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lunedì 27 maggio 2019 ..:: Dimostrazione Pylon Audio Diamond 30 ::..   Login
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 MGP Audio presenta le nuove Pylon Diamond 30 all'Hi Fi Club di Milano Riduci


Potrebbe lasciare perplessi il fatto che un autorevole recensore e audiofilo di lungo corso abbia deciso di passare dall'altra parte della barricata. Da raffinato "sommelier" a operatore il passo non è proprio breve e si contano pochi, pochissimi esempi in tal senso. Una scelta certamente coraggiosa se si mettono in conto le incognite commerciali, il fatto che non sia automaticamente assicurato il successo di vendite e anche la preoccupazione di aver centrato un marchio valido, in grado di "perforare" il mercato. Nel caso di Angelo Jasparro, se i primi due fattori possono essere fondati, il terzo non presenta alcuna incertezza, dato il suo retroterra di ascolti e l'assidua frequentazione nel tempo d'impianti Hi End. Quarant'anni di esperienza d'ascolto, trentacinque di conoscenza del commercio, anche se in altro ambito, e quindici anni di recensioni su riviste cartacee e on-line possono certamente bastare a crearsi un eccellente "pedigree". Angelo è uno che ci sente, e bene, se ha deciso quindi d'importare nel nostro paese, nonostante il sovraffollamento di prodotti esistenti, il marchio di diffusori polacco Pylon Audio sapeva certamente quel che faceva. Con buon tempismo ha fiutato gli umori del mercato e la tendenza degli appassionati a interessarsi sempre più di oggetti non costosi, ma non per questo deludenti nelle prestazioni. Fondata nel 2011 e situata a Jarocin, quest'azienda, che opera in uno stabilimento dalla superficie di oltre 3000 mq, produce sistemi di altoparlanti, rack audio, accessori audio, mobili per diffusori (molto rinomati) e anche altoparlanti.

Per comprenderne il successo, basti citare i sempre più numerosi riconoscimenti che sta avendo sui mercati di tutto il mondo (Europa, Nord America e Asia), le lusinghiere recensioni e i premi assegnati dalla stampa internazionale. Da tempo la sua produzione di elettroacustiche desta in me il più vivo interesse, non solo perché stuzzicato da una precisa curiosità: capire come mai una persona votata da sempre all'Hi End abbia accolto sotto le sue ali un marchio il cui modello più costoso supera di poco i 3.500 euro la coppia, ma perché io stesso sono un audiofilo per forza di cose orientato verso quella fascia dell'alta fedeltà definita "affordable". Così ho saputo che il brand polacco ha in catalogo una gamma di modelli tutti contraddistinti dall'ottimo rapporto qualità prezzo, oggetti molto convenienti che si fanno ammirare e rispettare per le buone prestazioni. È un po' quello che è avvenuto qualche mese fa con la mia presa di contatto con un altro marchio, guarda caso anche questo polacco, la Fezz Audio, di cui ho recensito il piccolo ma validissimo amplificatore valvolare Alpha Lupi. Ciò che sorprende della Pylon Audio non è soltanto l'enorme varietà di finiture/colori a disposizione del cliente, ma anche il numero di modelli a catalogo, ben quindici, divisi tra le gamme Pearl, Opal, Diamond, i due modelli Sapphire 31 e Ruby 25, con al vertice il top di gamma Emerald 25. Non mancano quelli dedicati all'Home Theater: due centrali (Diamond e Sapphire) e il satellite Sapphire.

 



Immaginate a questo punto quale possa essere stata la mia contentezza nel sapere che il giorno 15 e 16 dicembre si sarebbe organizzata una prova d'ascolto, guidata proprio da Angelo Jasparro, dove veniva presentavo il nuovo diffusore Pylon Diamond 30, un'elegante torre snella dalle interessanti caratteristiche tecniche, perfettamente rifinita ed equipaggiata da una pregevole componentistica. Teatro della dimostrazione sarebbe stato l'Hi Fi Club, prestigioso negozio milanese ricco di storia, rimasto in piedi insieme con altri pochissimi sopravvissuti dopo la progressiva decimazione che ha ridotto i quarantasei degli anni '80 ai tre o quattro di oggi. Sul valore che ha un negozio come questo, in cui ci si sente immediatamente a proprio agio, tra amici, subito dopo aver varcato la soglia, parleremo in separata sede. Lo merita senz'altro. Carico quindi di aspettative, in un pungente ma limpido pomeriggio decembrino mi reco nella sua sede di Viale Bacchiglione, 26, dotato del mio solito armamentario da ripresa. Arrivo come al solito con abbondante anticipo, non è ancora l'orario di apertura, ma trovo la mamma di Marinella Malerba che mi accoglie con grande cordialità. Capirete che per un audiofilo ormai "d'antan" come me, entrare in un tempio del suono come questo significa mettersi a bordo di una macchina del tempo, capace di riportarmi indietro a quando, ragazzo, passavo ore ad ascoltare musica nei negozi di Bari, assaporando sempre nuovi oggetti del desiderio. Un mondo che sembra essere sulla via dell'estinzione, di cui ormai pochi apprezzano e riconoscono la valenza.

Abbagliati dalle possibilità della rete, molti appassionati oggi non ne comprendono l'importanza, nell'illusione che un buon impianto si possa comporre a suon di clic sui negozi online. Mi piace profetizzarne un ritorno in grande spolvero. Cosa che forse avverrà quando, dopo la sbornia Internet, si ricomincerà a dare giusto riconoscimento a quel fattore umano che non può e non deve mai mancare.


PYLON AUDIO DIAMOND 30
"LA PULCE NELL'ORECCHIO"

 




Caratteristiche dichiarate dal produttore:

Impedenza: 4 Ohm
Risposta in frequenza: 32 Hz - 20.000 Hz
Potenza nominale: 120 Watt
Potenza massima RMS: 250 Watt
Sensibilità: 91 dB
Dimensioni: (L x A x P) 196 x 1080 x 390 mm
Peso: 28 kg cadauna.
Altoparlanti: Due woofer Pylon Audio PSW 18.8 CA (Seas CA18RLY), un midrange Pylon Audio PSW 15.8 CA (Seas CA15RLY), un tweeter Pylon Audio PST 19.T (Scan Speak D2010/851300)
Garanzia: 3 anni
Finiture: impiallacciatura legno o laccato, qualsiasi colore RAL.



L'IMPIANTO

Giradischi Technics Reference Class SL-1000R
Testina Koetsu Rosewood MC
Preamplificatore Phono MM/MC Lector Fonix
Amplificatore stereo integrato Air Tight AM-201H
Amplificatore stereo integrato Technics SU-G700
Lettore CD valvolare Lector CDP 707 con unità di alimentazione Lector PSU 3T
Distributore di rete Lector Edison 230
Cavi di potenza Acrolink 7N-S4000 Anniversario
Cavi di segnale Nanotec GS#201
Cavi di alimentazione Nanotec PS#308

 




Conoscendo Angelo Jasparro da oltre un decennio, non nutrivo alcun dubbio sulle modalità di conduzione di questa sessione d'ascolto, basata "in primis" su dell'ottima musica e sull'analisi delle qualità di una registrazione. Il "la" viene dato da un disco storico, di grande fascino, "The Weavers - Reunion at Carnegie Hall - 1963", registrato per celebrare il 15° anniversario del quartetto folk statunitense. Il supporto è squisitamente vinilico, 180 grammi a 45 giri, con l'intero concerto racchiuso in cinque dischi. Tra le canzoni c'è "Come Away, Melinda", firmata da Fran Minkoff e Fred Hellerman; l'ascoltiamo in due versioni, quella dei The Weavers degli anni '60, molto aderente a come è stata scritta, e un altra molto particolare realizzata da un noto gruppo di Hard Rock degli anni '70, gli Uriah Heep. Mi accorgo subito di due caratteristiche relative alla gamma media, che sono state costantemente presenti nel corso degli ascolti, cioè la grande melodiosità, musicalità e un'accuratezza tale da essere una buona cartina al tornasole per individuare in modo chiaro le differenze da registrazione a registrazione. Nei The Weavers la chitarra acustica si staglia con nitidezza e ottima focalizzazione nella scena tridimensionale. L'arrangiamento nelle due versioni è molto diverso, c'è pure un "Mommy" in quella dei The Weavers che diventa un "Daddy" negli Uriah Heep. Le mie considerazioni sulle frequenze medie inducono Angelo a proporre, in un secondo tempo, un Adagio davvero molto bello, quello di Samuel Barber per orchestra d'archi. Ne parleremo.

 



Tornando a bomba a Come Away, Melinda, la versione degli Uriah Heep fa molto "figli dei fiori". Questa volta è la resa vocale di David Byron a colpirmi: le Diamond 30 sono analitiche (senza essere mai fredde) e generose, con una gamma centrale ben amalgamata con quella cristallina e ariosa del tweeter Scan Speak D2010. Dal punto di vista musicale, il gruppo londinese ha trasformato questa canzone in una ballata rock che "arriva", a parere di Angelo, molto più dell'altra versione. Rimanendo sulle curiosità, si apre lo spinoso argomento del plagio in musica, di cui ascoltiamo un paio di esempi. C'è una famosa canzone di Paul Simon che si chiama "American Tune", che però tanto americana non è visto che la melodia è somigliantissima a quella del Corale N. 53 (O Haupt voll Blut und Wunden) della Passione secondo San Matteo di J. S. Bach e appare anche nell'Oratorio di Natale dello stesso autore. Anche Bach però, dal canto suo si rifà smaccatamente a "Mein G'müt ist mir verwirret, das macht ein Jungfrau zart", lied d'amore di Hans Leo Hassler (1564 - 1612). Il plagio è quindi una storia che si ripete nelle varie epoche e non risparmia nemmeno i grandissimi della musica. Le Pylon, incolpevoli del "misfatto", sfoderano un'ottima profondità di scena e una rappresentazione conservativa della religiosa maestosità insita nell'ultimo corale (VI - N. 64) del Oratorio di Natale BWV 248. Evidentemente, l'ariosità in alto del tweeter Scan Speak e la deliziosa stoffa timbrica del midrange Pylon/Seas, emersa nel trattamento degli archi, ha fatto la differenza.

 



Ascoltiamo la canzone American Tune dal mitico LP "Simon and Garfunkel - The Concert in Central Park". Ricordate "All by Myself" di Eric Carmen?", dice Angelo. Bene, questo cantante statunitense ha perso la causa con gli eredi di S. Rachmaninov, essendo obbligato a pagare i diritti, per aver plagiato la melodia dell'Adagio sostenuto dal Concerto per pianoforte e orchestra N. 2 in do minore del grande compositore russo. Tutta la demo si consuma nell'alternanza tra i più diversi generi musicali, come si può ben vedere dalla scaletta che il nostro "mattatore" ha scelto per l'occasione, e dimostra l'abilità di questa valente torre snella ad affrontare ognuno con veridicità, sulla base di un'impostazione timbrica particolarmente sana e scevra da caratterizzazioni. L'ambiente in cui ascoltiamo è stato adeguatamente trattato per minimizzare le riflessioni, non altrettanto purtroppo per combattere le risonanze in bassa frequenza, centrate su una precisa frequenza a causa delle sue dimensioni tendenti al cubico. Questo non ha reso possibile una valutazione del tutto attendibile della gamma mediobassa, anche se, scendendo in frequenza, le grandi percussioni sinfoniche come la grancassa e i timpani risultavano profonde, tese e frenate, timbricamente corrette ed emozionanti per la capacità del sistema di seguire repentinamente gl'improvvisi e potenti transienti dinamici. Non vorrei peccare di eccessiva fantasia se azzardo questo parallelo, ma ho trovato la gamma media e alta delle Diamond 30 evocativa di quella delle BBC LS3/5A per seduzione timbrica e musicalità, pur con delle doti dinamiche e di tenuta in potenza manco a dirlo nettamente superiori.

 



Angelo prende dalla sua valigetta portavinili un bellissimo doppio album, un'edizione da 180 grammi non di quelle "audiophile", acquistata a laFeltrinelli. Si tratta di Ella & Louis, da questo ascoltiamo "Isn't This A Lovely Day?", brano che viene preso ad esempio per dimostrare le differenze, talvolta drammatiche, che possono esserci tra le varie versioni e supporti discografici, fermo restando che il "Master" è lo stesso. Quello che ascoltiamo è un vinile datato ma eccellente per presenza, definizione e per l'accuratezza con cui si presentano le due splendide voci e gli strumenti. L'assolo di tromba spicca per vivezza e sbalzo dinamico. Sono qualità che vediamo dileguarsi nella versione CD, soprattutto la magnifica chiarezza e definizione, che vengono completamente "piallate" in una presentazione che è una sorta di ectoplasma del vinile. Angelo propone ai presenti un "giochetto", indovinare a quanti decibel di pressione acustica si posizionano i "forti" del brano che propone all'ascolto, il sublime Adagio per archi di Samuel Barber, una sua recente scoperta. Il cimento si svolge con fonometro alla mano, ovviamente. Dopo l'ascolto rifletto un attimo e sparo la cifra di 90 dB; in realtà erano molti meno: solo 82 (pesati A), ciò significa che ho sbagliato in eccesso di 8 dB, vale a dire due volte e mezzo il corretto valore. Me ne rammarico, ma Angelo conferma che è abbastanza comune un errore di valutazione di questa entità, per il quale si è convinti di ascoltare a un livello ben superiore al reale. Al di là di queste considerazioni "tecniche", rimane la bellezza della musica e la splendida seta degli archi riprodotti dalle Pylon, davvero notevole per autenticità, naturalezza e trasparenza.

 



Una magia che ripaga degli sforzi compiuti per assemblare un buon impianto. Passiamo a tutt'altro genere con Bruce Springsteen, un grande rocker che è noto per aver prodotto delle registrazioni di qualità altalenante, anche se si poteva permettere i migliori ingegneri del suono del pianeta. "Ad adiuvandum" del ragionamento, sentiamo un frammento iniziale di "Radio Nowhere", brano tratto dal vinile Magic, che trovo graffiante, corrosivo e anche abbastanza confusionario, ben diverso da quello che seguirà, cioè Mrs. Mcgrath da "We Shall Overcome - The Seeger Session", molto più intelligibile e centrato. In questa produzione, curiosamente i fiati sono stati ripresi in un giardino. Rapiti dall'indubbio fascino "irish" di questa musica, proseguiamo l'ascolto con il successivo "O Mary Don't You Weep". Dopo il rock di Springsteen, irrompe nella sala d'ascolto sua maestà il pianoforte con una delle incisioni più gettonate dai recensori, parliamo dei "Pictures At An Exhibition" di Modest Mussorgsky, etichetta Deutsche Grammophone, con Ivo Pogorelich allo strumento. Sin dai primi momenti della Promenade iniziale emerge quella particolare tecnica di ripresa che prevede il posizionamento dei microfoni molto vicini alle corde, risoluzione che, se da un lato drammatizza molto il suono rendendolo spettacolare, dall'altra toglie prospettiva e ambienza. Di tutt'altra impostazione è, invece, la cattura del suono in "Massimo Gon Plays Chopin", più naturale e ricca d'informazioni ambientali, come se si stesse ascoltando in un auditorium e non con la testa dentro lo strumento.

 



Questa registrazione è firmata da Marco Lincetto, un ingegnere del suono ritenuto tra i migliori nella ripresa del pianoforte. Da questo CD ci godiamo lo splendido Notturno Op. 48 N. 1 in do minore - Lento. Nel vinile "Oscar Peterson & Dizzy Gillespie" ci sono due genii che fanno battere il piede senza bisogno della base ritmica che può fornire la batteria e il basso. Davvero elettrizzante è l'ascolto di "Caravan", ci da il destro per individuare un'altra delle qualità di queste Diamond 30, rispettose del famoso PRaT (Pace, Rhythm and Timing), indispensabile per appagare i nostri sensi in repertori come questo. Ancora una volta emerge un registro medio-alto trasparente, luminoso e molto espressivo, realmente di gran classe. Il prosieguo di questa pregnante dimostrazione è affidato alla musica sinfonica con due CD, uno molto usato nelle sale e salette delle mostre: "Hi-Fi Spectacular" della Reference Recordings e "Neeme Järvi Conducts Saint-Saëns", un superbo SACD di un'etichetta che non sbaglia un colpo: la Chandos. Tutti i presenti rimangono colpiti dall'autorevolezza con cui le Pylon affrontano un genere che è certamente il più difficile da riprodurre con completezza, il sinfonico, data la tipologia estremamente ampia degli strumenti coinvolti, tanto più che il brano in questione è la celeberrima "Danse macabre" Op. 40, poema sinfonico che prevede un organico particolarmente complesso. Si va dal flebile suono del triangolo ai tremendi colpi di grancassa, ce n'è d'avanzo per eleggere questo a preclaro esempio di disco "test".

 



Pur nella differenza tra le due registrazioni, la resa delle Diamond 30 si lascia apprezzare anche nelle grandi percussioni sinfoniche come timpani e grancassa, che risultano estese, smorzate quanto basta per renderle tese ed emozionanti. La gamma bassa profonda c'è ed è di ottima qualità, sempre ben controllata non priva l'ascolto di questo genere della giusta "grandeur". Le mie personali valutazioni sulle due rispettive incisioni è che tengono fede a quanto dichiarato in copertina, foriere la prima di un notevole grado di spettacolarità "audiophile", mentre la seconda mi è parsa superiore per correttezza timbrica e posizionamento degli strumenti nella scena tridimensionale. La demo termina nel divertimento, complice un brano di batteria tratto dal CD della Organum "Triplicsted Appearance" che Angelo Jasparro, da buon batterista, introduce da par suo raccontandoci anche un piccolo aneddoto. Tre bravissimi batteristi, Rick Van Bracken, Meinhard Jenne e Roland Döringer si scatenano in una serie di eccitanti assoli, da ascoltare rigorosamente ad alto volume. La manetta dell'ottimo Air Tight AM-201H viene sensibilmente girata verso destra e sorprende come questo raffinato integrato valvolare da 25 Watt di targa possa spingere in modo così veemente queste "Tower".

 



Era da tempo che non partecipavo a una ricca "sedutona" audiofila e nella giornata di sabato 15 dicembre sono stato davvero contento di averlo potuto fare. In fondo gli ingredienti giusti non sono molti: un valido impianto, della buona musica e la presenza di qualche appassionato che, sotto una guida esperta, è stimolato a esternare le sue riflessioni. Al centro della scena c'era una coppia di Diamond 30, nuova creazione della Pylon Audio, una torre snella molto ben suonante che costa al pubblico meno di 3.000 euro e dà grande soddisfazione in qualsivoglia genere musicale. Una cifra che, a seconda delle tasche, può essere bassa o alta; ma una cosa è certa: è difficile trovare un'elettroacustica di questa qualità per un simile esborso. Nell'odierna seduta le Diamond 30 si sono per'altro rivelate essere, in virtù della loro neutralità e precisione nel rivelare ogni più piccolo dettaglio, ottimo strumento per poter discernere la qualità di quanto somministratole.

Attendo la prossima Angelo...


Alfredo Di Pietro

Dicembre 2018


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