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giovedì 23 marzo 2017 ..:: DAC FiiO D3 ::..   Login
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 DAC FiiO D3 Riduci

 

 

INTRO


Non c'è bisogno di prestare grande attenzione alla realtà che ci circonda per rendersi conto di come, al giorno d’oggi, ogni campo del vivere sia immerso nella dimensione digitale. L’era numerica è fra noi, ha cambiato il nostro modo di informare ed essere informati anche nel campo dell'alta fedeltà, sia essa solo Audio che Audio/Video. I DAC (Digital to Analog Converter) sono diventati nel tempo sempre più il cuore di ogni impianto Hi Fi, l’hanno capito anche le aziende produttrici più orientate al tradizionale, che hanno messo a catalogo convertitori D/A piuttosto che capienti Music Server con memorie in grado di contenere centinaia e centinaia di album musicali.

La diretta conseguenza della fruizione sempre più estesa di questo tipo di dispositivi è stata il moltiplicarsi della scelta di prodotti disponibili sul mercato e, contemporaneamente, la diversificazione della loro tipologia. Possiamo oggi contare su costosi apparecchi multitelaio "No compromise", oggetti di fascia intermedia ed entry level, sino a giungere a una categoria che sfugge alle precedenti classificazioni avendo come target la massima comodità e facilità d'uso racchiuse in un'"enclosure" di piccolissime dimensioni. In questo senso il nostro D3 è perfettamente "friendly user", provvisto di una portabilità al limite dell'oggettino da allegare al portachiavi.

A qualsiasi livello lo si consideri un DAC ha l'insostituibile funzione di convertire i segnali digitali (gli zeri e gli uni) nel prezioso segnale analogico che verrà consegnato alle nostre orecchie. C'è da dire che qualsiasi apparecchio digitale è perfettamente autonomo, tranne quelli (le meccaniche di trasporto CD per esempio) pensati per lavorare in abbinamento a un convertitore esterno. Quindi un apparecchio come il FiiO D3 non avrebbe ragione di esistere se non limitatamente a questi casi? E invece no, un senso lo ha perché non sempre il convertitore integrato è all'altezza della situazione, specialmente se esigiamo delle prestazioni "audiophile" da un oggetto economico che, per questioni di contenimento dei costi, utilizza una componentistica e layout circuitali non proprio allo stato dell’arte. Non si corre il rischio di essere bollati come eretici se si dichiara che anche un lettore DVD da pochi euro può trasformarsi, con un DAC di qualità adeguata, da brutto anatroccolo in uno splendido cigno.

Un'altra buona ragione per rivolgersi ad apparecchi come il nostro sta nella loro attitudine a "rimodernare" il suono di lettori CD o DVD che non sono più di primo pelo avendo già parecchi anni di onorato servizio sulle spalle o, semplicemente, perché non ci convincono più, sorpassati da una concezione sonora più rigorosa e dinamica (in una parola più moderna). Resta a questo punto da appurare quanto un simile oggetto sia valido ed è proprio questo lo scopo che mi prefiggo con questa recensione.

Sono persuaso che l'Affordable Hi Fi stia vivendo un momento d'oro, un po' per le possibilità economiche sempre più ridotte del cittadino medio e un po' perché, complice l'oriente, sono sempre più numerosi i prodotti ben suonanti che appaiono sul mercato. Spesso si tratta di oggetti dall'aspetto essenziale ma dal suono invitante, venduti a prezzi impensabili sino a qualche anno fa. Il DAC FiiO D3 è, come vedremo, un tassello che va ad aggiungersi alla già ricca schiera di prodotti molto economici, ma non per questo deficitarii nelle prestazioni; è un oggetto polivalente che estremizza ancor più la filosofia minimalista che va crescentemente affermandosi nel mondo della riproduzione sonora. Il suo campo d'elezione sembrerebbe essere l'audio da scrivania ma, come vedremo, non è per nulla detto che non possa essere inserito con successo in un impianto non desktop di discreto livello. 

 

 

AZIENDA E PRODUZIONE

Dal sito ufficiale (http://www.fiio.com.cn/index.aspx) veniamo a sapere che FiiO è un giovane marchio cinese fondato nel 2007 il quale, nel giro di pochi anni, si è evoluto sino a diventare una realtà di rilievo nel campo audio. Grazie alla spinta propulsiva del suo entusiasmo e la proverbiale operosità orientale è giunto a conquistarsi un gran numero di riconoscimenti in molti paesi e regioni di tutto il mondo. Si è distinto in particolare all'interno del mercato degli amplificatori per cuffie a causa della sua grande attenzione alla qualità del prodotto e alle prestazioni, tratti che sono stati subito riconosciuti dai consumatori. Il team di sviluppo FiiO ha accumulato notevoli competenze tecniche negli anni passati, con l'obiettivo primario di rispettare quattro principi di progettazione secondo cui ogni prodotto deve essere "pratico, comodo, creativo e affidabile".

FiiO ha sviluppato una rete di vendita che copre il Nord America, Europa, Asia e altri paesi, per un totale di oltre 60 distributori e rivenditori. Al fine di soddisfare rapidamente la domanda di mercato in crescita per suoi prodotti, si è recentemente trasferita in una nuova posizione quadruplicando la capacità produttiva grazie ad attrezzature tra le più moderne per l'esecuzione di R & S, collaudo, controllo qualità e produzione.

Scorrendo il catalogo FiiO ci si rende subito conto di come la produzione sia orientata verso le categorie di audio da scrivania e da passeggio.
Tre sono le linee proposte: Amplificatori, DAC e Accessori. Nella prima troviamo l'A1, amplificatore stereo in classe "D" da 14 Watt per canale, gli amplificatori per cuffie E9, E9i (dedicato all'iPod/iPhone), E1 (per l'iPod), E3, E5, E6, E7 ed E10 (forniti di DAC USB), E11.
La linea DAC comprende il nostro D3, e il D5, un DAC USB completo di uscita per cuffia e uscita digitale coassiale.

Segue la nutrita linea "Accessori" con un buon numero di cavetti adattatori: L1, L2, L3, L5, L8, L9, L10, LU1, LU2 e il Dock Kit per il modello E7.
Interessanti le possibilità di connettività offerte dai vari cavetti adattatori, mediante i quali è possibile collegare i più diversi tipi di cuffie e auricolari al nostro dispositivo portatile. Non mancano degli accessori dedicati al collegamento di iPod e iPhone a un impianto Car Audio tramite l'ingresso Aux in.

 

  

COM'E' FATTO

Specifiche tecniche e caratteristiche dichiarate dal costruttore:

- Alimentazione: DC 5V
- Livello d'uscita: 1.6 Volt a 0dB Fs
- Risposta in frequenza: 20 Hz - 20 kHz
- rapporto segnale rumore : ≥ 90dB
- Crosstalk: 75dB
- Distorsione armonica totale: <0.01% (10mW)
- Dimensioni: 61.6 × 49.1 × 21 mm
- Peso: 50g
- Ricevitore digitale S/PDIF WM 8805 Phase Locked Loop (PLL).
- Massima frequenza di campionamento supportata: 192 kHz/24 bit.
- Ingresso digitale selezionabile: S/PDIF Ottico/coassiale.
- Uscita analogica: due canali standard RCA.
- Indicatori a led per l'accensione e lo stato di ricezione digitale (LOCKED).
- Connessione Mini USB per l'alimentazione.

Bene, è giunto il momento di dedicarci al nostro supercompatto, superportatile e supereconomico amico. Chiariamo subito una cosa, il FiiO D3 pur essendo un oggetto decisamente eclettico, non è adatto a convertire i segnali provenienti da un PC a meno che questo sia dotato di una scheda audio fornita di uscita digitale S/PDIF (coassiale RCA a 75 Ohm o Toslink). Può essere invece utilizzato collegandolo all'uscita ottica dei computer Mac tramite l'adattatore Miniplug-Toslink, disponibile separatamente come accessorio. In pratica non è un DAC USB, funzione che viene invece assolta, volendo attingere sempre dal catalogo dell'azienda cinese, dal modello D5.

Quello che il nostro riesce a fare è convertire un segnale digitale (sino a 24 bit/192 kHz) da un gran numero di sorgenti, in analogico ad alta fedeltà, indirizzabile verso un amplificatore o diffusore amplificato. L'ambito in cui può lavorare è davvero vasto se guardiamo alle periferiche supportate: uscita TV digitale e HDTV, Computer Mac, lettori CD - DVD - Blu-Ray - HD-DVD, Apple TV, Google TV (Revue), Game Consolle come la PS3 (tutte) - XBOX 360 (Slim), Ricevitori satellitari e DVR - TiVO, Ricevitori AV, Media player digitali e streamer.

La lettura della lunga lista mi ha un po' gettato nello sconforto: avrei dovuto testare il D3 con una cosi nutrita serie di apparecchi? La risposta, consolatrice, mi è arrivata considerando l'orientamento che ho voluto dare al mio sito "Non solo audiofili", prettamente rivolto all'alta fedeltà due canali, una scelta che, nonostante il nome ingannevole del sito, ho voluto conservare senza concedermi alcuna "scappatella". Non ho quindi testato il D3 se non con i due soli apparecchi in mio possesso, il vecchiotto ma sempre ottimo lettore CD Rotel RCD 1070 e il DVD Player Pioneer DVD 393, un best buy di qualche annetto fa.

Credo fermamente che la cinese FiiO si sia impegnata con tutte le sue forze per entrare nel guinness dei primati producendo (salvo improbabili smentite) il DAC più piccolo, leggero ed economico del mercato. Ce lo dicono inequivocabilmente i numeri con le dimensioni (61,6 × 49,1 × 21 mm), il peso (50 grammi) nonché l'"esosa" cifra da sborsare per impossessarsene: 27,90 euro se acquistato presso l'online store Playstereo, che scendono a 26,90 euro se si è intenzionati ad acquistare il FiioUSB DAC D5!

Il D3 mi è giunto a casa in un periodo di fuoco: la stesura del megareportage sul Top Audio/video milanese. Certi appassionati sono noti per il loro "masochismo", soprattutto quelli che hanno ambizioni recensorie, in loro sovente s'insinua la volontà di farsi del male accumulando in casa cataste di apparecchi senza sapere né come né quando riusciranno ad adempiere ai loro obblighi. Ebbene, io sono uno di loro... :-) Facezie a parte, tra centinaia di foto e didascalie, il FiiO mi ha dato la possibilità di non disconnettermi dal mio universo musicale dandomi il pretesto di riascoltare tanta buona musica che quasi avevo dimenticato di avere in casa.

Il D3 si presenta come un oggetto dalle dimensioni lillipuziane, ben rifinito, che regala al tatto e alla vista una bella sensazione di solidità e accuratezza costruttiva. Gli angoli arrotondati (nessuno spigolo vivo), le superfici laterali zigrinate, la robustezza del piccolissimo cabinet metallico sono tutti elementi indizio di un progetto ben curato dal punto di vista estetico/strutturale, dove la semplicità non fa il paio con una costruzione approssimativa. Si tratta di una scelta lodevole, soprattutto in considerazione del prezzo poco più che "simbolico" di questo apparecchietto. Carino il package, costituito da un box di cartoncino dotato di maniglia che contiene al suo interno il D3, l'alimentatore e il manuale utente sotto forma di foglietto ripiegato.

I due frontalini sono assicurati al cabinet mediante quattro viti nere con testa a croce, in uno sono accolti gli ingressi digitali S/PDIF, coassiale a 75 Ohm e ottico, insieme al commutatore unipolare che consente la selezione di uno dei due (levetta in alto: coassiale, levetta in basso: ottico); l'altro invece accoglie le uscite analogiche RCA per i canali destro e sinistro e l'ingresso Mini USB per l'alimentatore. Le connessioni RCA non sono del tipo "panel mount" ma a montaggio diretto sulla PCB, nonostante ciò sono molto stabili e non si muovono di un millimetro, neanche negli innesti più "decisi". Sulla parte superiore si trovano i due led che segnalano la messa in tensione e l'avvenuto aggancio del segnale digitale (Locked), nella inferiore troviamo il nome del modello, l'indirizzo web dell'azienda produttrice e il paese di produzione.

Vi consiglio di applicare nella parte inferiore quattro piedini di materiale gommoso, utili per non rigare la superficie d'appoggio, tipo questi (li trovate facilmente nei Brico Center o in qualsiasi supermercato).

Una volta smontati i due frontalini si può agevolmente estrarre la piccola PCB, che si presenta con un layout circuitale molto pulito, costituito da componentistica varia a montaggio superficiale (SMD), un diodo zener nel circuito di regolazione dell'alimentazione e i tre chip fondamentali per il funzionamento del DAC: il ricevitore digitale S/PDIF Wolfson WM8805, il convertitore stereo D/A Cirrus Logic 4344 e l'amplificatore operazionale Texas Instrument LMV 358 per lo stadio analogico d'uscita.

Il ricevitore S/PDIF ha la funzione di estrarre il clock e i dati dal flusso in arrivo dal trasmettitore. Nel D3 questo compito viene assolto dal Wolfson WM8805, dotato di otto canali ricevitori e uno di uscita. Supporta frequenze di clock da 10 a 27 MHz e utilizza la tecnologia "Phase Locked Loop” (PLL) (anello ad aggancio di fase) per la riduzione del jitter, che si dà per contenuto a 50 picosecondi RMS. La casa produttrice individua i campi di applicazione nei processori surround A/V, sistemi Hi Fi, DVD player e recorder, TV digitale.

Al chip Cirrus Logic 4344 è invece affidata la conversione D/A a 24 bit. Implementa un modulatore Multi-bit Delta-Sigma con rilevazione automatica della frequenza di campionamento sino a 192 kHz. Il range dinamico è di 105 dB mentre il livello della THD+N si attesta sui -90 dB.

Infine l'amplificatore operazionale Texas Instrument LMV 358 si occupa dello stadio analogico d'uscita.

Ai lettori più "tecnici" propongo la lettura dei rispettivi Data-Sheet, dove potranno trovare delle informazioni complete sui chip utilizzati sul D3:

http://www.wolfsonmicro.com/documents/uploads/data_sheets/en/WM8805.pdf
http://www.cirrus.com/en/pubs/proDatasheet/CS4344-45-46-48_F1.pdf
http://www.ti.com/lit/ds/symlink/lmv324.pdf

 

 

MISURE

SETUP DI MISURA:

Software di misura Arta 0.1.6.1
Personal Computer HP G62
Scheda audio E-MU Creative Pre Tracker USB 2.0
DVD Player Pioneer DV 393
Cavo digitale coassiale a 75 Ohm WireWorld Chroma 5

Il lavoro sulle misure, mancando l'ingresso digitale USB per una connessione diretta con il software Arta, è stato piuttosto macchinoso e limitato alla sola frequenza di campionamento di 44,1 kHz/16 bit. Purtroppo non ho in casa un'interfaccia S/PDIF - USB, quindi ho dovuto masterizzare tutti i toni test (in Wav) su un CD-RW, secondo lo standard CD Audio (44,1/16), leggerli in fase di misura con la meccanica del Pioneer DV 393 e inviarli al D3 tramite l'uscita digitale coassiale. Ciò che è venuto fuori dalle uscite RCA analogiche, dopo un adeguato periodo di warm up, è stato poi analizzato dal software nella modalità "Single Channel".

I grafici di risposta in frequenza dei due canali, ottenuti con rumore rosa periodico e FFT di 32768, indicano una risposta praticamente piatta dai 20 sino ai 3000 Hz circa. Il roll-off sulle alte frequenze, molto regolare e progressivo, inizia dolcemente dopo i 3000 - 3300 Hz portando il livello del segnale da circa 119 dB sino ai circa 116 dB, individuati al limite dei 20812.43 Hz (punto dei canonici -3 dB).

Confortanti i risultati della THD (Distorsione armonica totale) e THD+N (Distorsione armonica totale + Rumore) che si attestano sullo 0,0050% (THD) e 0,0067% (THD+N) per il canale destro e, rispettivamente, 0,0046% e 0,0064% per il canale sinistro, entrambi misurati a un livello di -3,5 dBFS RMS.
Il tappeto di rumore, altra buona performance considerato il prezzo del FiiO, è sempre ben inferiore ai -124 dB mentre è chiaramente individuabile all'analisi spettrale una spuria sui 50 Hz, dovuta a un filtraggio perfettibile della frequenza di alimentazione.

Sempre con l'analizzatore di spettro e mediante l'utilizzo di due doppi toni test: 13 - 14 kHz con magnitudo di 1:1 e 250 - 8000 Hz, quest'ultimo secondo le specifiche SMPTE che indicano un rapporto di 4:1 tra i segnali, è stato possibile valutare la distorsione da intermodulazione sui due canali. I valori, misurati su un livello di -3,2 dBFS RMS, sono discreti pur non facendo gridare al miracolo: 0,070% (13 - 14 kHz) e 0,073% (250 - 8000 Hz) per il canale destro e 0,070%, su entrambi i doppi toni, per quanto riguarda il canale sinistro. Notare le spurie sui toni di frequenza maggiore, simmetriche e decrescenti rispetto alla sinusoide test. Evidenti anche le spurie di intermodulazione che si generano sull'armonica a 16000 Hz.

Molto buoni i risultati del Jitter Test, condotti su tono sinusoidale di 11.025 Hz a -3,1 dBFS RMS. Su entrambi i canali si manifestano spurie di entità contenuta (sola quella a 5 kHz supera i -106 dB di ampiezza sul canale destro). Sussiste un lieve vantaggio del canale sinistro, in cui il livello di jitter appare ancora più contenuto.

 


ASCOLTO

L’IMPIANTO:

Preamplificatore Rotel RC 06
Amplificatore integrato NotSoBad
Amplificatore integrato Trends Audio TA 10.2
Diffusori: Dynavoice Definition DF-6 – Canton LE 109
Personal Computer HP G62 con player Foobar 2000
Scheda audio E-MU Creative Pre Tracker Pre USB 2.0
Giradischi Pro-ject Debut II SE con testina Denon DL 160
Cavi di segnale Fluxus 2*70 S
Cavi di potenza Fluxus LTZ 900
Cavi di alimentazione Fluxus "Alimentami"


Lasciatami alle spalle la faticosa sessione di misure, mi sono finalmente dedicato agli ascolti, certamente più appaganti e consoni alla mia caratura di ascoltone con però qualche "prurito" tecnico :-) Ho condotto la prova d'ascolto dapprima concentrandomi sull'individuazione delle peculiarità sonore del D3 nel corso di lunghe sedute d'ascolto e, successivamente, passando al confronto in contemporanea con i due lettori in mio possesso: il CD Player Rotel RCD 1070 e il lettore DVD Pioneer DV 393. Nella prova a confronto sono emerse con chiarezza le differenze tra i tre oggetti e quello che m’interessava di più conoscere, cioè quanto e in che cosa il FiiO fosse diverso dai due lettori. Il D3 prelevava il segnale digitale dal lettore in quel momento sotto esame tramite la presa coassiale S/PDIF a 75 Ohm, mentre le sue uscite analogiche erano collegate all'ingresso linea "Aux 1" del pre Rotel RC 06. Contemporaneamente le uscite analogiche del lettore erano collegate su un secondo ingresso linea (Aux 2) quindi, per un confronto in tempo reale, è stato sufficiente commutare i due ingressi Aux 1 (FiiO D3) e Aux 2 (Rotel e Pioneer in alternanza).

La psicoacustica ci insegna che, ascoltando un medesimo programma musicale con due diversi livelli di pressione, si tende a preferire quello che ha il volume più alto. Il livello d'uscita del FiiO (1,6 Volt) purtroppo è risultato inferiore sia a quello del Rotel che del Pioneer per cui ho dovuto livellare con attenzione i due volumi, agendo velocemente sul potenziometro del preamplificatore. Se avessi ignorato questo accorgimento il mio giudizio sarebbe stato sbilanciato sulla sorgente che in quel momento aveva la voce più alta.

Complessivamente il FiiO D3 ha esibito delle prestazioni sonore di buon livello. Mi ha convinto soprattutto nel bilanciamento tonale, sempre neutro ed equilibrato, dote che lascia presagire un efficace interfacciamento timbrico con le più diverse sorgenti. Le voci e gli strumenti sono stabili e ben distribuiti nello spazio secondo un'olografia che risulta sempre credibile. Sia le voci maschili che le femminili non indulgono a smanie di protagonismo ma si lasciano apprezzare per la fluida musicalità e l'autocontrollo.

Confrontato in tempo reale con il DAC interno del CD Player Rotel RCD 1070, il FiiO propone una prestazione meno dinamica e coinvolgente, ma più armoniosa nel bilanciamento tonale. Il Rotel ricostruisce un'immagine piuttosto proiettata in avanti, con un medio-basso a tratti ipertrofico e alte frequenze un po' timide, sebbene molto sviluppata in larghezza e più ricca di dettaglio. Nell'ambito di un confronto in tempo reale il D3 tende, pur dotato di buona definizione, a semplificare il messaggio sonoro.

Le virtù del Rotel, un lettore ricordiamolo di fascia medio-alta risalente a una decina di anni fa, perdono però parte del loro smalto in presenza di messaggi complessi, nelle situazioni cioè di maggior affollamento dove la sua generosità diventa a volte un po' eccessiva e si fa avanti una certa tendenza all'impastamento. Il FiiO invece non perde il suo aplomb, rimane analitico senza perdere mai la bussola, l'immagine tridimensionale che propone è più profonda e proporzionata nel suo sviluppo tridimensionale. Un risultato che francamente non mi aspettavo da un DAC così semplice e conveniente come questo FiiO D3.

Meno impari il braccio di ferro con il lettore DVD di fascia entry Pioneer DV 393. Qui le differenze sul dettaglio fine sono meno evidenti se non rovesciate a favore del Fiio, il quale risulta ancora vincente sul fronte del palcoscenico tridimensionale con un'immagine certamente più profonda e articolata nei piani sonori. Sulle alte frequenze forse manifesta una minor brillantezza ma possiede una grana più fine, uno smalto sonoro ben levigato e del tutto privo di spigolosità e asprezze di sorta.

 

 

CONCLUSIONI

Non c'è alcun bisogno di essere indulgenti per giudicare positivamente il Fiio D3, risparmiosissimo convertitore D/A dall'aria inoffensiva ma che fa molto bene il suo dovere dimostrando una qualità sonora al di sopra di ogni sospetto, equilibrata e scevra da evidenti difetti. E' perfetto per rivitalizzare un CD Player appannato dagli anni o nobilitare un DVD player ultraeconomico, sul quale possono essere riprodotti anche i file in alta risoluzione (24/48 o 24/96) dopo essere stati solidificati con appositi software come Muxman. Nel corso della prova non ho avuto alcuna difficoltà a simpatizzare con questa scatolettina, che propone un suono essenziale, privo di eufonici fronzoli, moderno e improntato a una sana concretezza.

Non credo che il FiiO stanchi il suo utilizzatore, neanche dopo sessioni d'ascolto particolarmente lunghe o più in la nel tempo. E' particolarmente efficace nel disegnare una scena stabile, rispettosa delle proporzioni e correttamente circoscritta, mentre mostra dei limiti nella riproposizione del dettaglio più fine, dove risente di una certa semplificazione armonica. Onestamente di più non si può chiedere a un oggetto che costa quanto una pizza e birra e che svolge in maniera sempre affidabile e sicura il suo lavoro.

Alfredo Di Pietro

Novembre 2011


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