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venerdì 29 maggio 2020 ..:: Digital Audio Player FiiO M11 ::..   Login
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 Digital Audio Player FiiO M11 Riduci

INTRO

Non è passato molto tempo dalla presentazione del DAP FiiO M11, avvenuta nel marzo dell'anno scorso durante l'evento di lancio delle novità di casa, alla data in cui ho ricevuto questo gioiellino, precisamente il 22 luglio 2019. È da tempo che seguo il marchio cinese, noto ad audiofili e non per la produzione di piccole apparecchiature che, alla prova dei fatti, sfoderano prestazioni soniche molto valide, degne di essere sfruttate nell'ambito di un buon impianto casalingo e non solo per un utilizzo mobile. Prima dell'M11, sotto la lente d'ingrandimento di Non Solo Audiofili sono passati il DAC D3 e il DAC /Amplificatore per cuffia E10K Olympus 2, oggettini che hanno contribuito alla mia stima per il marchio, come credo a quella di tantissimi altri utenti. È proprio questo loro essere adeguati in ogni circostanza a rappresentare un valore aggiunto; dalla tasca al mobile portaelettroniche, il luogo dove verranno accolti non è importante, lo è invece l'ottima qualità di riproduzione che assicurano in ogni condizione d'uso. Io stesso rimango ogni volta sorpreso da quello che è in grado di fare il mio minuscolo E10K Olympus 2, spesso utilizzato nella mia catena casalinga per ascoltare musica dal PC. Quest'azienda, fondata nel 2007 e avente il suo quartier generale a Guangzhou, ha sempre dimostrato un grande dinamismo produttivo, concretizzato in un catalogo in continua evoluzione. Con il tempo ha progressivamente allargato e affinato la sua produzione, oggi quanto mai interessante, visibile in tutti i suoi particolari sulla bella pagina Web ufficiale. Questo brand vanta ormai una storia di tutto rispetto, grazie alla sua indefessa attività nel campo dei lettori musicali portatili , amplificatori audio, DAC, auricolari nonché cablaggi e accessori. A questo punto comprenderete come sia stata viva la mia curiosità all'annuncio di quest'ennesimo Digital Audio Player. Dal pensiero all'azione è passato un attimo: ho inviato un'e-mail all'amico Gerardo Ventura di Playstereo, che ringrazio ancora una volta per la fiducia accordatami, e dopo qualche tempo mi sono visto recapitare a casa un fiammante M11.


FIIO M11 - ANDROID-BASED LOSSLESS PORTABLE MUSIC PLAYER



SPECIFICHE TECNICHE

OS: Android 7.0 personalizzato
Modello della CPU: Exynos 7872 14nm - Numero di "core": 6
Frequenza di lavoro della CPU: 2 GHz(A73×2 - 1,6 GHz(A53×4)
DAC: due AKM AK4493EQ
Tastiera virtuale: QWERTY con digitazione "Multi-touch screen"
Caratteristiche speciali: Android 7.0 senza restrizioni SRC - All to DSD - Uscite 2,5/3,5/4,4 mm - Gesture control - Interfaccia utente personalizzata FiiO Music
Chips utilizzati: SoC Samsung Exynos 7872 - DAC AK4493EQx2 - FPGA A3P030 - LPF OPA1642×2 - AMP OPA926x2
Chip Bluetooth:Samsung S5N5C10B01-6330
Connettività: WiFi 2,4/5G - Trasmissione WiFi supportata - Bluetooth 4.2
Tipo USB a due vie (USB 2.0) - Trasmissione Bluetooth: LDAC/aptX/aptX HD/SBC - HWA(LHDC) (Disponibile durante la riproduzione con l'M11o usando l'M11 come DAC)
Ricezione Bluetooth: SBC/LDAC (supporto nel firmware futuro)
Protocolli supportati: AirPlay - DLNA (Windows per ora, maggiori possibilità in futuro) - FiiO Link - NAS - UPNP

GENERALI
Colore: Nero
Dimensioni: 70,5 x 130 x 15,5 mm
Peso: circa 211 grammi
Controllo del volume: a 120 passi
Impedenza raccomandata della cuffia: da 16 a 150 Ω (Uscita 3,5 mm)/da 16 a 300 Ω (Uscita bilanciata 2,5 mm e 4,4 mm)
Equalizzatore: 10 bande (±12 dB) con 8 impostazioni predefinite
Controllo di tono acuti: Non disponibile
Bass boost: Non disponibile
Controllo di bilanciamento: ±5 dB
Controllo di guadagno: Low/High
USB DAC: Asincrono 384 kHz/32 bit
USB Audio: DSD 64/128 - 384 kHz/32 bit - DoP/D2P/Nativo

SCHERMO
Grandezza: 5,15 pollici
Numero di colori: 16 M
Tipo: IPS Hi-Res incell
Angolo di visione: completo
Risoluzione: 1440×720 - Densità Pixel (PPI): 312
Touchscreen: 10 dita multi-touch

MEMORIA            
RAM: 3 GB - ROM: 32: GB
Espansione di memoria: con schede Micro SD - ROM disponibile all'utente: circa 25 GB
Massima espansione di memoria: teoricamente 4 TB (due alloggiamenti per Micro SD)

BOTTONI E PORTE
Bottoni fisici: Accensione/Spegnimento - Riproduzione/Pausa - Avanzamento/Arretramento tracce
Manopola del volume: Rotativa/Touch screen
Personalizzazione dei bottoni: Non applicabile
Uscita cuffia (PO): Jack 3,5 mm (sbilanciata) - Jack 2,5 mm (bilanciata) - Jack 4,4 mm (bilanciata)
Uscita/Entrata USB: Due vie di tipo C 2.0 (Ricarica/Trasmissione dati/USB DAC/USB Audio)
Uscita Linea (LO): Jack 3,5 mm (in condivisione con la PO)
Uscita SPDIF: Porta 3,5 mm (con adattore e in condivisione con la PO) - DSD 64/128 - 384 kHz/32 bit - DoP/D2P

ALIMENTAZIONE
Adattatore di alimentazione USB: QC 2.0/3.0 Quick Charger - caricatore PD 2.0 charger: DC 12 V/1,5 A - 9 V/2 A - 5 V/2 A (raccomandato) Capacità della batteria al Litio-Polimero: 3800 mAh 3,8 V (supporta il caricamento veloce)
Indicazioni di carica: Sullo schermo (l'icona di carica grande appare quando è spenta, mentre quella di carica piccola appare in alto a destra sul display quando è accesa)
Tempo di carica: <2,5 ore (DC 12 V/1,5 A) - <3 ore (DC 5 V/2 A)
Indicazioni batteria: Si (accurata lettura in %)
Tempo di carica in modalità "Deep sleep": 50 giorni

DURATA DELLA BATTERIA E CONDIZIONI DEL TEST
Uscita cuffia 3,5 mm:>13 ore
Volume: 60 - Carico: M3 Auricolari aperti (27 Ω)
Schermo: Spento - File Test: MP3 44,1 kHz/16 bit
Equalizzazione: Spenta - All to DSD: Spento

Uscita 2,5 mm e 4, 4 mm bilanciata: >9 ore
Volume: 49 - Carico 32  Ω
Schermo: Spento - File Test: MP3 44,1 kHz/16 bit
Equalizzazione: Spenta - All to DSD: Spento 

Uscita Bluetooth:>48 ore (LDAC)
Volume: 60 - Carico BTR3 e FH1
Schermo: Spento - File Test: MP3 44,1 kHz/16 bit

ALTRE
Aggiornamento Firmware: supportato sia via file zip che OTA
Dimensioni Font: Supportate
Funzione orologio: Supportata
Applicazioni di terze parti: Supportata (ogni applicazione)

Specifiche dell'uscita linea:
THD+N <0,001% (1 kHz/10 kΩ)
SNR ≥115 dB (Pesato A)
Risposta in frequenza: 10 Hz - 90 kHz (-3 dB)
Tappeto di rumore: <6 uV (passa-basso a 20 kHz)
Separazione dei canali: >108 dB (1 kHz/10 kΩ)
Livello uscita linea: 1,95 V (10 kΩ)

Specifiche dell'uscita cuffia: (Porta 3,5 mm)
THD+N: <0,003% (1 kHz/32 Ω)
SNR: ≥118 dB (Pesato A - 32 Ω)
Risposta in frequenza: 10 Hz - 90 kHz (-3 dB)
Tappeto di rumore: <5 uV (passa-basso a 20 kHz)
Separazione canali: >72 dB (1 kHz/32 Ω)
Impedenza d'uscita: <1 Ω (32 Ω)
Potenza d'uscita (1): ≥255 mW (16 Ω/THD+N<1%)    
Potenza d'uscita (2): ≥195 mW (2,5 V) (32 Ω/THD+N<1%)    
Potenza d'uscita (3): ≥22 mW (300 Ω/THD+N<1%)

Specifiche dell'uscita cuffia: (Porta bilanciata 2,5 mm e 4,4 mm)
THD+N: <0,002% (1 kHz/32 Ω)
SNR: ≥118dB (Pesato A - 32 Ω)
Risposta in frequenza: 10 Hz - 90 kHz (-3 dB)
Tappeto di rumore: <7 uV (passa-basso a 20 kHz)
Separazione canali: >107 dB (1 kHz/32 Ω)
Impedenza d'uscita: <2 Ω (32 Ω)
Potenza d'uscita (1): ≥480 mW (16 Ω/THD+N<1%)    
Potenza d'uscita (2): ≥550 mW (4,2 V) (32 Ω /THD+N<1%)
Potenza d'uscita (3): ≥88,5 mW (300 Ω/THD+N<1%)

Formato supportato dei file:
Lossless: DSD:DSD 64/128/256 (".iso",".dsf",".dff") ".dst"
DXD:352,8 KHz
APE FAST/High/Normal:384 kHz/24 bit (MAX)
APE Extra High:192 kHz/24 bit (MAX)
APE Insane:96 kHz/24 bit (MAX)
Apple Lossless:384 kHz/32 bit (MAX)
AIFF:384 kHz/32 bit (MAX)
FLAC:384 kHz/32 bit (MAX)
WAV:384 kHz/32 bit (MAX)
WMA LOSSLESS:96 kHz/24 bit (MAX)
Compressione Lossy: MP3, OG, WMA, AAC e altri


UNBOXING E DESCRIZIONE



L'operazione del cosiddetto "unboxing" (a casa mia si dice spacchettamento, ma il termine inglese fa più "figo") mostra un'ordinata disposizione del contenuto in divisioni, dove l'ordine regna sovrano. La custodia ha un aspetto gradevole, con apertura a libro, dotata di comodi scomparti in cui accogliere l'intera dotazione, cioè DAP vestito di cover in TPU trasparente, cavo digitale terminato USB A--->C, un corto cavo adattatore Mini-Jack 3,5 mm--->Coassiale S/PDIF, un attrezzino per "scalzare" le slot per Micro SD e librettini allegati (manuale utente, guida rapida all'uso e certificato di garanzia). Cavi e cartaceo sono alloggiati in due piccole scatole di cartoncino nero, mentre al disopra c'è l'M11, accolto in una cornice di foam compatto e di buon spessore, un "mattoncino" di espanso è posto al fondo del "box" con funzione antiurto. Una volta svestito della sua bustina ci appare lui, il diretto successore dell'apprezzato X5 MKIII. Il suo schermo è coperto da un adesivo che reca la scritta: FiiO Smart Hi-Res Music Player, tanto per mettere subito le cose in chiaro; questo film protettivo va ovviamente rimosso prima dell'uso. Se qualcuno inizierà a lamentarsi del prezzo non proprio contenuto dell'M11 (ma oggi c'è la versione Pro, che costa 200 euro in più e darà ancora più spago ai querulanti) dovrà ben presto smorzare i propri reclami, essendo costretto a constatare come questo sprizzi ottime doti costruttive e raffinatezza da tutti i pori. Ci ritroviamo tra le mani un oggetto compatto, solido, dotato di un telaio in alluminio molto ben fatto su entrambi i lati. La parte posteriore in vetro presenta un rivestimento in PET che lascia trasparire la bella finitura in stile trama di fibra di carbonio, a sottolineare l'aspetto elegante e al contempo tecnologico.



Anteriormente c'è il display senza bordi, avente le medesime dimensioni del vetro posteriore, vale a dire 5,15 pollici. Estremamente piacevole al tatto è l'azionamento dei bottoni e della bella rotella dorata del volume, dotata di un ottimo grip grazie alla zigrinatura, dagli scatti precisi e morbidi. Un vero piacere usarla! Quattro in tutto i comandi a disposizione: sul bordo superiore troviamo il tasto di accensione/spegnimento, anch'esso decisamente morbido alla pressione, accolto in una piccola svasatura e circondato da una luce blu quando il FiiO è acceso. Sul bordo inferiore ci sono invece le uscite Jack da 2,5/3,5/4,4 mm per le cuffie, dotazione che rende l'M11 particolarmente completo da questo punto di vista, anche nel settore dei DAP di fascia alta. Le uscite da 2,5 e 4,4 mm sono bilanciate, mentre quella da 3,5 mm è sbilanciata, includendo anche l'uscita linea e quella coassiale S/PDIF (adoperabile con il corto cavo adattatore fornito dalla casa); tramite quest'output digitale si può collegare il FiiO a un dispositivo esterno dotato di presa coassiale. Al centro, tra le tre uscite cuffia, c'è il connettore USB di tipo C, utile per la ricarica e la trasmissione/ricezione dati. Grazie all'implemento di due diverse tecnologie di ricarica rapida, vale a dire il Quick Charge 2.0 (QC 2) e il MediaTek Pump Express, è possibile rifornire la batteria da zero al 100% in circa 2,5 ore. Sul lato sinistro ci sono gli altri tre comandi a pulsante: riproduzione/pausa, avanzamento/arretramento tracce e, fra i due, la citata rotella del volume.



Il brand cinese ha pensato bene d'inserire all'interno di questa una protezione che impedisce alla polvere di entrare. Il bordo destro, sempre guardando il lettore frontalmente, presenta soltanto le due "slot" per schede Micro SD sino a 2 TB. Assolutamente non male, visto che con una capienza del genere è possibile archiviare migliaia di file musicali HD, senza doversi sottoporre alla scocciatura di liberare spazio per metterne di nuovi. Meglio usare schede di classe 10 (velocità minima di scrittura pari a 10 MB/s) o superiore; oggi si arriva alla classe 90, sovrabbondante per l'uso che si dovrà fare nel nostro DAP, ma vantaggiosa per il video 8K a 60/120 fps. Per installare le Micro SD bisogna innanzitutto utilizzare l'espulsore del vassoietto fornito in dotazione, la sua punta va inserita nel piccolo foro presente sul fianco, facendo leva su esso per estrarlo. Una volta compiuta quest'operazione, è possibile installare la scheda di memoria sul supporto (con la faccia dove ci sono i contatti rivolta come in foto) e in ultimo reinserire il piccolo vassoio nello "slot". Per la rimozione, non bisogna fare altro che eseguire nuovamente i passaggi precedenti. Se, incautamente, s'inserisce la scheda nello slot senza prima installarla nel vassoio, si può provare a tirarla fuori aiutandosi con una pinzetta, operando sempre con delicatezza. Del retro abbiamo già detto, ma non che reca le due certificazioni Hi-Res Audio e Hi-Res Audio Wireless, le quali non sono riportate con i soliti adesivi appiccicati, ma incise permanentemente al laser sotto il vetro.



Pure le piccole scritte e simboli su tasti e ingressi sono realmente indelebili, incise direttamente nell'alluminio. La realizzazione di ogni particolare appare precisa, tutto è costruito con tolleranze molto strette, dando un'impressione di rimarchevole qualità generale, cui contribuisce anche il non indifferente peso di 211 grammi. È presagibile una buona resistenza ai "maltrattamenti", che non di rado devono essere sopportati da questo tipo di oggetti, votati alla mobilità come sono. Ragguardevoli sono i dati dichiarati di durata della batteria interna ai polimeri di litio da 3800 mAh. Ascoltando MP3 44,1 kHz/16 bit con una cuffia AKG N60 NC (32 Ohm - su connettore sbilanciato Jack 3,5 mm), schermo, equalizzazione e All to DSD spenti, volume regolato su 60, ho superato di oltre trenta minuti le 13 ore di uso promesse nelle specifiche. In realtà, l'impedenza della AKG era leggermente diversa da quella indicata come condizione per il raggiungimento della durata specificata, ma davvero poca roba: 32 Ohm invece che 27 Ohm. La sua tenuta è comunque molto variabile in base alle condizioni d'uso; naturalmente, se si vorranno usare le uscite bilanciate, tenere acceso lo schermo, magari su un'alta luminosità, utilizzare equalizzazione e All to DSD con file in alta risoluzione, le ore garantite saranno drasticamente ridotte. Così come una certa riduzione si verificherà attivando Wi-Fi e Bluetooth. Non sono ammattito a provare la durata nei più svariati frangenti, mi è bastato solo quello sopra descritto. Formidabile la sua vita in "Deep-sleep", in buona sostanza una modalità di Stand-by che può essere mantenuta addirittura sino a 50 giorni!



 

NON CHIAMATELO TELEFONINO
LA TECNOLOGIA

Schema a blocchi del FiiO M11



Iniziamo dallo schermo multitouch HD IPS (In-Plane Switching) da 5,15", una tecnologia LCD sviluppata da Hitachi nel 1996 per migliorare l'angolo di visione e la riproduzione dei colori dei pannelli TN (o Twisted Nematic). Molto interessanti le sue specifiche, a partire dal rapporto dimensionale di 18:9, per proseguire con il tocco a 10 punti, la risoluzione di 1440 x 720 pixel e i 16,7 milioni di colori . L'utente potrà quindi godere di un rapporto elevato, dell'86%, che renderà abbastanza agevole il riconoscimento dei gesti e offrirà discreto spazio per tutte le operazioni di digitazione. L'elevata densità di pixel, ben 312 PPI, va a beneficio delle immagini e dei video, che sono risultati in ogni occasione decisamente nitidi e ben contrastati. L'M11 ha uno schermo molto luminoso, leggibile anche in presenza della luce solare diretta. Attenzione però, se si eleva troppo la sua luminosità, la batteria si scaricherà molto più rapidamente, specialmente se al contempo si userà la modalità "All to DSD". Nella dotazione è inclusa una morbida e resistente custodia protettiva in TPU trasparente (Poliuretano termoplastico), progettata per ammortizzare eventuali urti, e una protezione per lo schermo in vetro temperato 7H. Tale copertura, pre-applicata dalla fabbrica, non solo è abbastanza dura da impedire che la superficie venga graffiata, ma vanta anche una percentuale di trasmissione della luce del 90% in più, rendendo perciò il display ancora più luminoso e facile da decifrare.



L'M11 lavora con un SO Android (7.0) personalizzato, spogliato di alcune funzionalità e quindi più leggero, veloce e particolarmente adattato per l'audio. Usandolo, ho rilevato una notevole reattività ai comandi, grazie anche all'imponente dotazione di RAM, ben 3 GB, che agevola un utilizzo estremamente fluido di musica e filmati. Non sussistono problemi a installare qualsivoglia App, non però scaricabile da Play Store di Google ma tramite il download dei file con estenzione ".apk" oppure adoperando l'applicazione "APKPure" che ci ritroviamo sul desktop. FiiO ha voluto preinstallare pure l'applicazione proprietaria FiiO Market, per mezzo della quale è possibile fare il download e installare la stragrande maggioranza delle applicazioni dedicate allo streaming, come Amazon Music, Bandcamp, Deezer, Quobuz, Spotify, Tidal, SoundCloud e altre a nostro piacimento. Notevole merito in questo comportamento votato all'immediatezza di risposta ha il SoC Hexa-Core Samsung Exynos 7872 6-Core, che gira a 2 GHz o 1,6 GHz a seconda dei Core coinvolti. L'M11 è prestante in tutto, a partire dal tempo di attesa all'accensione, davvero limitato e pari a 15 secondi, molto più ridotto di altri DAP, anche prodotti dalla stessa FiiO. Misera potrebbe sembrare, alla luce del peso non indifferente dei file HD o DSD, la dotazione di soli 32 Gb dedicata alla memoria ROM, in qualità di supporto di archiviazione di massa utilizzabile per le App, file musicali e altro. Non si tratta certo di una sottovalutazione o di una svista del progettista in quanto, come dicevamo prima, sono state previste non una ma due "slot" dedicate alle schede Micro SD, per una capacità massima teorica di 4 TB.

Schema dell'Asahi Kasei AK4493EQ

Per gli incontentabili, se tale quantità di spazio non dovesse bastare, si può sempre usufruire del DLNA o i NAS su Personal Computer, Airplay per dispositivi iOS. Il cuore pulsante dell'M11 è costituito da un recente chip DAC della Asahi Kasei, il formidabile AK4493EQ della serie Premium, con architettura Verita Velvet Sound TM e gli OPA 1642/926 (Operational Amplifier), per una configurazione audio veramente bilanciata. In totale ci sono una coppia di AK4493EQ, due OPA 1642 e due OPA 926. Grandi numeri rinveniamo nelle specifiche del DAC 2 canali a 32 bit Asahi Kasei di nuova generazione, il quale raggiunge la distorsione a basso livello migliore del settore e una gamma dinamica davvero ampia. Integra un filtro a condensatore commutato di recente sviluppo, l'"OSR Doubler", che lo rende in grado di supportare segnali ad ampio range di frequenze e di ottenere un basso rumore fuori banda, realizzando tra l'altro un ridotto consumo energetico. Incorpora otto tipi di filtri digitali a 32 bit, per una modulazione del suono semplice e flessibile, tra cui: Short Delay Sharp Roll-off, Short Delay Slow Roll-off, Sharp Roll-off, Slow Roll-off, Super Slow Roll-off e Low Dispersion Short Delay (non implementato dal FiiO); più in avanti vedremo come si comportano nella risposta all'impulso. L'AK4493EQ accetta dati PCM fino a 768 kHz e dati DSD fino a 22,4 MHz, ideali per la riproduzione dei file ad alta risoluzione che si stanno diffondendo in audio di rete e DAC USB.

Estremamente contenuta la THD+N dichiarata: -113 dB (0,0002 in percentuale) e il rapporto Segnale/Rumore, di 123 dB a 2 Vrms, che diventano 125 dB in modalità a larga ampiezza e 126 dB in modalità Mono. Vengono coperte frequenze di campionamento da 8 kHz a 768 kHz. Ancora qualche importante dato: supporta l'ingresso di segnali DSD 64, DSD 128, DSD 256, DSD 512 e integra un attenuatore digitale a 255 livelli di 0,5 dB ciascuno, più il Mute. Uno sguardo allo schema circuitale a blocchi dell'M11 ci dice che l'amplificazione in Single-Ended per le cuffie e il Line-Out è gestita dai due OPA 1642, mentre la coppia di OPA 926 è presente nello stadio di amplificazione finale bilanciato. Se il suono di questo DAP si pone ai più alti livelli lo si deve anche (o forse soprattutto) a questi eccellenti operazionali, cui è affidata la gestione di un segnale bilanciato "vero" sulle uscite cuffia da 2,5 mm e 4,4 mm. Gli ingegneri che hanno lavorato sul FiiO M11 hanno fatto sì che la risposta in frequenza fosse molto stabile, indipendentemente dall'impedenza del dispositivo collegato. Vi rimando ancora una volta alla sezione misure, dove ho verificato quanto sia veritiera quest'affermazione. D'altronde, ogni promessa è debito, come si dice nella panoramica di questo lettore. La cuffia quindi, ovvero la sua impedenza interna, non rappresenta un'incognita per l'M11. Non ci si può certo lamentare neppure sul versante della potenza erogata: l'uscita sbilanciata da 3,5 mm offre 255/195/22 mW su 16/32/300 Ω, mentre le uscite bilanciate da 2,5 mm e 4,4 mm dal canto loro erogano una potenza di 480/550 (4,2 V)/88,5 mW su, rispettivamente, 16/32/300 Ω. Credo che non sussistano problemi di nessun tipo, almeno se ci si mantiene nel range d'impedenze indicato.



Nel funzionamento in modalità "All to DSD" il corpo dell'M11 diventa rapidamente caldo e la durata della batteria si riduce sensibilmente, segno che i processori sono impegnati in una sorta di superlavoro. Ne vale sicuramente la spesa poiché gli effetti sul suono sono tangibili, in termini di un sensibile incremento della profondità, nero infrastrumentale e in quella rilassata naturalezza già apprezzabile in modalità PCM. In questa configurazione, tutti i segnali audio PCM vengono trasformati nel formato DSD 64 durante il processo di conversione, qualsiasi sia la provenienza del suono, sia pure da applicazioni di terze parti. Grazie a questa "diavoleria", l'obiettivo di suonare in maniera naturale, analogica come in natura, viene colpito dal FiiO, meglio ancora se si adotta la modalità bilanciata. Gli effetti collaterali di questa "terapia"? Un maggior consumo di energia, con la batteria che purtroppo tenderà a scaricarsi abbastanza velocemente, e il sensibile riscaldamento del DAP, avvertibile al tatto. Per il Wireless, il nostro può contare su un Wi-Fi Dual-Band a 2,4 GHz e 5 GHz, a monte c'è un prestante chip Bluetooth Samsung  S5N5C10B01-6330 che funziona in trasmissione e ricezione, con l'invio di codec SBC, aptX, aptX-HD e il lossless LDAC, e ricezione con SBC o LDAC (a partire dal firmware 1.05). L'utilizzo del Wi-Fi su una banda da 5 GHz evita tra l'altro l'interferenza che può verificarsi con i 2,4 GHz Bluetooth. Testato con le mie cuffie Wireless Muse M-278 BT, non ho avuto alcun problema di stabilità entro una diecina di metri. Il nostro M11 può quindi trasformarsi in un valido amplificatore Bluetooth, se impostato in modalità ricevitore. Nelle vesti di trasmettitore ci consentirà invece di inviare il segnale Bluetooth ricevuto attraverso l'uscita coassiale da un decodificatore esterno.


L'USO




Il mio test si è concentrato soprattutto sull'utilizzo del FiiO come lettore musicale, ma, in realtà, questo è simile a uno Smartphone e può implementare un gran numero di applicazioni anche extramusicali, così come un comune "telefonino" si può trasformare, entro certi limiti qualitativi, in un DAP. Come sorgente di musica e non, l'M11 sorprende per la grande velocità di risposta ai comandi, per la stabilità e sicurezza di funzionamento. Non sono mai incorso in un intoppo, neanche con diverse applicazioni in funzione contemporaneamente, circostanza in cui anche la velocità di processamento non è mai apparsa in affanno. Chi sa usare uno Smartphone, vale a dire il 99% dell'umanità, nonostante la discreta complessità del FiiO non avrà soverchi problemi e riuscirà a padroneggiarlo in tempi abbastanza brevi. Il diffusissimo sistema Android (qui nella versione 7.0) è quindi familiare a tutti e il cosiddetto "gesture control" ormai comunissimo nella quotidianità; tutto è possibile amministrare con lo "swiping up" e "down", cioè con lo scorrimento della schermata verso l'alto o verso il basso effettuata con lo scivolamento del dito, e il "tap", una volta individuato cosa vogliamo attivare. Senza voler trasformare questa recensione in un "noioso" manuale utente, ché di carne al fuoco ce n'è sin troppa, ho prodotto un discreto numero di Screenshot inerenti al funzionamento e al pannello di controllo visibile sul PC. Ma la cosa che forse più interessa è l'esplorazione dei contenuti musicali, possibile o dall'applicazione dedicata o accedendo alla memoria per selezionare le cartelle desiderate.



Una terza possibilità è data dalla funzione di ricerca. Chi lo desidera, ha a disposizione anche i comandi scorciatoia. Caldamente raccomandata è l'importante operazione dell'aggiornamento firmware tramite il Wi-Fi; la versione presente sull'M11 al momento del test era l'1.0.5. Per il resto, con la sua GUI (Graphical User Interface - Interfaccia Grafica Utente) non sarà disperante prendere confidenza con il FiiO M11. Personalmente, in qualità recensore, alla fine sono riuscito a fare chiarezza tra la ridda di acronimi che mi si sono parati davanti in questo lungo test. A parte le abilità Wireless, all'M'11 possiamo affidare la riproduzione dei file immagazzinati nella memoria interna, oppure dargli in pasto quelli provenienti da un PC, usato sia come "storage" che per lo streaming online dai vari servizi presenti in rete. Alla bisogna il nostro si trasforma in un validissimo DAC USB asincrono che supporta audio fino a 384 kHz/32 bit, da collegare tramite un connettore simmetrico USB di tipo C, lo stesso che rende possibile anche il rifornimento energetico da un comunissimo caricabatterie USB. Attenzione però, perché a questo punto occorre fare un distinguo: se il nostro computer opera in ambiente Windows, è necessario scaricare e installare il driver DAC USB dal sito Web FiiO. Se invece abbiamo un MAC non dovremo far nulla poiché questo non necessita di driver. Ancora, sul connettore USB c'è la possibilità di supportare l'uscita di un'ampia varietà di formati, compresi il DSD 128, DoP/D2P e DSD in modalità nativa, da trasmettere a un convertitore esterno.



È possibile controllare in remoto l'M11 con il nostro Smartphone, dopo averli connessi tramite il Bluetooth con la funzionalità FiiO Link, così da poter visualizzare sul telefonino ciò che il DAP sta suonando. Il FiiO consente l'utilizzo di cinque dei sei filtri digitali passa-basso implementati dal chip convertitore, il loro influsso sul suono è sinteticamente descritto nella tavola sinottica. In merito, ho voluto effettuare le misure della risposta all'impulso nelle varie configurazioni, che confermano l'andamento visibile nella tavola. A seconda della pendenza, e quindi della complessità e lunghezza del filtro, sono ravvisabili diversi comportamenti all'ascolto, i quali tuttavia non si manifestano in maniera drammatica. La personalità dell'M11 rimane sostanzialmente quella, ma i vari tipi di filtro permettono di limarla, orientandola verso un certo risultato piuttosto che un altro. Come detto, per la fruizione dei contenuti musicali è stata appositamente progettata l'applicazione FiiO Music, che lavora in ambiente Android Open Source 7.0, non però in versione standard, ma in una personalizzata avente un'architettura del software audio altamente ottimizzata. Questa esclude l'SRC (Sample Rate Conversion), cioè il processo di conversione della frequenza di campionamento da quella originale a un'altra inferiore, se l'originale supera una determinata soglia. Il FiiO quindi aggira la limitazione secondo la quale le app Android deputate a trasmettere audio vedranno ricampionarsi ogni segnale a 44,1 kHz/16 bit, questo allo scopo di standardizzare l'uscita.



A questo punto si comprende come il "modus operandi" dell'SRC sia poco "audiophile", in quanto un file ad alta risoluzione (per esempio un 24/192) viene "declassato" in un 16/44,1. FiiO Music è stata progettata con criteri volti rigorosamente alla conservazione della qualità originale, atti quindi a conservare le potenzialità di ogni file, tra l'altro dotata di un'interfaccia utente abbastanza intuitiva (vedi screenshot) e un algoritmo di decodifica esclusivo che punta alla massima qualità del suono. Tramite un'abbastanza semplice procedura Wi-Fi, si possono inviare brani all'M11 direttamente dal browser del computer o dallo Smartphone, senza doverlo collegare con un cavo USB. Non manca un nuovo equalizzatore dinamico a 10 bande con 8 "preset", che permette regolazioni da -12 a +12 dB (da 20 Hz a 20 kHz). I più pigri potranno avvalersi  delle impostazioni predefinite: pop, blues, classico, jazz, rock, dance, metal e vocale, mentre i più volenterosi potranno variare la risposta a loro piacimento, magari anche in base alla personalità timbrica della cuffia utilizzata.




IL FIIO M11 USATO COME DAC USB
IL PANNELLO DI CONTROLLO


 

 

QUALCHE CONSIGLIO SULL'UTILIZZO




Il principale: studiatevi bene il manuale utente del FiiO M11, questo non è un oggetto da mettere semplicemente sotto tensione e ascoltare, dopo aver selezionato un ingresso e regolato il volume, ma richiede una certo periodo di apprendistato per poterlo sfruttare adeguatamente nelle sue non poche funzioni. Per esempio, un banale tastino di accensione dovrebbe essere la cosa più semplice di questo mondo da usare, si schiaccia o non si schiaccia, ma in questo caso non è proprio così. Se il FiiO è spento, tenendo premuto il bottone per due secondi si accende; mentre è acceso, tenendo premuto si visualizza il menu di spegnimento/riavvio. Bisogna premere brevemente mentre è acceso per attivare o disattivare lo schermo, mentre è necessario tenere premuto per dieci secondi se si vuole effettuare il reset. I comandi a schermo possono seguire due strade, la modalità operativa "gestuale" oppure la "chiave virtuale". Nel caso vi serva come ricevitore Bluetooth, dopo esservi collegati a un nuovo dispositivo, bisogna selezionare la "Modalità di decodifica Bluetooth" nell'interfaccia delle impostazioni, quindi il Bluetooth si spegne automaticamente e, solo dopo averlo attivato nuovamente, si entra finalmente in modalità di ricezione. Tramite il comando "Gain" si può impostare il livello di guadagno dell'uscita cuffia e linea su due posizioni: High (alto) o Low (basso), con il "balance" si aggiusta il bilanciamento tra i due canali. Dall'estrema sinistra all'estrema destra, sono disponibili 21 passi da poter sfruttare.



Per quanto riguarda gli "output", sulla schermata dedicata ci appaiono tre opzioni da poter scegliere. Repetita iuvant: "PO" sta per "Phones Out" e rimanda ai tre connettori di tipo Jack; su quelli da 2,5 mm e 4,4 mm è possibile collegare una cuffia in modalità bilanciata, mentre quello da 3,5 mm è multifunzione, essendo dedicato non solo a una cuffia/auricolare da pilotare in Single-Ended, ma anche all'utilizzo come uscita linea (LO - Line Output) e digitale SPDIF (tramite il cavo adattatore fornito a corredo). Sulla "LO" (Line Output), spuntando "Adjustable volume at LO" si può impostare il livello d'uscita per mezzo dei comandi disponibili (rotella o su schermo), possibilità che comunque può essere esclusa a vantaggio di una tensione fissa erogata. Dalla S/PDIF saremo in grado di prelevare il segnale digitale, optando tra le modalità DoP ( DSD over PCM) e D2P (da DSD a PCM). Cosa significano questi acronimi? Chi un po' mastica il lessico digitale, saprà sicuramente che in modalità D2P il formato DSD viene convertito in PCM all'uscita, diversamente dal DoP, che invece produrrà l'output originale del file audio, senza operare alcuna manipolazione. In tal caso, si dovrà ovviamente disporre di un convertitore a valle in grado di supportare il DSD. Molto utile la funzione "Timer di spegnimento", configurabile in "Sleep" e "Idle poweroff". Con la prima opzione il FiiO si spegne automaticamente quando il tempo raggiunge il valore impostato, regolabile su qualsiasi numero intero compreso tra 0 e 120 minuti.



Con la seconda invece, nel caso il dispositivo non sia operativo, lo spegnimento avviene quando il tempo raggiunge il valore impostato; anche in questo caso il minutaggio è regolabile su un numero intero, compreso tra 0 e 50 minuti. Altra "utility" molto importante è l'impostazione del volume massimo, che impedisce il suo aumento oltre un certo livello a causa di un funzionamento errato o una manovra inconsulta. Termino la mia parziale carrellata di indicazioni, attinte dal manuale utente, con due "tool". Argomento "Backup & ripristino". Con "Ripristino impostazioni di rete", la macchina ristabilirà le predefinite, compreso WiFi e Bluetooth, mentre tramite il "Ripristino dati di fabbrica", verranno cancellati tutti i dati dalla memoria interna e reinsediate le impostazioni di default. Il manuale utente descrive per filo e per segno cosa bisogna fare per aggiornare il firmware. Per farlo si parano davanti due possibilità: la modalità OTA o locale. La prima richiede una connessione stabile al Wi-Fi, si preme il pulsante "Controlla aggiornamento" e l'M11 cercherà automaticamente nuove versioni online. Se ne risulta disponibile una nuova, verrà notificata e potrà quindi partire l'aggiornamento. Un po' più complicato è quello in modalità locale, che richiede il download dal sito Web ufficiale FiiO del file (tipo "M11-ota-1.0.5.zip") e sua successiva copiatura su Micro SD. D'infilata, occorre digitare su "Supporto tecnico--->Aggiornamento locale", individuare il file nell'interfaccia "Aggiornamento locale" e ancora un bel "tap" su di esso. Al completamento dell'operazione, l'M11 si riavvierà automaticamente. È tutto.






ANALOGICO, TROPPO ANALOGICO
L'ASCOLTO


Credo che miglior complimento non si possa fare a un dispositivo creato per riprodurre musica che definirne analogico il suono. In alta fedeltà, digitale e analogico sono due mondi opposti e inconciliabili ma con un fine comune, quello di catturare e riprodurre i suoni in modo ottimale. Per tanto tempo l'appassionato, all'inizio abbagliato dalla novità del Compact Disc, progettato nel 1979 in forma definitiva dalla joint venture Philips/Sony, ha creduto che finalmente si fosse scoperto il Nirvana in Hi-Fi. In realtà, la maturazione di questa tecnologia è avvenuta progressivamente nel tempo e solo abbastanza di recente è approdata a risultati tali da avvicinare la ricchezza dell'analogico. E la ricchezza in Hi-Fi, intesa come l'insieme di quei parametri mirati a non gettar via nulla dell'evento fisico originale, è tutto. Ma una completa parificazione non avverrà mai perché queste tecnologie sono come due rette parallele che si avvicinano sempre più senza però mai arrivare a toccarsi. Oggi, con l'avvento dei più recenti e performanti chip convertitori, in abbinamento con amplificatori operazionali anch'essi molto evoluti, queste due rette sembrano separate da una distanza molto piccola, anche nel campo dell'audio tascabile o mobile, come preferite. Complice la lunga permanenza del FiiO M11 a casa mia, ma l'ho portato con me anche in viaggio, spostandomi dalla Lombardia alla Puglia (cosa che con un impianto non avrei potuto fare, non almeno con questa facilità), ho potuto dedicargli davvero tante ore di ascolto con i più svariati generi musicali.



Scartato a priori l'uso degli auricolari (non li sopporto proprio e li ho provati solo di sfuggita), le audizioni sono state portate avanti con le diverse cuffie economiche che possiedo, anche con la mia nuova Muse M-278 BT, una valida wireless adoperata anche con il suo cavetto. Ma la vera protagonista è stata l'eccellente AKG N60 NC. Il Fiio offre la duplice possibilità del pilotaggio in configurazione sbilanciata e bilanciata. Il sensibile scarto di potenza a vantaggio di quest'ultima, ne suggerisce l'utilizzo con cuffie non proprio facili da pilotare, tipo quelle a elevata impedenza. Ad ogni modo, è meglio non sforare dalle indicazioni date, che sono l'uso di quelle aventi impedenze da 16 a 150 Ω per l'uscita sbilanciata da 3,5 mm e da 16 a 300 Ω per quelle bilanciate da 2,5 e 4,4 mm. Con queste premesse, dopo aver metabolizzato ed estratto il succo sonico di questo DAP High-End, potrei cavarmela semplicemente dicendo che nulla in lui risulta fuori posto, confidando nell'intuito di chi mi legge per la comprensione della sua indole; anche il titolo che ho voluto dare al paragrafo degli ascolti dovrebbe suggerire un qualcosa di preciso. Del miglior analogico il FiiO ha lo spessore, la matericità e un'impostazione tonale lievemente virante verso il caldo e l'arrotondato. Prendetela come una valutazione che riguarda più che altro il bilanciamento timbrico, senza scambiarla con una certa indefinitezza dei contorni di voci e strumenti. In buona sostanza, la rotondità di cui parlo non inficia assolutamente la definizione, la focalizzazione. In tutti i parametri di valutazione questo M11 si comporta da primo della classe, tanto da indurci a pensare che l'High-End è un lusso che finalmente molti potranno permettersi.



Sin dal suo affaccio, flautata e piena di soffici nuances è la voce della cantante sudcoreana Youn Sun Nah. L'M11 favorisce un deciso avvicinamento alla sorgente. Raramente mi è capitato di ascoltare un "middle ground" di questa consistenza, indipendentemente dalla tipologia di oggetto. La bellissima voce di Rosella Caporale è un cuore caldo e ripieno di ogni ben di Dio nel "Canto delle lavandaie del Vomero", brano tratto dall'album E Teretuppete. In "La tarantella" ci conquista la sua vocalità ricca d'inflessioni, guizzante e graziosa. Il FiiO la restituisce con una presenza così pronunciata da farci entrare in intimo contatto con le sue armoniche più riposte. Non amo ripetermi ma devo, questo DAP coglie con palpabilità quasi fisica la materia sonora, qualsiasi cosa gli si dia in pasto; ecco allora rispuntare il concetto di analogico, come sano e naturale approccio all'evento sonoro, privo però di certi difetti, come il disturbo di fondo. Silenziosissimo è a riguardo l'M11, con un nero infrastrumentale e una profondità da primato, qualità che agevolano il dispiegamento della massa orchestrale anche nei momenti più raccolti e di maggior intimismo. Molto ben percepibile risulta allora la tessitura strumentale/tonale, sempre ben stratificata, in "Bruckner Symphonien 1-9", un bel cofanetto della BR Klassik composto da 9 CD dove si alternano Herbert Blomstedt, Bernard Haitink, Mariss Jansons e Lorin Maazel alla testa della Symphonieorchester des Bayerischen Rundfunks.



Valida in ogni caso la dinamica, ma l'apogeo emozionale l'ho personalmente raggiunto nei maestosi adagi, proprio in virtù della claustrale silenziosità in cui è immersa l'orchestra. Il senso del religioso, quell'onda lunga che coinvolge completamente la nostra anima, sono favoriti dall'impressionante profondità d'immagine, da un palcoscenico sonoro molto ben sviluppato nelle tre dimensioni che sbalza con plastica evidenza. La musica acquisisce così grande respiro, risultando priva di qualsiasi effetto scatolare, di un qualcosa che non riesce a uscire dai confini della testa. Per inciso, vivamente consigliato e l'uso dell'All to DSD, il quale porta all'acme proprio il parametro della profondità, dell'impressione di uno spazio che si dilata, di un suono che arriva libero da ogni punto dello spazio, del tutto privo da ogni accenno di nasalità e dotato di un'esaltante ricchezza intrinseca. Il processamento garantito da quest'interessante opzione, ricordiamo, riguarda ogni segnale audio, proveniente da qualsiasi applicazione o sorgente; grazie al suo intervento si ottiene un'analogizzazione più spinta delle già convincenti impostazioni timbriche di base. L'album eminentemente acustico "Tarantella" di Lars Danielsson si veste di una solida musicalità, in un fluire che si assottiglia e si ingrossa con sorgiva spontaneità, si presenta come un pregevole impasto ben modellato. In "Melody On Wood" il contrabbasso spicca per energia ed esaustiva estensione, le strappate sulle corde sono tese, come rugoso è il violoncello in "Traveller's Wife". Più setose che aguzze le alte frequenze, e questo non può che essere un bene, come si può apprezzare in "Badia" dall'album Tale Spinnin' dei mitici Weather Report.



Anche qui ha buon gioco lo spazio e il cosiddetto nero tra gli strumenti, elementi che concorrono a esaltare la placida misteriosità contenuta in questo piccolo capolavoro. Tutto è perfettamente discernibile, ma senza artificiali forzature: lo sbalzo tra il basso in primo piano e l'oud, melodica, muzthra e xilofono, ricamati con una finezza che ha pochissimi euguali. Immacolata la timbrica dell'organo nel "Magnificat primi toni, BuxWV 203" di D. Buxtehude, brano estratto dall'integrale organistica del compositore a cura del bravissimo Simone Stella. Segue il corale preludio "Nun bitten wir den heiligen Geist, BuxWV 208", intatta percola la maestosità di questo strumento, con buona trasparenza e notevole autenticità armonica. Come già detto, la grande polposità sonica non va mai a detrimento di un "sound" che rimane sempre analitico, dai contorni ben riconoscibili (registrazione permettendo), ma senza mai incorrere in punte di sterile asetticicità. Il FiiO M11, come ogni apparecchio che si rispetti, non mostra preferenze per questo o quell'altro genere musicale; ecco allora che, abbandonati i delicati ricami barocchi, il divertimento può iniziare con qualche file giusto, tipo l'amato progressive o qualcosa di più moderno come "Hypnotize", autore The Notorius P.I.G., o "Sign of the Times" dei Grandmaster Flash & The Furious Five, brani elettrizzanti che vanno rigorosamente ascoltati ad alto volume. Chi un po' mi conosce sa che questo non è esattamente il mio genere preferito, ma mi dà il destro per valutare la gamma bassa e medio-bassa, qui abbastanza autorevole, potente quanto basta e dotata di un buon "punch". Insomma, se amate i generi energetici non avrete di che lamentarvi.



I transitori si presentano ragionevolmente veloci, tenendo conto che non siamo ai livelli, né mai forse potremmo esserlo, della fulminea reattività di un buon vecchio vinile impiattato su un front end di alto livello (magari con motore DD), una vera formula 1 in questo parametro. Nella sezione tecnica parlavamo dei cinque filtri digitali implementati sul FiiO M11, gli Short Delay Sharp Roll-off, Short Delay Slow Roll-off, Sharp Roll-off, Slow Roll-off, Super Slow Roll-off. Ho condotto una serie di prove alternandoli su un medesimo brano, ascoltato e riascoltato con attenzione, alla fine ho riconosciuto quegli effetti sul suono già noti, cioè maggior naturalezza, rilassatezza per gli "Slow" e più stentoreità, nervosità per gli "Sharp". Il loro influsso, pur sensibile, non è tuttavia clamoroso ma si risolve piuttosto in modifiche che non stravolgono l'impostazione timbrica di base, che tale rimane. In particolare, il lento e il super lento sortiscono un arrotondamento che a mio parere diventa eccessivo sulle frequenze di campionamento più basse (44,1 e 48 kHz), mentre è quasi irrilevante sui 192 kHz. Sono delle impressioni ampiamente suffragate dalle misure di risposta in frequenza che ho prodotto a riguardo. Di maggior efficacia mi è invece parso l'intervento dell'All to DSD, che ho lasciato sempre inserito, nonostante il super-lavoro cui obbliga i chip convertitori e il conseguente rapido esaurirsi della batteria.




CONCLUSIONI

Lunghissima la recensione, brevissime le conclusioni. Questo interminabile test è stato, "in primis", grandemente utile per riparametrare il mio approccio all'alta fedeltà, che qui ha dovuto essere del tutto moderno e al passo con i tempi, lontano anni luce dall'idea "maggior peso, maggior qualità" che vige in certi ambienti Hi-Fi. In poco più di 200 grammi qui non c'è un mondo ma un universo. Tutto è di alto livello nel Digital Audio Player FiiO M11. Trovate al suo interno i migliori chip disponibili sul mercato, responsabili del suo eccellente comportamento generale e della validità sonica, insieme a un'ingegnierizzazione al limite del fantascientifico. Nato per l'audio mobile, non soffre di alcun complesso d'inferiorità, credetemi, se inserito in un impianto, anche di buon livello. Provare per credere. La cifra di 500 euro necessaria per impossessarsene è piuttosto alta, ma perfettamente congrua in considerazione delle sue grandi qualità. Enjoy!

 

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Alfredo Di Pietro

Maggio 2020


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