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domenica 24 maggio 2020 ..:: Carot One Ernestolone ::..   Login
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 Carot One Ernestolone Riduci

 

 

INTRO

Per chi non lo conoscesse, il Carot One è un brand distribuito dalla società napoletana Openitem, con a capo il cordiale Antonio Scialò, ispirato a un concetto di riproduzione che punta alla minima invasività ambientale. La gamma è infatti composta da oggetti minuscoli, facilmente collocabili anche in spazi estremamente ridotti. Si pensi alla cameretta di un ragazzo, ad abitazioni come i monolocali oppure nei casi in cui l'utente desideri rendere "invisibile" il proprio impianto pur avendo a disposizione uno spazio non esiguo. La produzione Carot è contraddistinta da un look particolare, un po' eccentrico e facilmente riconoscibile fra tanti anche dall'accesa colorazione arancio metallescente.

Offre al pubblico una completa serie di oggetti, gradualmente accresciutasi nel tempo, che allo stato attuale annovera anche prodotti tascabili come gli amplificatori per cuffia Nik 58-DAC, Nik 58 Tube e Nik 58-DAC Two, versione evoluta del Nik 58-DAC che implementa un convertitore 24/96 invece che 16/48. Non mancano gli auricolari Titta e Super Titta, del tipo "in ear", con il modello Super da poco lanciato sul mercato, il quale vanta una configurazione a doppio driver, praticamente un due vie con "woofer" da 14 mm e "tweeter" da 5 mm corredato con tre "cap" equalizzatori (Rock-Jazz-Classica), in dotazione c'è un cavetto multifunzione fornito di microfono per Smartphone o iPhone.

Non diciamo nulla di nuovo se parliamo di Micro Hi Fi, vale a dire apparecchi dalle dimensioni particolarmente contenute che non disattendono però a buoni standard qualitativi. Tuttavia oggi, grazie ad un'allargata disponibilità di chip in classe D dalle prestazioni convincenti, il fenomeno pare destinato a svilupparsi sempre più. In buona sostanza il "vecchio" Tripath TA2024 ha avuto il merito di aprire una nuova strada nell'alta fedeltà, più democratica perché alla portata di tantissime tasche, anche le meno capienti. Una notizia recentemente pervenutami dall'azienda napoletana è il lancio sul mercato per fine ottobre di una nuova elettronica, l'Ernestolone Phono, amplificatore dotato di preamplificatore RIAA per testine MM.
La famiglia degli Ernestoli quindi cresce, chissà se ci sarà e come si chiamerà il prossimo...

Fra i tredici prodotti attualmente presenti nel catalogo Carot One ce ne sono tre associati dallo stesso nome: Ernestolo, Ernestolone e Super Ernestolo. Tre modelli d'importanza si suppone progressiva, visto l'uso della forma accrescitiva per il secondo e del "Super" per il terzo, a indicare il livello massimo raggiunto nell'ambito della triade, una sorta di "non plus ultra" nella saga di quest'ennesimo nano. Se le scelte di marketing hanno un senso sin dall'individuazione del nome, Ernesto vuol essere espressione di grande valore in quanto deriva dal termine germanico Ernust o Arnust, il primo significante "vigore", "serietà", il secondo riconducibile all'"aquila" o ancora alla "battaglia". Nei fatti l'antesignano Ernestolo, testato su queste pagine nell'Agosto 2010, è un integrato a "due piani" con la sezione pre (connotata da una coreografica valvolina) posta al superiore mentre la parte finale risiede al livello inferiore ed è basata sul noto chip Tripath TA2024.

Si tratta di una soluzione piuttosto originale, definibile integrata perché unisce due elettroniche nello stesso oggetto, ma allo stesso tempo indipendente poiché ciascuna è racchiusa in un case separato e fruibile individualmente grazie a connessioni autonome. Medesima soluzione incontriamo nell'Ernestolone, diverso però dal fratello minore per avere anche un DAC 24/96 e per il chip in classe D presente nel finale, non il TA2024 ma un altro non citato nelle specifiche e che tra un po' andremo a scoprire. Infine, il campione Super Ernestolo rappresenta una specie di ritorno concettuale al modello base, essendo solo preamplificatore/finale di potenza, privo quindi di DAC, ma in grado di erogare una potenza di 25 Watt per canale (su 4 Ohm), a fronte degli 11 forniti dall'Ernestolo sullo stesso carico.


CAROT ONE ERNESTOLONE
MINI-SIZE CLASS-T AUDIOPHILE TUBE AMPLIFIER



SPECIFICHE TECNICHE DICHIARATE

AMPLIFICATORE FINALE DI POTENZA

Potenza d'uscita: 2x25 Watt su carico di 4 Ohm - 2x12 Watt su 8 Ohm (RMS)
Rapporto Segnale/Rumore (SNR): 98 dB
Range dinamico: 98 dB
THD+Noise: 0,03% a 9 Watt 4 Ohm - 0,15% a 8 Watt 4 Ohm - 0,11% a 6 Watt 8 Ohm
(High Power) 10% a 15 Watt 4 Ohm - 10% a 10 Watt 4 Ohm
Ingresso: RCA (Sinistro/Destro)
Power Socket: 2,1 mm
Uscite per diffusori: 4 a Banana
Potenziometro del volume con accensione/spegnimento
Indicatore di accensione a LED (Blu)
Trasformatore/alimentatore: DC 12 V-13,2 V (Max)


USCITA CUFFIA

Rapporto Segnale/Rumore (SNR): 92 dB
Potenza d'uscita: 600 mW per canale su carico di 32 Ohm
Risposta in frequenza: 15 Hz - 100 kHz (-1db)
Impedenza d'ingresso: 10 kOhm
Input Audio CD IN: RCA (Sinistro/Destro) [3 Vpp Max]


INGRESSO USB

USB 2.0 Full Speed - Supporta l'USB Audio Class 1.0
Risoluzioni supportate: 16 e 24 bit
Frequenze di campionamento supportate: 8/16/32/44.1/48/96 kHz


PREAMPLIFICATORE

Valvola: 6DJ8/6922/12AU7 (intercambiabili)
Rapporto Segnale/Rumore (SNR): 92 dB
THD + Noise 0,05% a 10 kOhm - 0,15% a 33 Ohm
Ingresso CD IN: RCA (Sinistro/Destro) [3 Vpp Max]
Uscita linea: 3,5 mm
Uscita cuffia: 3,5 mm

Indicatore di potenza (LED blu sotto lo zoccolo della valvola)
Potenziometro del volume con accensione/spegnimento
Trasformatore/alimentatore: DC 12V-13V (Max)


TRASFORMATORE/ALIMENTATORE

Ingresso universale: AC 100 V-240 V/50-60 Hz
Uscita: DC 12V 5 A (60W)
Connettore d'uscita: DC 2,1 mm
Ripple & Noise: <=25mV
Protezione da sovraccarico: 105% - 150%
Protezione da sovravoltaggio: 115% - 150%
Dimensioni: (L) 78 mm x (W) 50 mm x (H) 33 mm

Devo ripetermi sulle note positive nei confronti del cabinet, espresse a suo tempo nelle mie recensioni dell'Augustolo, Ernestolo, Fabriziolo, Gildolo e Pacolo. Anche nell'Ernestolone il case è ben rifinito e soprattutto robusto, senza dubbio in grado di sopportare un uso eventualmente poco riguardoso, anche in previsione della sua facile portabilità. L'estetica non è banalmente monolitica ma offre dei punti d'interesse nella vivida colorazione arancio metallescente, nella scenografica valvola posta in cima nonché nella differenziazione in due subcase di pre e finale, dall'elegante zigrinatura laterale e dall'inclusione dei connettori di potenza in un altro minuscolo vano.

L'Ernestolone ripropone un frontale praticamente identico all'Ernestolo, con l'unica aggiunta di un selettore a levetta per gli ingressi linea/USB. Il primo per l'ascolto dagli ingressi analogici (Aux - Line In) mentre il secondo consente la riproduzione dal DAC interno. Accanto al selettore troviamo l'ingresso Aux Mini-Jack stereo da 3,5 mm; se è in opera l'ingresso posteriore, collegando all'Aux un dispositivo esterno il Line In viene scavalcato. Verso destra troviamo la manopola di accensione/regolazione del volume, ruotandola in senso destrorso un piccolo scatto ci segnala l'accensione, al contrario avviene per lo spegnimento, segue l'uscita cuffia Mini-Jack. La messa in tensione dell'apparecchio viene segnalata dall'accensione di un piccolo LED blu posto nella parte inferiore del frontale.

Idem cum patate per il retro, che presenta le stesse connessioni del fratello minore, aumentate però dell'ingresso Mini USB per la connessione a un PC. Ma non è questa l'unica differenza: l'ingresso digitale si trova dove prima c'era il Power Socket del preamplificatore, nell'Ernestolone invece ce n'è solo uno, posto in basso a destra e manca anche l'interruttore di accensione del finale di potenza, il quale viene messo in tensione contemporaneamente al pre dalla manopola su frontale. C'è quindi nel nostro una separazione meno netta delle due sezioni. Ricapitolando, sul pannellino posteriore, in alto e da sinistra, sono presenti la connessione Mini-Jack in uscita dal preamplificatore, gli RCA destro e sinistro dell'ingresso linea e il già citato "USB In". Seguono sulla linea mediana i connettori multifunzione per i diffusori acustici e, infine, l'ingresso "Line In", sempre del tipo Mini-Jack da 3,5 mm per il collegamento del pre integrato (o altro pre a piacimento) con l'unico Power In.

Solita lamentela per i Mini-Jack... se quello frontale va bene così com'è per collegarci un lettorino Mp3 o altro dispositivo "volante", quelli sul retro obbligano all'uso di un cavettino apposito, tra l'altro non incluso a corredo, oppure un cavo adattatore terminato Mini-Jack stereo - RCA se si vuole usare il pre dell'Ernestolone per pilotare un altro finale, stesso discorso se si vuole connettere un preamplificatore esterno al finale dell'Ernestolone. In alternativa ai cavi adattatori è possibile usare dei comunissimi cavi RCA, che magari abbiamo già in casa, adeguandoli alla presa Mini-Jack con degli opportuni adattatori. Attenzione a non usare le maniere forti nelle manovre di attacca e stacca dei vari cavi poiché, tranne che nei morsetti per i diffusori, tutte le connessioni sono PCB e non Panel Mount, quindi più fragili e instabili delle seconde.

La dotazione di serie comprende un cavo USB 2.0, una valvola Electro Harmonix 6922, un trasformatore alimentatore da 12V 5A con il suo cavo di alimentazione, il manuale utente in inglese. Visto il prezzo di vendita, ritengo che uno sforzo in più poteva essere fatto includendo negli accessori un cavettino terminato Mini-Jack stereo per il collegamento tra pre e finale. E' presente invece un cavo adattatore Mini-Jack Stereo--->RCA e quattro bottoncini autoadesivi di silicone antiscivolo che vanno posti sotto l'Ernestolone per non rischiare di graffiare la superficie d'appoggio. Il parterre di valvole alternative alla 6922 è indicato nel manuale utente in due serie distinte: 6DJ8, 6N11, 6H23N, ECC88, E88CC la prima e 12AU7, 5963, 5814, ECC82 la seconda; divertitevi pure a provarle apprezzando la differenza di suono. Agli utilizzatori più evoluti è dedicato il paragrafo 5, inerente alla regolazione fine del voltaggio DC di bias e dei "jumpers" che è necessario spostare nel passaggio da una serie all'altra. Durante la prova ho lasciato in opera la valvola in dotazione.

INSTALLAZIONE DEI DRIVER

Nulla di più facile che installare i driver USB. E' sufficiente collegare il cavo in dotazione da un lato alla presa "USB IN" sul nostro apparecchio e dall'altro al PC, selezionare l'ingresso "USB" con l'apposita levetta posta sul frontale e aspettare qualche secondo per il completamento dell'operazione. Non è necessario accendere l'Ernestolone perché l'alimentazione del DAC proviene dal PC, condotta dal cavo incorporato "VBUS", notoriamente utile per alimentare periferiche a basso consumo. Sul mio notebook Lenovo il processo d'installazione era indicato dalla finestra "Device Setup", mediante una barra di avanzamento verde.

Ultimato il procedimento è possibile accedere alla finestra "USB Audio Properties" per assicurarsi che la periferica funzioni correttamente, nella stessa potremo vedere un elenco di tutte le sue funzioni. Aprendo la finestra "Sound" delle Playback Devices, riconosceremo la S/PDIF Interface 2-Carot One ERNESTOLONE. Nelle proprietà abbiamo un quadro completo delle caratteristiche generali, dei formati di codifica supportati (DTS Audio, Dolby Digital e Microsoft WMA Pro Audio), selezionabili con un segno di spunta e delle varie frequenze di campionamento (32 - 44,1 - 48 - 96 kHz). Infine, nelle avanzate c'è la serie completa delle frequenze e dei bit da cui è possibile selezionare il formato di Default, con le indicazioni di qualità corrispondenti.

 

 

INTERNO, CHIP E COMPONENTISTICA

L'intera circuitazione di preamplificatore e finale è ospitata su due rispettive PCB rosse, accolte nei corrispondenti piani di residenza. L'ispezione visuale denota una buona cura generale con saldature pulite e la componentistica ordinatamente disposta. Da non tecnico non sono in grado di fare una precisa analisi circuitale, ma l'impressione visiva generale che si riceve non è affatto malvagia. Tutti i condensatori adoperati sono gli elettrolitici in allumino Rubycon della serie YXA, con tolleranza del +/- 20% (20° C - 120 Hz).

Lo zoccolo che accoglie la valvola a doppio triodo è posto al centro della scheda, nessun dispositivo elevatore di tensione si nota nelle vicinanze, il che depone per un alimentazione di voltaggio anodica corrispondente a quella fornita dall'AC Adaptor, vale a dire 12 Volt. Uno sguardo al Datasheet della 6922 EH indica invece una tensione di lavoro anodica ben superiore e pari a 100 Volt.
Dei chip impiegati nella sezione preamplificatrice/DAC tre sono i principali, due deputati alla conversione D/A (Wolfson WM8716 e Tenor TE7022L) mentre il terzo è l'operazionale Texas Instruments NE 5532P che si occupa del guadagno del pre.

Il Wolfson WM8716 è un chip convertitore D/A progettato specificamente per dispositivi audio come CD e DVD Player, sistemi Home Theatre e TV digitale. Supporta dati audio in ingresso dalla "parola" digitale di 16/24 bit e frequenze di campionamento sino a 192 kHz. Al suo interno lavora un modulatore multi-bit Sigma Delta e un filtro digitale selezionabile tra due diversi tipi di Roll-Off, ripido o lento, in dipendenza dal tipo di applicazione cui il DAC è destinato. Questo filtro può essere bypassato per utilizzarne uno esterno. Le specifiche parlano di un rapporto Segnale/Rumore pari a 112 dB (pesato "A") e una THD di -97 dB a -1 dB FS, che trasposta in termini percentuali corrisponde allo 0,0014%. Il WM8716 include un "mute" controllabile digitalmente e una funzione di attenuazione per ogni canale. Nello schema a blocchi possiamo seguire il percorso che segue il segnale nella sua elaborazione.

Il Tenor TE7022L è invece un controller (ricevitore e trasmettitore) del flusso dati audio S/PDIF e I2S, è compatibile con la connessione USB 2.0 Full Speed e supporta l'audio USB Class 1.0. Ricordiamo che il ricevitore ha la funzione di estrarre separandoli il clock e i dati dal flusso S/PDIF in ingresso per poi trasmetterli al DAC. 16/24 bit e 8/16/32/44,1/48/96 kHz sono le risoluzioni e frequenze di campionamento supportate. Il TE7022l ha due canali in ingresso e altrettanti in uscita. Anche di questo vi mostro il diagramma a blocchi.

Il Texas Instruments NE 5532P, infine, si occupa del guadagno in tensione nella sezione preamplificatrice. Notissimo e superimpiegato in elettronica è un amplificatore operazionale duale a basso rumore con delle buone caratteristiche di silenziosità (5 nV/√Hz il voltaggio equivalente del rumore in ingresso a 1 kHz), frequenza di guadagno unitario pari a 10 MHz, rapporto di reiezione di modo comune di 100 dB, alto guadagno e Slew Rate (100V/mV e 9 V/µs). Lavora a una tensione tra circa 3 e 20 Volt. Queste e altre informazioni si possono leggere nel datasheet dell'IC.

Nella seconda PCB troviamo tutto quello che concerne il finale di potenza, dove spicca il relativamente grosso relè NT77 A da 12 Volt. Quello però che m'interessava scoprire è il chip amplificatore in classe D, non dichiarato nelle specifiche tecniche a differenza dei modelli Carot basati sul Tripath TA2024. Alla visual inspection riconosciamo quindi una coppia di Texas Instruments TPA3106D1, uno per ogni canale visto che sono degli amplificatori mono in classe D da 40 Watt massimi su 8 Ohm. Tale potenza però viene raggiunta solo se l'IC è alimentato con una tensione di 25 Volt, non il caso quindi dell'Ernestolone che viene fornito di un trasformatore/alimentatore da 12 VDC, unico tra l'altro perché in comune con il pre.

In tali condizioni la potenza erogata si ferma a circa 7 Watt "puliti" su 8 Ohm e una diecina su 4 Ohm, a fronte dei circa 30 ottenibili con il voltaggio più alto. In questo caso il dato dichiarato di 40 Watt si raggiunge, però con un tasso distorsivo (THD+N) piuttosto elevato (10%) e tale da inficiare la qualità di riproduzione. Bene avrebbe fatto la Carot One a differenziare il socket power per pre e finale, in modo tale da consentire il collegamento di un AC Adaptor da 25 Volt su quest'ultimo. Il TPA3106D1 ha un tipo di erogazione BTL (Bridge Tie Load), tipica dei classe D, in un range di alimentazione che va da 10 a 26 Volt. Come tutti i classe D è molto efficiente (~92%), presenta ingressi differenziali e un guadagno impostabile sui quattro livelli fissi di 20, 26, 32 e 36 dB. Grazie alla bassa quantità di calore sviluppata non necessita di un dissipatore, le uscite sono protette dal corto circuito e dalle sovratemperature. Il filtro passabasso antiportante in uscita è realizzato con quattro induttori avvolti su nucleo di ferrite, non indolori sulla risposta in frequenza come vedremo alle misure.
Anche qui i condensatori sono gli elettrolitici in allumino Rubycon YXA.


LE MISURE



SEZIONE PREAMPLIFICATORE

GUADAGNO
Segnale Test 50 mV - Output Ernestolone 490 mV - Guadagno 19,824 dB
Segnale Test 100 mV - Output Ernestolone 970 mV - Guadagno 19,735 dB
Segnale Test 200 mV - Output Ernestolone 1812 mV - Guadagno 19,142 dB

Differenza canale DS/SN: 0,55 dB

IMPEDENZA D'INGRESSO
Ingresso Linea:
Canale Destro: 8826 Ohm
Canale Sinistro: 8063 Ohm

Ingresso AUX:
Canale Destro: 8826 Ohm
Canale Sinistro: 8056 Ohm

IMPEDENZA D'USCITA
Canale Destro: 65,965 Ohm
Canale Sinistro: 66,752 Ohm

IMPEDENZA D'USCITA CUFFIA
Canale Destro: 69 Ohm
Canale Sinistro: 66 Ohm


SEZIONE FINALE

GUADAGNO
Segnale Test 50 mV - Output Ernestolone 874 mV - Guadagno 24,850 dB
Segnale Test 100 mV - Output Ernestolone 1753 mV - Guadagno 24,875 dB
Segnale Test 200 mV - Output Ernestolone 3632 mV - Guadagno 25,182 dB
Segnale Test 400 mV - Output Ernestolone 7380 mV - Guadagno 25,319 dB
Segnale Test 800 mV - Output Ernestolone 9175 mV - Guadagno 21,190 dB

Differenza canale DS/SN: 0 dB

IMPEDENZA D'INGRESSO
Canale Destro: 7234 Ohm
Canale Sinistro: 7369 Ohm

IMPEDENZA D'USCITA
Canale Destro: 0,28 Ohm
Canale Sinistro: 0,27 Ohm

DAMPING FACTOR= 28.57


Anche se il fenomeno assume diversa entità, nelle risposte in frequenza del preamplificatore, DAC e finale assistiamo a un evidente Roll-Off sulle alte frequenze. Nelle rilevazioni ho inviato il segnale test analogico all'ingresso "Line In" di pre e finale mentre quello digitale è stato mandato al DAC mediante l'ingresso "USB In", l'unico disponibile essendo l'Ernestolone un oggetto dedicato all'audio da PC. Per prima analizziamo la risposta del preamplificatore, che mostra un lieve calo sulle basse frequenze, più evidente a partire da circa 100 Hz, dove il livello rispetto al centro banda (1000 Hz) è di -0,17 dB. Il dislivello cresce a -0,45 dB a 40 Hz per raggiungere un dB tondo all'estremo dei 20 Hz, nulla di preoccupante. La discesa sulle alte inizia lentamente e progressivamente dai 3 kHz in poi, a 5 kHz siamo sotto di 0,51 dB, a 10 kHz di 1,69 dB mentre a 20.000 Hz si raggiungono i -4,7 dB.

La risposta del convertitore mostra una situazione sensibilmente peggiore, anche perché i Roll-Off di pre e DAC si sommano. Alla frequenza di campionamento di 44,1 kHz/24 bit già a 2000 Hz siamo sotto di 0,81 dB, i 5000 Hz si segnalano per essere a -3,7 dB e a 10.000 siamo a ben -8,19 dB. Situazione di un soffio migliore campionando il rumore rosa a 48 kHz/24 bit: i 2000 Hz si trovano a -0,71 dB, i 5000 Hz a -3,32 dB e i 10.000 Hz si "fermano" a -7,63 dB. Decisamente meno severo appare il quadro a 96 kHz/24 bit, dove alle stesse frequenze (2, 5 e 10 kHz) si riscontra un dislivello rispettivamente di 0,09 - 0,5 e 1,7 dB; si tratta di una risposta sovrapponibile a quella propria del preamplificatore e che indica la sostanziale linearità del DAC a questa frequenza di campionamento.

Anche il finale di potenza dal canto suo soffre di una certa attenuazione in alto, dovuta all'azione del filtro passabasso antiportante in uscita. Lo smussamento agli estremi (20 - 20.000 Hz) su carico resistivo di 8 Ohm appare abbastanza simmetrico. In questo caso ci troviamo di fronte a un'attenuazione modesta, considerato che i 5 kHz sono sottoslivellati rispetto ai 1000 Hz di appena 0,15 dB, che salgono a 0,52 dB a 10 kHz e 1,85 dB a 20.000 Hz. Dal lato basse i 50 Hz si posizionano a -0,25 dB, i 20 a -1,39 dB. Dimezzando il carico (4 Ohm) le cose non cambiano in basso ma peggiorano invece sulle alte frequenze: a 5.000 Hz si passa da -0,15 a -0,79 dB, a 10 kHz da -0,52 a -2,5 dB e, infine, a 20 kHz da -1,85 a -6,04.
Si conferma quindi anche in questo chip la ben nota sensibilità della risposta in frequenza al variare dell'impedenza di carico.

Anche dal punto di vista della distorsione armonica e d'intermodulazione la sezione preamplificatrice dell'Ernestolo non si comporta in maniera inappuntabile. Le spettrali, effettuate sui tre livelli di tensione di 0,5 - 1 e 1,5 Volt sono testimoni di una THD/THD+N dai tassi piuttosto elevati, che limita l'utilizzo oltre certe tensioni. Per onestà bisogna dire che la responsabilità di questa situazione è da attribuire esclusivamente alla seconda armonica, nettamente superiore alla più molesta terza. A 0,5 Volt siamo già sull'1,81% di THD e l'1,86% di THD+N; come dicevo, la seconda armonica appare in decisa evidenza, con un livello di -48.72 dB a fronte di una fondamentale posta a -13.87, la terza invece si ferma a -76.50 dB.

Al livello di 1 Volt del segnale test si viaggia sul 4,1% di THD e 4,04% di THD+N. Aumentando la tensione del segnale test a 1,5 Volt si raggiungono agevolmente i livelli di guardia del 6,87% nella THD e 6,86% di THD+N. Ai grafici, e non poteva essere diversamente, risultano alte anche le distorsioni d'intermodulazione, in particolare la critica SMPTE che ad appena 0,5 Volt raggiunge il 5,99% con una componente pari che sopravanza non di poco la dispari: 5,98% la MD2 ed appena lo 0,34% la MD3. Più elevati ovviamente i valori ai livelli superiori di tensione. Sempre con all'impegnativo doppio tono 250/8000 Hz, a 1,5 Volt arriviamo al tasso molto alto del 22,16% dove ancora una volta prevale nettamente la componente pari sulla dispari: 22,14% la MD2 contro lo 0,87% della MD3.
Forse sottoalimentare la EH 6922 con una tensione anodica di 12 volt non porta bene...

Stesso scenario si prospetta nelle misure di THD Vs Frequenza, in queste la differenza tra le armoniche pari e dispari è di più immediata leggibilità
L'andamento delle curve nei grafici appare molto regolare e manca del tutto l'aumento delle percentuali sulle alte frequenze che si verifica invece nel finale di potenza. La forbice tra la seconda e terza armonica è di una trentina di dB sui tre livelli di tensione. Al livello intermedio di voltaggio (1 V) a 1000 Hz la THD si attesta al 3,97% risultando indistinguibile dalla seconda armonica, la terza invece e solo dello 0,08%. In riferimento ai 100 Hz, troviamo il 3,9% di seconda e lo 0,08% di terza, a 20.000 Hz scende leggermente la seconda armonica (2,34%) mentre la terza rimane praticamente stabile allo 0,089%.

Si comporta bene il finale alle misure, sino al limite di potenza concesso dall'alimentazione a 12 Volt, un valore di tensione che porta il clipping a manifestarsi oltre i 7-8 Watt di potenza su carico di 8 Ohm. A un Watt la distorsione è decisamente bassa: soltanto lo 0,085% nella THD e lo 0,11% nella THD+N, si nota un lieve peggioramento del rapporto S/N salendo verso le alte frequenze. Contenuta anche la IMD con doppio tono test a 13-14 kHz, si registra qui un confortante 0,3%, con le componenti del secondo e terzo ordine praticamente appaiate. Leggermente più critica la IMD con doppio tono di 19-20 kHz, non tanto per la percentuale complessiva (0,47%) che rimane ben contenuta, quanto per la prevalenza della componente di terzo ordine, più elevata rispetto a quella di secondo. E' un dato che risalterà anche nelle rilevazioni di THD Vs frequenza.

A 5 watt si sale con la potenza ma i tassi rimangono tuttavia ben contenuti, THD e THD+N si attestano sullo 0,22% e 0,29%, 0,48 e 0,56 è il valore percentuale nelle IMD a 13-14 e 19-20 kHz, buona la SMPTE che a questa potenza non raggiunge l'1%, 0,99% per la precisione. 7,483 Volt è un valore di tensione che corrisponde alla potenza di 7 Watt su 8 Ohm, siamo quindi vicini al limite oltre il quale si manifesta il clipping, però siamo ancora in presenza di valori non preoccupanti: THD 0,53%, THD+N 0,58%, IMD 13-14 kHz addirittura inferiore (0,52%), IMD 19-20 kHz dello 0,59% (con una prevedibile DFD3 più elevata della DFD2: 0,45% contro 0,092%) e la SMPTE "inchiodata" all'1,28%.

Nella THD Vs Frequenza, con un solo watt erogato si assiste a una terza armonica estremamente contenuta alle frequenze basse e medio-basse, con la tendenza però a salire progressivamente. Il sorpasso sulla seconda avviene a 1.000 Hz. Sulle frequenze più alte la terza si approssima all'1% mentre la seconda manifesta un comportamento più costante su tutta la banda audio. Come si evince dai grafici, la seconda armonica manifesta un andamento opposto alla terza sulle basse, parte in salita per poi assestarsi su valori inferiori. Andamento decisamente più regolare a 6,324 Volt (5 Watt su 8 ohm), a questa potenza la differenza tra seconda e terza armonica c'è, ma si evidenzia un maggior "parallelismo" tra le due, cosa che avviene anche alla tensione più alta di 7,483 Volt, pari a 7 Watt su 8 Ohm, dove però la differenza dei valori si riduce, quasi annullandosi tra 100 e 5.000 Hz.



L'ASCOLTO

Dopo il lungo preambolo descrittivo-tecnico siamo arrivati alle note d'ascolto, che in ogni recensione di un apparecchio destinato alla riproduzione musicale rappresentano il compendio finale, il momento più gratificante dove chi scrive può sciogliere le briglie della sua capacità di raccontare percezioni. Mi rendo conto di aver stilato in quest'occasione un test alquanto sbilanciato verso le misure, esponendomi da non tecnico professionista a qualche rischio, nonostante sia stato molto attento a non lanciarmi in conclusioni azzardate. Può a questo punto sorgere il dubbio se sia giustificato un tale dispendio di energie per un oggetto che a prima vista sembrerebbe non avere eccessive pretese. Io credo di sì perché questa tipologia di oggetti rappresenta in qualche modo il futuro, un avvenire che in realtà e già un presente, di un certo tipo di Home Hi Fi semplice, pochissimo invasiva e user friendly, probabilmente la medicina più adatta per curare i giovani dal loro disinteresse verso l'alta fedeltà. Nel caso dell'Ernestolone la ricetta è semplice ed efficace, un comunissimo PC, un dispositivo come il nostro e un paio di diffusori possono introdurre chiunque al piacere dell'ascolto di qualità, tanto più se l'utente è un ragazzo poco disposto a inutili complicazioni per sentire i suoi Hit del cuore.

Chi afferma che i chip in classe D suonino tutti uguali sbaglia, probabilmente mente sapendo di mentire o non ha prestato sufficiente attenzione al suono che ognuno di loro è in grado di esprimere. E sbaglia anche chi è convinto dell'inutilità delle misure, in tanti casi inequivocabilmente collegate agli ascolti. Posso dire di conoscere ormai molto bene il celeberrimo Tripath TA2024 per averlo ascoltato e misurato in diverse implementazioni, dalle più sofisticate alle più economiche. Sino a qualche tempo fa questo IC la faceva da padrone negli amplificatori in classe D poco costosi ma di buone prestazioni, oggi invece la scelta si sta decisamente allargando. Non appena collegato l'Ernestolone alle mie Dynavoice Definition DF-6 ho subito capito che il suo bilanciamento timbrico è diverso dal Gildolo per esempio, che invece utilizza il TA2024B. Gli ascolti sono proseguiti con ogni genere musicale sugli altri diffusori che ho in casa, i Canton LE 109 e i piccoli Cocaine S-40, mi sono spinto addirittura a pilotare una coppia di elettrostatiche ibride che avevo per una recensione, le King Sound Queen II, con risultati sorprendenti quanto a capacità di pilotaggio. Solo sette "miseri" Watt ma in grado di spingere molto bene sulla gamma medio-bassa, risultata energica pulita e compatta, forse meno tesa di quella del TA2024 ma sensibilmente più generosa.

Il Texas Instruments TPA3106D1 mostra un bilanciamento timbrico diverso dal Tripath, innanzitutto è privo della tipica impennata sulle alte frequenze dipendente dal carico. La sua risposta in frequenza su 8 Ohm è perfettamente regolare, anche se penalizzata sull'estremo alto dall'azione del filtro passabasso antiportante in uscita, ancor di più sul carico di 4 Ohm, dove il calo inizia a essere preoccupante. L'assenza del picco e l'efficacia in gamma mediobassa rende questo chip un campioncino di matericità che rende molto godibile l'ascolto di qualsiasi genere musicale. Strumenti e voci sono sempre molto presenti, la definizione non manca, l'immagine stereofonica ha un'invidiabile fuoco ed è anche molto stabile. La musica scorre via fluida, senza intoppi o punte di asprezza, c'è molta concretezza in questo chip Texas Instruments, forse il più "americano" tra quelli che conosco. Il corpo degli strumenti è preservato. Avviene nelle stupende suite per violoncello solo di Johann Sebastian Bach, in cui la risonanza lignea lignea del violoncello è colta con la giusta rugosità. Dal punto di vista dell'equilibrio timbrico la regione delle frequenze medie e mediobasse è privilegiata sul resto della gamma, una condizione quindi opposta a quella del citato Gildolo, che al confronto (se la memoria non mi fa difetto), appare molto più aperto e brillante ma per converso un po' avaro in basso rispetto all'Ernestolone.

La sua sostanza sonora si esplica in un tessuto molto denso, dalle tinte scure piuttosto che chiare. Il sassofono di Bob Mintzer nell'album "Quality Time" conquista con autorevolezza il suo spazio al centro scena, la batteria è sorprendentemente voluminosa, dotata di un pregevole timing, ricchi di risonanze metalliche i piatti, non appuntiti in una prestazione scintillante ma esile. Sembra proprio che in casa Carot One abbiano voluto evocare un certo tipo di sound che ricorda i vecchi valvolari, molto rilassante e privo di fatica d'ascolto. Avevo a disposizione in casa il Grandinote Proemio, preamplificatore di caratura Hi End che ho voluto abbinare al finale dell'Ernestolone, fortemente curioso di cosa sarebbe potuto venirne fuori. Il risultato ha parlato chiaro: resa puntuale del dettaglio, scena scolpita, timbrica più disposta verso un maggior bilanciamento, le Cocaine S-40 hanno così acquisito spessore e perso un po' della loro voce argentina, a volte eccessiva.

E' ovvio che si tratta di un accostamento anomalo, per certi versi provocatorio, fatto più che altro per vedere sin dove il piccoletto riuscisse a spingersi con un pre di livello molto alto. Risintonizzando la nostra attenzione sull'Ernestolone così com'è, in gamma alta purtroppo le cose vanno meno bene. Latitano verve e brillantezza, manca l'ariosità, tutto suona piuttosto chiuso, responsabile quell'arrotondamento della gamma superiore che nell'ascolto in modalità DAC sulle frequenze di campionamento di 44,1 e 48 kHz diventa eccessivo. Nell'ascolto invece dal pre linea o dal DAC in alta risoluzione (96 kHz/24 bit) la defaillance sugli acuti è meno sensibile, a patto che il diffusore si mantenga almeno su 8 Ohm d'impedenza. Le cose quindi possono anche cambiare in base al contorno, come nel caso di diffusori dal timbro pungente o, se volete un linguaggio meno forbito, sparati in alto. In casi come questo il nostro Ernestolone potrebbe trasformarsi addirittura nella classica "mano santa".


CONCLUSIONI

Il Carot One Ernestolo esordisce sulla falsariga di un'impostazione già sperimentata in altri modelli, in esso i pro e contro vivono una netta divisione, quasi una contrapposizione. Tra i primi possiamo annoverare l'aspetto fresco, in qualche modo glamour e sbarazzino, il cabinet in metallo tetragono ai maltrattamenti, la buona componentistica adoperata, le PCB ben fatte e ingegnerizzate, la configurazione bimodulare che lo rende integrato ma allo stesso indipendente. A fronte però di queste qualità la sostanza tecnica, e di conseguenza sonica, presta il fianco a qualche critica. Parlo delle risposte in frequenza non corrette, affette da un certo smussamento agli estremi che diventa difficilmente accettabile nel caso del DAC usato a 44,1 e 48 kHz. Le risposte proprie di pre e finale sono si arrotondate ma tutto sommato non penalizzano eccessivamente l'ascolto, votato a un'indole calda e "tubey".

Il finale con gli ottimi chip TI TPA3106D1 ha un bel suono e buoni parametri strumentali, sfodera un suono grande, materico, conserva una buona reattività in gamma mediobassa ammirevole, si presenta in ogni occasione molto godibile e ricco d'inflessioni timbriche. Tuttavia, per farlo volare davvero occorrerebbe un'alimentazione più sostanziosa e un pre che distorca un po' meno. Non è un caso se l'abbinamento con il pre linea Grandinote Proemio lo abbia trasformato in un piccolo cigno.
L'Ernestolone è acquistabile sull'e-store Openitem per 499 euro con la formula "Free Shipping Wordlwide".

Alfredo Di Pietro

Ottobre 2015


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