, ci viene generosamente incontro. Si può dire davvero tutto il bene possibile del medio-basso esibito da questo sistema: pieno, rotondo, generoso e musicale. L'ascolto è ricco di colori, acceso dalle forti tinte che affiorano dalla "texture" olografica, un validissimo antidoto contro la piattezza dinamica e la monocromaticità di certi sistemi. Una prestazione potente ma che manca del tutto di quell'aggressività tipica dei diffusori che vogliono fare la voce grossa, andando inesorabilmente oltre le loro possibilità. Pugno di ferro in guanto di velluto, frase ad effetto sin troppo abusata nel gergo recensorio ma che qui assume una valenza del tutto veritiera.

In questo sistema Audibilia si apprezza la corrispondenza tra le soluzioni tecniche adottate e i risultati ottenuti. Mentre ascolto la mente va al ragionamento fatto sull'indice di direttività e alla stabilità del palcoscenico tridimensionale. Provo a spostarmi sul divano ma non avverto nessuno scompenso, tutto rimane solidamente residenziale al muro di suono creato tra i due diffusori. Nel raccontare come suona un sistema non si dovrebbero "settorializzare" le sensazioni in base alle principali gamme di frequenze (bassi, medi e alti), ma piuttosto parlare di un suono unitariamente percepito. Eppure non posso tacere sulle virtù individuali delle varie vie, la straordinaria velocità delle frequenze più basse e l'assoluta assenza in queste della sensazione di avere a che fare con un qualcosa di "risonante". Rapidità, trasparenza e libertà di emissione sono le sensazioni che l'unità subwoofer regala, insieme all'impressione di un'ottima discesa sino alle frequenze più profonde. Ma non si pensi a una prestazione monolitica, che punta al corpo e all'impatto piuttosto che alla raffinatezza. Basta concentrarsi sulla resa del medioalto per rendersi immediatamente conto di essere al cospetto di un "non plus ultra". Se le gamme inferiori convincono, la medio-alta sbalordisce per accuratezza timbrica, per la totale assenza di ogni angolosità o aggressività e per le capacità dinamiche, come di valore assoluto è l'attitudine a mettere naturalmente in risalto le nuance più sottili, sorgenti permettendo. La musica si nutre di queste qualità, acquistando uno sbalzo plastico e una vivezza senza pari ed è questo in fondo che la rende emozionante.

Un suono freddo e stereotipato appare quanto mai lontano dall'indole di questo diffusore, che colpisce invece per la qualità contraria,  percorso com'è da una vena di sanguigna pulsione muscolare. E ritengo sia perfettamente inutile a questo punto rimarcare le sue doti di grinta e tenuta in potenza, l'abilità a esprimere alti livelli di pressione sonora senza minimamente scomporsi o mostrare la corda. Chi decide di sposare questi diffusori dimenticherà, anche in ambienti domestici non piccoli, che cos'è la compressione dinamica né eventuali defaillance di dettaglio. Ottime notizie provengono dal fronte sonoro, ma questo si sarà già ampiamente capito. Questi sistemi tendono a privilegiare l'ampiezza più che la profondità della scena oppure mettono a nudo in maniera impietosa le caratteristiche di una registrazione. Su questo però non sono completamente sicuro, per esserlo avrei dovuto ascoltare molte più cose e questo lo spazio di un pur piacevolissimo pomeriggio d'ascolti non può consentirlo. Ho la netta impressione che le "A Love Supreme" non cerchino la coerenza formale a tutti costi, nonostante l'emissione sonora sia sostanzialmente equilibrata e ben distribuita nell'ambiente, quanto quell'emozionalità "tra la carne e il cielo". Vale a dire tra un registro medio basso carnale, a tratti giunonico e l'assoluta trasparenza, l'etereo nitore della medio-alta. Chi sia il vincitore di questa lotta tra dionisiaco e apollineo non è dato saperlo, ma posso dire con certezza di aver ascoltato in quest'occasione uno dei sistemi più emozionanti che nella mia non breve carriera audiofila abbia ascoltato.


Ad majora Gianluca!


Alfredo Di Pietro

Agosto 2017


 Imprimir   
Copyright (c) 2000-2006   Términos de Uso  Declaración de Privacidad
DotNetNuke® is copyright 2002-2017 by DotNetNuke Corporation